AS ROMA NEWS (ANSA) – Non era Gianni Rivera ma un imitatore l’interlocutore intervenuto stamani a Rete Sport. Lo precisa la stessa emittente. «In merito all’intervento del presunto Gianni Rivera a Rete Sport di questa mattina alle ore 11,45 – si legge in una nota di rettifica – l’emittente comunica che la persona intervenuta non era realmente Gianni Rivera. Rete Sport si è già scusata e ha chiarito, sia telefonicamente che per iscritto, con il diretto interessato e con l’Ufficio stampa della Figc di esser stata raggirata. L’emittente si riserva di adire alle vie legali nei confronti della persona che ha millantato la falsa identità».
Di seguito la falsa intervista andata in onda:
“Penso che non siamo cresciuti col pregiudizio mentale, gli arbitri sbagliano ogni domenica e questo e’ il calcio italiano. La sudditanza esiste, ho giocato a calcio anche io, bisogna andare avanti sperando che ce ne sia meno”. La pensa cosi’ Gianni Rivera, ex stella del calcio italiano e mondiale, interpellato su Juventus-Roma.
L’ex Milan commenta anche le dichiarazioni post-partita di Francesco Totti. “I calciatori non dovrebbero parlare nel post, il campo e’ battaglia, dopo non cambia nulla. Dovrebbe parlare solo la societa’ – spiega Rivera -. Totti e’ un fenomeno dal punto di vista calcistico ma deve crescere sotto il profilo mentale. Non sono favorevole alla tecnologia in campo, snatura il calcio. Diventerebbe un videogioco”.
Secondo Rivera “nel calcio c’e’ tanto da cambiare, a cominciare dagli stadi e dalla gente che va negli stadi. Io non sono mai stato insultato tanto come nei nostri stadi. Bisogna partire dai bambini, questo calcio fa male a tutti. Tavecchio? E’ giusto che sia stato sanzionato per quello che ha detto. Io non ho mai pensato all’incarico di presidente federale”.

