Il derby del sole è ormai tramontato

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Striscione dei tifosi della Roma per i tifosi del Napoli during the Serie A match between AS Roma and Torino FC at Olympic Stadium, Italy on November 09, 2014. (Photo by JC/NurPhoto)

ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Parecchi ricordi, una sana rivalità che poi nel tempo non si è più rilevata tale e una sfida che nell’attualità continua ad aumentare i valori tecnici del nostro campionato. Sarebbe troppo scontato definirlo soltanto come uno dei tanti “derby del sole“, anche perché negli ultimi tempi si sono registrati, purtroppo, più tramonti che albe.

Sabato al San Paolo. Napoli e Roma si ritroveranno nuovamente una di fronte all’altra sul campo: per entrambe l’occasione migliore per aggiudicarsi quello che negli ultimi anni si è rivelato un decisivo confronto diretto per la Champions League e per restare, di conseguenza, aggrappate allo strapotere della corazzata juventina. Ancora una volta però, a Fuorigrotta ci sarà spazio soltanto per i tifosi partenopei (è stata vietata la vendita ai sostenitore romanisti residente nel Lazio), condizione necessaria finché l’asticella del pericolo alzata dalle forze dell’ordine continuerà a toccare il livello massimo. Una situazione che ha poco a che fare con i trascorsi di reciproco rispetto vissuti durante gli anni ’80, quando entrambe le tifoserie potevano tranquillamente mischiarsi sugli spalti (ora sarebbe improponibile pensarlo per qualsiasi tifoseria italiana) senza il rischio e la paura di poter generare episodi di violenza. Il famoso gemellaggio interrotto nella stagione ’87-’88 a causa di crescenti dissapori (l’arrivo a Napoli del “laziale” Bruno Giordano) e del mai dimenticato gesto dell’ombrello di Salvatore Bagni verso la sud romanista all’Olimpico rimane ormai però uno dei tanti episodi calcistici del passato.

La recente attualità ha poi aumentato il grado di deterioramento dei rapporti, sempre più intrisi di cronache di scontri, devastazioni e contatti tra i gruppi organizzati delle due tifoserie. Nel 2001 diecimila tifosi della Roma invadono Napoli per il primo match ball scudetto. Quel 10 giugno però viene ricordato soltanto per i tafferugli con le forze dell’ordine, le sassaiole alla stazione di Campi Flegrei e le immagini di una città messa a ferro e fuoco. L’8 dicembre 2005 un’altra guerriglia, sempre a Napoli: in programma la Coppa Italia, i padroni di casa perdono 3-0, ma la cronaca si sofferma sull’assalto di alcuni tifosi partenopei ad un commissariato di zona. Il 4 maggio 2008 17 tifosi del Napoli vengono arrestati per un altro assalto, stavolta a un bus di romanisti diretti a Genova.

Nell’agosto dello stesso anno è la trasferta degli ultrà napoletani a far notizia: verranno accusati (e poi successivamente scagionati) di aver devastato un treno che li ha portati a Roma e alcune aree della stazione Termini. Nessun dubbio invece sui 7 arresti, da entrambe le parti, e sull’accoltellamento di un supporter azzurro. Episodi che fino a quel momento portarono le istituzioni ad inasprire le regole di ingresso dei tifosi durante le sfide tra le due squadre: limitazioni relative al possesso della Tessera del Tifoso e vendita obbligatoria in poche biglietterie prescelte.

Un’escalation di tensione arrivata fino al tragico 3 maggio del 2014, quando a poche ora dalla finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina all’Olimpico, un colpo di pistola esploso (per sua stessa ammissione) dall’ultrà romanista Daniele De Santis colpì il tifoso napoletano Ciro Esposito, deceduto poi il 25 giugno proprio a causa delle conseguenze di quello sparo (le dinamiche di quella giornata sono ancora in fase di giudizio da parte della magistratura). L’eco sollevato per la gravità della vicenda e i successivi tentativi di strumentalizzazione utilizzati da alcuni media per inasprire ulteriormente i rapporti tra Roma e Napoli hanno poi costretto le autorità ad aumentare il livello di guardia. Con nuove polemiche annesse. Nella passata stagione infatti, fu vietata la vendita dei biglietti per la trasferta di Napoli a tutti i tifosi giallorossi residenti nel Lazio. Stesse modalità anche per la sfida di ritorno all’Olimpico, quando però per ragione di ordine pubblico, il settore ospiti venne aperto ai tanti sostenitori del Napoli residenti al di fuori della Campania.

Una decisione necessaria, per evitare pericolosi contatti nei settori riservati ai romanisti. Scenario che probabilmente si ripeterà in entrambi i confronti. Con la speranza che la tensione diminuisca, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, punterà l’occhio anche su eventuali striscioni con richiami ad odio e violenza che potrebbero apparire sugli spalti. In attesa che prima o poi torni il “sole“.

(Il Tempo, A. Serafini)

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30 Commenti

  1. Articolo inutile e preconfezionato.
    Dio salvi il giorno della rottura dello schifosissimo gemellaggio, in quel catino che era il nostro Flaminio.

    Presente nel 2001, presente in Coppa Italia, presente altre volte fino a quando ci hanno mandato.
    Ho sempre riportato a casa la pelle per miracolo.

    Ora a voi cari CESARONI, rifate un bel gemellaggio, andate a Napoli sopra gli asinelli, ospitateli nelle vostre case romane.

    P.S.: Serafini, personaggio assolutamente dannoso.

    • Il gemellaggio era già rotto da tempo, fin dalla fine del 1987, Roma-Napoli 1-1 (Pruzzo, Francini), loro giocarono in 9!!!! Le prime avvisaglie l’anno prima, stagione dello scudetto ai partenopei, quando Giordano fu fatto oggetto di cori pesanti e lancio di oggetti. Quando vennero al Flaminio, nel 1989, il gemellaggio non esisteva più.
      Il gemellaggio, abbastanza ipocrita, per la verità, nato nel 1981 all’Olimpico, andava bene fin quando i napoletani venivano in massa all’Olimpico e se ne tornavano con 5 gol sul groppone. Con l’arrivo di Maradona, le cose cambiarono radicalmente. Gran parte della responsabilità della rottura onestamente fu la nostra, ma non diciamolo in giro.
      Resti fra noi.

  2. Amedeo hai fatto l esatta cronistoria della vicenda gemellaggio. mai più gemellaggi visto come siamo messi tra tifosi prima dovremmo farlo tra di noi un gemellaggio. visto lo schifo che si legge .

    • Ciao Roby, hai ragione: sarebbe opportuno un gemellaggio fra noi romanisti.

      Quello coi napoletani era nato come risposta unitaria di due tifoserie contro lo strapotere del Nord. In realtà QUEL’ALLEANZA era originata dalla totale ammirazione degli ultrà napoletani per il Commando, tanto da mutuarne tutti i cori e, persino, il nome CUCB (Curva B). Ma era un sodalizio sui generis, mai abbastanza sentito da noi romanisti. Infatti si ruppe il giorno in cui vennero a vincere con Maradona. Bagni, autore di gesti volgari verso la Monte Mario, fu il primo responsabile, colui che gettò il cerino sulla benzina, benzina, che, in realtà, avevamo versato prima noi. Un abbraccio.

    • Personalmente, con una buona parte dei romanisti non ho nulla a che spartire.
      E credo viceversa.
      Se 25 anni di stadio mi hanno insegnato qualcosa, è che non esiste un essere romanista “univoco”, ma tanti romanismi.

      Pertanto, ognuno sta bene così e io non mi confondo con certi “tifosi”.

      Semmai qualcuno che scrive qua sopra dovrebbe darsi una buona dose di umiltà e ripassare un pò di storia di tifo MILITANTE romanista.
      Schifo totale.

    • ma io infatti non mi riferivo di fare un gemellaggio tra noi romanisti con la tua minoranza,quello sparuto gruppo che manca in sud. ce ne faremo una ragione della mancanza del vostro cosiddetto tifo. io non ho nulla da spartire con chi ha fatto rinviare un derby complici i camerati di merende della nord o che ha fatto entrare il padre di Sandri in sud in occasione del derby. l immenso tifo giallorosso è altra cosa. E quando il nuovo stadio ci sarà tante pernacchie alla facilità vostra si farà. I Vs. nominativi Pallotta li conosce. verranno messi dei blocchi. ah ah ah ah e finalmente uno stadio con famiglie bambini festanti e il nuovo tifo,per tifare la propria squadra no la radio,il conduttore,Ill pappone di turno ecc. poi te commi la camicia bianca ah ah ah

    • A parte le 15 cavolate che hai scritto in 20 righe, siamo perfettamente allineati dal punto di vista concettuale.
      Non abbiamo niente a cui spartire.

      Ah ah ah ah ah

    • nulla da spartire comprate una camicia bianca. una cosa . ogni giorno fai collezione di pollici contrari. fatte una domanda e datti cento risposte. ah ah ah ah piazzale Loreto. …..

  3. i successivi tentativi di strumentalizzazione utilizzati da alcuni media per inasprire ulteriormente i rapporti tra Roma e Napoli,la domanda quanto hanno contribuito i media per questa guerra ?

  4. caro serafini brutta pennaccia perché non scrivi anche la storia di come e’ stato ammazzato il povero de falchi pace all’anima sua a milano dai tifosi del milan ecc. ecc. a! baxxxxdo………dentro

  5. Due splendide tifoserie, fieramente contrapposte ma di grande peso, sostanza, storia e tradizione. Il derby del sole non è mai tramontato

  6. Però cari signori,finché si continua a ragionare,facciamo,il gemellaggio,però se non c’è il gemellaggio allora c’è l’odio infinito è chiaro che poi chi deve gestire baracca e burattini,chiude baracca e non ti fa più muovere.
    Nel calcio,non ci dovrebbero essere,ne gemellaggi,ne odio infinito,solo rivalità sportiva ma basata solo sulla goliardia e mai sull’odio.
    Invece diciamo la verità,spesso,non tutte,ma alcune frange ultra,queste rivalità le ha buttate,tutte sull’odio allo stato puro.
    E ora ne paghiamo tutti le conseguenze,con stadi vuoti,per sanzioni che sfiorano i il ridicolo e l’assurdità.

  7. Blouson, stai sempre a fare il separatista con il pessimo vizio di connotare le persone in comparti socio culturali: il tuo ossessivo ricorso al termine “Cesaroni” è soltanto uno reiterata esibizione snobista che in un forum di romanisti (e nient’altro) non dovrebbe esistere!!
    (Se ti do del “laziale” non ti classifico, non mi pongo su un livello più alto, che non sia quello sportivo – ti sto soltanto prendendo in giro, dicendo che, tu, qui non c’entri nulla).

    Per quanto riguarda certi argomento menti, non devo ripassare niente. Ero testimone diretto di certi avvenimenti, al contrario tuo.

    • amedeo,
      con tutta la stima da 0 a 10 mi interessa 1 quello che pensi.

      Il mio separatismo non è un vizio, bensì una necessità e una presa di coscienza.
      Non ho mai creduto nell’egualitarismo, tanto meno quando si parla di tifo, e in particolare quando si parla di tifo MILITANTE ROMANISTA.
      Credo assolutamente nelle differenze socio-culturali, e credo che esistano queste differenze anche nel tifare la Roma.

      Sugli avvenimenti, lungi da me vantare cose che no ho vissuto, ma nel ’89 al Flaminio c’ero (avevo 14 anni). prima non c’ero, ma nel 2001 c’ero.

    • A me, invece, interessa ciò che pensano gli altri – tutti.
      Contento tu. Ti lascio alle tue convinzioni.
      Esser nati nella parte giusta della città e aver letto un paio di libri in più degli altri (cosa tra l’altro facile nel nostro paese) non si dovrebbe tramutare in alcuna pretesa di superiorità (anzi, chi ha avuto la fortuna di studiare un poco, come il sottoscritto, sa benissimo di NON SAPER NULLA, in realtà).

  8. Però io sono d’accordo con Bluoson quando dice,che non esiste un romanista univoco,ma tanti romanismi.
    Siamo la tifoseria più bipolare che esiste,ci dividiamo su Totti,chi non lo sopporta più e ce ne sono di romanisti così e chi lo considera un Dio sceso sulla terra.
    Chi di questa rivalità con il Napoli,non gliene mai fregato niente e chi invece il napoletano non lo può vedere manco in cartolina.
    Gli amo Sabatini big Walter gli odio Sabatini,i pro Pallotta grande finanziere,gli anti Pallotta,camicetta comprata all’UPIM.
    Divisi in tutto e su tutto,che quasi,il più delle volte non sembriamo tifosi della stessa squadra.

    • Si ma tu parli di semplici diversità di vedute su questioni che hanno il rango della quisquilia…
      lui parla dell’incompatibilità della subcultura ultrà e/o fascista con la società civile…è su questo che ha perfettamente ragione, l’incompatibilità tra i due gruppi è di tipo assoluto e si è retta fino ad ora solo sulla tolleranza degli uni verso gli altri…tolleranza che, dopo la surreale serata di Coppa Italia, sembra in parte venuta meno, perlomeno per quanto riguarda l’Olimpico…

    • La politica non c’entra nulla.
      La politica è una costruzione delle oligarchie per tenere buoni i popoli.

      La politica non ci interessa, la politica serve solo a dividere.

      Io parlo di tutt’altro, e la prova è che ancora la gente comune pensa a dividersi fra fascisti, comunisti, democristiani, rossi, gialli neri… ancora… ancora che ci cascate.

    • Ti sbagli Nome, la subculturà ultrà, o come la chiami, non è sinonimo di fascismo o comunismo. Se proprio dobbiamo dirla tutta, dovrebbe essere l’antitesi di entrambi.
      Un ultrà, poi, si sente diverso dal tifoso perché disposto a seguire e difendere la squadra in ogni circostanza. Anche quando c’è di che essere delusi, Su questo, Blouson mi trova d’accordo. Quel che vediamo oggi, invece. non è diversità ma disprezzo. Qui c’è disprezzo anche tra Romanisti, e non era così, o i tempi del CUCS me li sono sognati invece di viverli. C’erano persone come me e Blouson (perdonami se ti prendo a prestito in quest’occasione) distanti anni luce per ideali, valori ed estrazione sociale che allo stadio pensavano solo alla Roma, e ci si rispettava. Mo è una gara chi mette più etichette.

    • Per questo il tifo della Roma è finito!

      Grazie a questa assurda concezione siamo diventati il pubblico più ridicolo d’Italia, capace di farsi sommergere anche dai ciociari venuti in visita di piacere all’Olimpico per vedere il Frosinone.

      Una volta c’erano soltanto i romanisti, senza distinzioni sociali, politiche e religiose. Adesso c’è il tifoso alla Blouson, che cataloga col pennarello sul suo taccuino, che va allo stadio per farsi i selfie da mandare al canarino a casa, che non guarda la partita, ma chatta, che odia Sabatini, Pallotta, Baldissoni, lo zio di Bruno Conti, Manfredini, il nipote di Cordova e il cugino di Michele Plastino.
      SIETE RIDICOLI!!!!!
      La colpa è mia che ancora perdo tempo con queste caxxate!!!!

    • Caro Amedeo,

      capisco bene il tuo disagio. E’ come se un imprenditore lascia un impero agli eredi, e si vede scialacquati in pochi anni tutto il frutto del proprio sudore.

      Sono indegni a rappresentare una curva che ha fatto la storia del tifo, e che oggi come giustamente dici, si fa soverchiare da chiunque venga qui, comprese le matricole tipo il Crotone.

      purtroppo queste sono le metastasi di un cancro che ha preso piede ai tempi di Ciarrapico, pensano solo a fare politica, reclutamento, lavaggi del cervello, agguati, e tanto ma tanto autocompiacimento.

      A sentire loro lo spettacolo non è la Roma che gioca, sono loro che cantano lo zecchino d’oro.

      sono fatti con lo stampino, sagomati ed in divisa, non a caso si trovano d’accordo su tutto. sono cloni e niente di più.

  9. Considerando che nel traffico romano incontro almeno 2-3 grosse teste di c. ogni giorno e considerando l’incidenza percentuale del tifo in città, con buona probabilità almeno 1 di loro è un romanista come me.
    Stiamo larghi: ogni 2 giorni sono praticamente certo che uno di quelli che prenderei a mazzate fra capo e collo è un romanista (come me).

    No, così… tanto per dire…

    poi su questo sito riscontro giorno per giorno quante teste di c. ci sono con i colori giallorossi.

    Peraltro sono convinto che la percentuale è la stessa che nelle altre tifoserie. Salvo ovviamente i lanziali che sono proprio tarati alla nascita.

    • Perfettamente d’accordo.
      Probabilmente è la stessa cosa che pensa verso di te quello in macchina a cui vorresti spaccare la testa…

      Chi ha ragione?

  10. Allora riassumendo, ci sono diversi tipi di romanismi, diciamo due fondamentali categorie:

    quelli che amano la roma,

    quelli che odiano la roma (diversamente romanisti).

    Poi ci sono i i laziali, che fanno parte di un’unica categoria:

    quelli che odiano la roma.

    A sto punto consideriamo i diversamente romanisti dei Crossdresser calcistici, non mi viene in mente altra analogia.

    • Beh, non so se è peggio laziali a “loro” insaputa o CESARONI consapevoli.

      Bella lotta.

    • Sentivamo la tua mancanza in questa discussione.

      Anche a me viene in mente un’analogia per definire te.
      Anzi non te, più che altro il nick e l’ologramma che rappresenta.
      Ma temo che non posso esternare liberamente il mio pensiero, minimo sarei censurato.

      Non mi resta altro che augurarti un buon proseguimento di giornata.

    • certo che prendere in prestito nomignoli affibbiati da dei falliti certificati, solo per il fatto che l’ologramma in questione non si presenta davanti a delle nullità, ti toglie un po’ di quello status di superiorità che ti sei dato.

      Facciamo una profezia, ci si vedrà tutti al circo massimo a festeggiare uno scudetto o una coppa europea, e fare cori a favore di pallotta, così vediamo chi sarà l’ologramma 😉

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