Il terribile mal di corner: 18 calci d’angolo, zero occasioni

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AS ROMANEWS (Il Messaggero, M. Ferretti) – Prima sconfitta, distacco dall’Inter capolista salito a sette lunghezze e classifica adesso triste, un punto sotto la Lazio. La Roma, dopo aver pareggiato giocando molto male contro il Sassuolo, perde in casa della Sampdoria pur costruendo tanto ma senza riuscire a concretizzare le occasioni. E dimostrando una lacuna mostruosa sulle palle inattive, soprattutto sui calci d’angolo. La Roma, soltanto nel primo tempo, ha avuto a disposizione 10 calci d’angolo per tentare di far male a Viviano. Sarebbero stati undici se l’arbitro Banti non avesse fischiato l’intervallo prima dell’ennesima battuta di Florenzi. Ebbene, non c’è stato un solo tiro dalla bandierina che abbia creato problemi seri alla difesa della Sampdoria. Possibile che la Roma non abbia uno straccio di schema da una palla inattiva così importante? Possibile. A giudicare da quanto visto a Marassi, l’argomento corner a Trigoria non viene mai preso in considerazione.

Palla lunghissima, quindi non giocabile, oppure pallone calciato male, molto male sul primo palo, e perciò facile preda dei difensori avversari: mai un calcio mirato, un movimento studiato al centro dell’area avversaria per trasformare quella giocata in un’azione pericolosa. Nel calcio moderno lo sfruttamento delle palle inattive è diventato un obbligo più che un’opzione: il discorso evidentemente vale per tutte le squadre tranne che per la Roma. Dieci calci d’angolo nella prima frazione e zero occasioni per passare in vantaggio. Una statistica negativa, questo è sicuro. Non una novità, a dire il vero: la Roma degli ultimi tempi ha sempre faticato un botto a trasformare in gol le opportunità legate al calcio dalla bandierina. Con l’arrivo di Dzeko, un saltatore che si è andato ad unire a Manolas e a De Rossi, oltre che a Keita, si pensava che la situazione potesse cambiare, che ci fosse più attenzione per lo schema legato al corner invece niente; come se tutto forse affidato alla casualità: metto ’sto pallone in mezzo e vediamo quello che succede…

SERVE ADDESTRAMENTO – Dopo i dieci della prima frazione, nella ripresa la squadra di Rudi Garcia ha avuto la possibilità di sfruttare altri otto tiri dalla bandierina e, come accaduto nei primi 45 minuti, non è successo niente. In una sola occasione la Roma è andata vicina al gol partendo dall’angolo ma, onestamente, è apparso troppo poco. Forse casuale. Ci sarà da lavorare molto su questo. Non solo su questo, a dire il vero…

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5 Commenti

  1. A mia memoria non ricordo una roma capace di battere i corner. Una cosa vergognosa!!!
    Si segnava solo quando ce stava benatia, ma per bravura sua,.nn per altro.

  2. Il calcio d’angolo battuto lungo a superare l’assembramento in area è uno degli schemi possibili. Ovviamente dall’altra parte ci vuole qualcuno che riceva e poi crossi, tiri o metta la palla a chi subentra dal centro.
    Lo schema serve a far aprire difese affollate e ben posizionate ma perché sia valido occorrono due elementi essenziali:
    a) l’uomo sul lato opposto deve essere pescato con precisione
    b) deve essere uno che controlla perfettamente il pallone
    Ogni secondo perso per inseguire il pallone (cross impreciso) o per controllare permette alla difesa di riposizionarsi.
    E’ ovvio che quando si chiama questo schema il resto della squadra deve posizionarsi di conseguenza. Se attaccanti centrali e centrocampisti vengono presi di sorpresa come la difesa avversaria lo schema è inutile…(segue

    • Questo è uno dei problemi di una squadra che ha avuto poco tempo per giocare insieme, provare automatismi e schemi. Lo scorso anno ci sono stati moltissimi infortuni. Alcuni ruoli fondamentali sono cambiati. Giocatori con caratteristiche diverse portano a necessità di gioco diverso. Ci vuole tempo e tempo non ce n’è. In questo più che Garcia è colpevole la società, per un mercato in ritardo. Ma cosa ne sappiamo noi dei meccanismi che Sabatini ha cercato di far quadrare? Ricordate che c’erano delle limitazioni precise relative al fair play finanziario che sono state aggirate con politiche di prestiti, ma occorre anche che chi vende sia d’accordo…
      Inoltre il turn over. E’ necessario, la roma deve giocare moltissime partite (se tutto va bene…) e devi iniziare subito a far ruotare i giocat

    • Ma il turn over rallenta gli automatismi. Un conto è imparare a giocare insieme in 11 un conto in 18. Ci vuol tempo. Ma la roma è fortissima e si riprenderà presto. Sono sicuro. E basta stare lì con il fucile puntato. Imparate dagli iuventini. FORZA ROMA!

  3. una volta ervamo ad imparare agli altri a non sparare sulla propria squdra e società oggi son loro che hanno imparato e ci insegnano a noi ,

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