Il dovere di riprendersi il derby

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AS ROMA NEWS – Cosa vogliamo fare del derby di Roma? E nel «vogliamo» c’entrano tifosi, dirigenti, giocatori, forze dell’ordine, mass media, semplici cittadini… Una stracittadina costa alla collettività 500mila euro per l’ordine pubblico e viene giocata alle 15 perché disputarla in notturna è ritenuto troppo pericoloso. Eppure da anni, dentro l’Olimpico, non succede nulla tra le tifoserie. L’ennesima gara senza incidenti sarebbe stata una carta importante da giocare per togliere le barriere nelle due curve e alleggerire controlli che allo stadio di Roma sono oggettivamente più lunghi rispetto ad altri impianti, innescando nelle tifoserie il lamento dei due pesi e delle due misure.

Il caso-Lulic, invece, ha occupato quasi tutto lo spazio mediatico, sottraendolo alla cronaca della partita e all’esaltazione di gesti tecnici come la «magia» di Nainggolan sotto la tribuna Monte Mario. Come capita spesso, in Italia, si cerca quello «che non si deve fare». Così i giocatori non dovrebbero più parlare a caldo, i mass media non dovrebbero dare ribalta alle notizie negative, i tifosi non dovrebbero andare allo stadio a legittimare uno sport senza valori. La strada per rivivere il derby, invece, passa da quello «che si può fare». Al Tre Fontane, ieri pomeriggio, 4mila persone hanno dimostrato che esiste anche una via al divertimento, rendendo gestibile una situazione che sabato non era giudicata tale. Il calcio è di tutti, se tutti fanno la loro parte.

(Corriere della Sera, L. Valdiserri)

 

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1 commento

  1. Ridate il calcio alla gente,lo spettacolo meraviglioso del tre fontane,dimostra quanto ancora potrebbe essere bello il calcio e che la passione popolare intorno al calcio ancora esiste ,non sono i fumogeni da abolire,ma i calciatori sciocchi che parlano a vanvera.
    Chi ha cervello zero,sarebbe meglio che giocasse e parlasse il meno possibile.

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