AS ROMA NEWS – Big Spalla a capo chino sulla panca nel frattempo diventata tortura da carbone ardente, che arrangia un segno della croce al terzo gol di Elsha è la magnifica sigla di una partita bella e feroce. Da cortili inglesi di crani spaccati e polpacci addentati. Sesta vittoria consecutiva (diciotto gol segnati e quattro subiti) e siamo già nella storia di un ribaltamento calcistico che ha pochi precedenti, una squadra criminalmente molle e arresa che si trasforma in una banda di meravigliosi villani, un circo che butta calcio e passione.
Quelli dell’Empoli menano assatanati dal primo secondo, infoiati di brutto, ma quelli in giallorosso non sono da meno, pressing alto, tecnica superiore, cinquemila tifosi in tribuna e il Superio di Big Spalla ovunque che strattona i pigri e accarezza i bravi e bisognosi. Due circostanze maledette non frenano la Roma. La smandrappata di Sceznyche schiaffa la palla in uscita sulla faccia dell’incolpevole Zuka e il danno muscolare di Nainggo, fin lì mostruoso cacciatore di palloni. La squadra ci crede, non perde un secondo a piangersi addosso, riparte e tutte le evaporate salme di due mesi fa, a cominciare da Pjanic, riscoprono il piacere del torace largo.
La doppia di Elsha, strepitosa botta da fuori il primo ma degno di una replica nella cineteca di Trigoria il secondo, l’egizio che prima indovina Salah e poi va trafelato e ispirato a chiudere la partita. Luciano Spalletti non merita un diminutivo e dunque lo chiamerò da qui in poi “Big Spalla”. Il suo ritorno a Roma sta prendendo la forma del capolavoro. Affrontare in quel modo, in una città come Roma, l’inqualificabile Puponata alla vigilia di una partita decisiva è come gettarsi dal dodicesimo piano senza paracadute nella direzione di un palo acuminato, di quelli che ti passano da parte a parte come sarebbe piaciuto al principe Vlad. Un suicidio, di fatto.
Non solo non si è sfracellato, ma ne è uscito potenziato con una specie di esoscheletro che lo rende ora invincibile. Da qui in poi ogni bega a Trigoria sarà il ruttino di un neonato, e le trombette dei parassitari di Totti poco più di una scorreggia. La Roma ha trovato anche un grande responsabile della comunicazione. La trovata del video in conferenza stampa un’altra genialata. Rendere “mediatica” quella pazzesca corsa all’indietro di Salah, sfilarla al segreto dello spogliatoio, ha creato un inesorabile paradigma visivo di cosa voglia dire essere un giocatore da Roma.
Big Spalla è entrato nel circo depresso di Trigoria con il piglio del domatore. Ha speso fruste e carezze di ogni tipo. E’ stato mentale e fisico. E i ragazzi lo hanno accolto come una benedizione, perché ne hanno capito la divorante passione e il concetto onesto che sta alla base: io sono uno di voi, vinco e perdo con voi.
(Dagospia.com, G. Dotto)


Grande mister, continua cosi’. Per il prossimo anno, oltre a Gerson e Alisson, oltre al recupero di Strootman, servono solo tre calciatori…Cavani, Benatia e Bruno Peres… saremo competitivi anche in Champions League.
ragazzi questo tecnico ha le pa@@e e belle grosse anche …chiunque arrivi e’ bene che lo sappia…gioca chi merita…e dare tutto anche in allenamento…
Questo e un allenatore non solo lo insegna ma lo trasmette con una passione assurda ……voglio aspettsre venerdi per sentire di nuovo…..scezeny you want glasses?? Edin edin Ahahahah
“Da qui in poi ogni bega a Trigoria sarà il ruttino di un neonato, e le trombette dei parassitari di Totti poco più di una scorreggia.”
hahahahahahaha!!!!!!
ave lucio.
Speriamo che pallotta gli allestisca una grande Roma è tanto tempo che il circo massimo è vuoto. Comunque grazie mister ci hai ridato la passione per la magica
Dotto docet
Articolo capolavoro, complimenti al Dottore, Dotto, specialmente il pezzo dove parla delle trombette, lo trovo di un acume a dir poco geniale,c’è ne fossero di persone che scrivono di calcio come lui.
Spalletti sta facendo un ottimo lavoro, l’unica insidia è costituita da tutti quei contestatori professionisti, oggi “dormienti” perché zittiti dai risultati, che alle prime difficoltà ( mi auguro che non ci siano ) dovranno comunque essere immediatamente isolati.
Purtroppo non sono dormienti,ma arzilli più che mai.
Basta sentire,per 5 minuti la mattina una certa radio,per capire,che questi stanno sempre all’opera e pronti a distruggere tutto.
contano giuoco e risultati tutto il resto è noia
Grande Luciano! Forza Roma!!!
Deve imparare in futuro che bisognerà fare i conti con rocchi…. Ma quanti rigori ha dato rocchi alla Juve? Ma quanti sono inventati? Bah
Certo che squadra di schifo l’Inter se oggi vinceva secondo me si riapriva il campionato anche per noi,invece non vale proprio niente.
Peccato.
E purtroppo ho la sensazione che quel bidone di Ljajic,ce lo rispediscono,che ci facciamo ?
Calciatore completamente inutile.
Spalletti va lasciato lavorare e basta ….e le radio tocca azzittalle….
Tutta la mia ammirazione per il Prof. Dotto….articolo eccezionale, geniale….da applausi a scena aperta. Un vero fenomeno. Il migliore
In un paese di analfabeti è giusto che un Giancarlo Dotto qualsiasi passi per fine intellettuale. Tormentato dall’ambizione di diventare una sorta di Louise Celine casereccio, il Dotto si è, in realtà, rivelato, nel tempo, trasgressivo come una coca-cola a mezzogiorno, radicale come un impiegato del catasto, rivoluzionario come un democristiano di sinistra e, soprattutto, sarcastico come un becchino di paese, ormai in pensione. Per cercar notorietà si è inventato anni fa una finta simpatia per la Roma, che gli ha schiuso le porte della comunicazione locale intervenendo in tavole rotonde illuminate, come Gol di notte, accanto a Pato, uno costretto a fuggire da Roma, inseguito dai creditori, e Michele Plastino, un laziale perennemente immalinconito, colui che ha cercato, senza ovviamente riuscirci, di portare il calcio romano su terreni quasi celestiali, arresosi poi di fronte al persistere del becerume più inossidabile. In quel contesto il Dotto, capace di una buona dialettica, si elevava a vate ricercato e dispensatore di perle di saggezza per un pubblico di caciottari della domenica.
Dopo aver difeso l’amico Garcia – parole sue – fino allo stremo, il Dotto ha aspettato la sesta vittoria della Roma per cavalcare immediatamente, come colto da furore invasato, l’onda Spalletti (non sia mai si sgonfiasse) e collezionare una miriade di “like”. Non pago, ha approfittato, vilmente, come stanno facendo in molti, dell’inevitabile défaillance fisica di Totti per regolare vecchi conti e un’ostilità, rimasta sotto cenere per anni e impossibilitata a venir in superficie, a causa dei successi del cosiddetto Pupone.
Il problema è che c’è gente che crede nella buona fede di questi individui, screditati da tutto e tutti, svenduti da anni al peggior offerente, volta bandiere di professione, ormai ridotti a sparar minchiate a destra e manca sui blog.
Il bello è che a me non è neanche antipatico…
Dotto ha fatto dell’iperbole e una certa esagerazione stilistica la sua caratteristica. Non so se l’abbia studiata, copiando un Mosca, o un Mughini, oppure gli venga proprio così e i tempi favoriscano le caricature, piuttosto che gli equilibri sensati. La seconda, probabilmente.
Mi è un po’ più simpatico perché romanista, mentre odio visceralmente augurandogli con fervore il male, un mughini.
Però, relativamente a Spalletti, faccio presente che non è da oggi che parla positivamente di lui, ma da subito. Leggendo Dagospia regolarmente ho i suoi articoli sott’occhio e posso dirlo.
Su Totti, caro Amedeo, sei tu che sei irrazionalmente di parte, quindi non fai testo.
Caro Orazio, la tua critica è sincera, e non astiosa. Pertanto la accetto volentieri. FORZA ROMA
Ma infatti io accetto il tuo essere “di parte” su Totti. Diciamo che a quello che scrivi, sempre molto equilibrato, acuto e anche godibile per l’uso della lingua italiana (cosa rara in questo paese), faccio la tara del tottismosenzalimitismo 😀
Che poi è l’immagine della mia posizione su Totti che è priva di quel rancore che molti mettono in mostra nei commenti. Non condivido ma capisco, umanamente.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.