Giannini: “Salah sarà devastante”. Nela: “Il Lione deve capire che non è aria”

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – La Roma ci crede. Ci credono i tifosi, che dopo il flop biglietti nei primi due giorni di vendita, hanno iniziato ad acquistare tagliandi per riempire l’Olimpico e stasera si arriverà quasi a quota 40mila, ci crede Luciano Spalletti, ci crede Pallotta, in arrivo a Ciampino alle 16 da Londra dove ha incontrato il consulente e collaboratore Franco Baldini e – pare – anche Monchi, candidato nuovo ds che da Leicester non è tornato in Spagna con il Siviglia. Ci crede, anche Giuseppe Giannini, che quasi 30 anni fa era in campo nella Roma che rimontò col Partizan dopo il 4-2 dell’andata. Il ritorno all’Olimpico finì 2-0, la squadra si qualificò agli ottavi di Coppa Uefa in uno stadio semideserto (c’erano i lavori per i Mondiali del 1990), ma con le reti di Voeller e Giannini ribaltò tutto. Con un risultato che stasera basterebbe per eliminare il Lione.

FIDUCIA — “Noi all’epoca ci credevamo fin dalla fine della partita d’andata – è il ricordo dell’ex capitano – e se anche in questa settimana è andata così allora la Roma ce la può fare. Il Lione è forte, ma non imbattibile, e la Roma ha dei giocatori, come Salah, che possono essere devastanti”. A conferma di questo, ci sono proprio delle parole dette dai calciatori della Roma nel 1988, prima della partita col Partizan: “A casa nostra siamo pronti a farci sentire”.

MOMENTO DECISIVO — Stasera l’Olimpico sarà meno di fuoco rispetto al passato, i gruppi organizzati continueranno a non entrare per protesta contro le barriere, ma i tifosi sono comunque pronti a dare una mano “perché – conferma Giannini – questa è una partita decisiva, un impegno fondamentale. E Spalletti ha fatto bene a far riposare i titolari a Palermo per stasera, devono essere pronti fisicamente e mentalmente”. Di mentalità parla anche Sebino Nela, un altro in campo quella sera contro il Partizan: “Conta l’atteggiamento già da tenere nel sottopassaggio – ha spiegato al Match program ufficiale del club -, all’uscita degli spogliatoi. Gli avversari devono capire che non è aria, devono essere consapevoli di ciò a cui andranno incontro”. Proprio come trent’anni fa, contro il Partizan.

(Gazzetta.it, C. Zucchelli)

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5 Commenti

  1. Che ricordi, che gente, quanto amore. Il principe e sebino. Gente vera con la lupa tatuata. Un calcio romantico che non esiste più ma fatto di veri e grandi . che amarezza

  2. E’ proprio cosi’….purtroppo Albi. Questa era gente VERA che oggi avrebbe preso a calci in cxxo chi non dava il fritto in campo…

  3. Cristia e Albi!!!Dimenticate il capitan leggenda che non è poco poi io Sebino Nela l’ho conosciuto e l’ ho visto come un difensore mostruoso con un carattere chiuso e riservato molto forte!!

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