Il triste declino della Serie A visto dagli Usa

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AS ROMA NEWS – Dominatori d’Europa negli Anni Novanta. Protagonisti occasionali da più dl un decennio. Il declino del calcio italiano fa notizia anche negli Stati Uniti, dove un professore universitario di finanza, Steven Mandis, insieme a Thomas Lombardi e alla campionessa di hockey Sarah Parson Wolter si sono messi a studiare le ragione di questo crollo e i segnali di rinascita.

Nel libro «What happened to Serie A», presentato ieri a Trigoria dagli autori introdotti dal dg giallorosso Mauro Baldissoni, si analizzano dati finanziari e sportivi messi a confronto con i grandi club stranieri. «All’estero hanno capito prima che il calcio stava diventando un grande business – la tesi di Mandis – mentre in Italia i presidenti hanno continuato a trattarlo come un divertimento. Ora Roma, ]uve e Napoli sono le società che stanno guidando la crescita».

(Il Tempo, A. Austini)

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5 Commenti

  1. In realtà le cause sono 2 e note, nulla di misterioso.

    1. I diritti tv. Mentre in Spagna e in Inghilterra, ma meno anche in Germania, si è capito per tempo che offrire un pacchetto più fruibile (il famoso spacchettamento, che moltiplica gli spazi pubblicitari e quindi gli introiti) qui da noi la Lega preferiva continuare a farsi i dispettucci e bloccare o rallentare ogni riforma.
    Così Inglesi e Spagnole si ardicchivano. Noi parlavamo.

    2. L’arrivo di magnati russi e arabi. Fuori gli aprono i cancelli e gli stendono tappeti rossi. Qui gli mettono i bastoni tra le ruote in tutti i modi (vedi stadio…).

    Strano investano all’estero eh??

  2. a tutti gli amici che ogni giorno, fatta colazione e aperto il social, criticano la società… vorrei leggessero con attenzione questo articolo di qualche settimana fa:
    http://www.giallorossi.net/bellinazzo-roma-destinata-al-top-lazio-e-napoli-ancorate-a-logiche-medievali/
    non è difficile. Copia e incolla nel browser.
    Poi possono ovviamente motivare meglio le critiche, sempre buone se costruttive.
    Questa è la Roma oggi. E questa è la Roma che a me piace.

  3. Non c’è in assoluto alcuna alternativa: o via immediatamente gli americani, società di investimento, o Olimpico sempre e completamente vuoto.

  4. Quando era il momento di investire sulla rete, Berlusconi era al governo ed ha investito sul digitale terrestre, scelta terribile x gli italiani ma ottima per Mediaset. A 20km da casa mia, in Svizzera, nel 2000 si cominciava a posare la fibra ottica, in Italia si montavano antenne e si vendevano decoder.. qualsiasi persona con un po’ di cervello avrebbe puntato su internet, il conflitto di interessi ha fatto girare gli investimenti su una tecnologia che non avrebbe prodotto un ritorno economico reale

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