NOTIZIE AS ROMA (Il Tempo) – Si ferma il tempo, si ferma la storia. Nulla muta. Qualcosa che il codice penale punisce, il furto, non è reato per la Signora del nostro calcio, la nuova Roma, elegante e bella, deve rivivere gli incubi delle stagioni passate. Non finisce mai, la disputa sui centimetri, anni fa era Turone, ora Maicon e Pjanic, il risultato non cambia, la misurazione premia puntualmente la Juventus, sorprende non vedere Luciano Moggi inquadrato in tribuna d’onore. La Roma ha rischiato di vincerlo, questo scontro di vertice, Pjanic ha purtroppo sbagliato il più facile dei gol. A quel punto si era sul 2-2, dopo un primo tempo all’insegna dell’agonismo, ma anche del bel gioco. Avrebbe potuto venirne fuori un livello spettacolare altissimo.
A quel punto, Rocchi aveva già dato non soltanto una svolta alla partita in chiave di risultato, ma aveva esibito tante e tali incertezze da far intuire che le decisioni sballate, con Garcia esasperato e cacciato, non si sarebbero fermate. Dicevamo dei centimetri, due azioni ritenute fallose ai limiti dell’area, più fuori che dentro, sul mani di Maicon l’arbitro è stato indotto a sbagliare da un assistente, sul tocco di Pjanic ha fatto tutto da solo. Ma poiché in fondo un pari in casa juventina non sarebbe stato da disprezzare, ci voleva la ciliegina del gol della vittoria bianconera, a cinque minuti dalla fine, sul tiro al volo di Bonucci c’è Vidal in netto fuorigioco a ostruire la visuale del portiere. La Roma ispirata dagli immensi Manolas, alla fine espulso con Morata, e Keita avrebbe meritato miglior sorte, di fronte ai soprusi che si perpetuano non c’è difesa.

