NOTIZIE AS ROMA – Antonio Conte, il ct della Nazionale, ha seguito la Roma all’Olimpico di Torino. Chissà se, dopo l’Europeo in Francia, sarà lui l’erede di Garcia. Di sicuro l’ex allenatore della Juvesabato pomeriggio non ha preso appunti. Avrebbe dovuto mettere giù la lista degli errori/orrori. Perchè, a prescindere dal risultato finale, l’esibizione dei giallorossi è stata davvero scadente. L’involuzione è ormai preoccupante: non c’è comportamento da squadra e si sopravvive sulla giocata del singolo. Senza Salah e Gervinho, è rimasto Pjanic, non a caso il miglior marcatore stagionale con 9 reti. Ma si va avanti senza copione. La superficialità è la stessa usata sul mercato. Le cessioni, a vedere il comportamento dei partenti, hanno inciso più degli acquisti. Pure i giocatori hanno le loro responsabilità: nervosi, distratti e svogliati. Bisognerebbe ripartire da zero, cambiando ovunque. In campo e fuori. Pallotta è nella capitale da sabato sera ma è ancora contrario alla rivoluzione. Si accontenta, per ora, di vedere la classifica alla fine di questo weekend: 4° posto a 5 punti dal vertice e quindi corsa per lo scudetto ancora apertissima. E mercoledì sera la grande chance, in caso di successo contro il Bate Borisov all’Olimpico: qualificazione agli ottavi di Champions.
SENZA ADDESTRAMENTO – Il presidente, pure se «non soddisfatto», sposa la linea di Baldissoni e Sabatini: la situazione non è affatto allarmante. La Roma, però, continua a rallentare eGarcia resta in bilico: nel 2015 è al 5° posto (con 62 punti) dietro alla Juve (75), alla Fiorentina (72, all’Inter e al Napoli (67) e, dopo 15 giornate, ha 7 punti in meno del torneo passato (era al 2° posto, a 1 dalla capolista bianconera). Il campionato sembra aspettare i giallorossi (l’Inter prima ha 4 punti in meno di quanti ne contava la squadra di Allegri un anno fa). Ma l’allenatore, di settimana in settimana, sta prendendo atto della flessione. La squadra va indietro. Il gruppo peggiora e non cresce. Le lacune viste contro il Torino sono la conseguenza del lavoro fatto a Trigoria. Il pressing è individuale e mai di reparto, l’assetto si allunga inspiegabilmente e la difesa subisce il contropiede per la staticità generale, il possesso palla è da amichevole e l’intensità è insufficiente. Tirare le somme è semplice: vulnerabile dietro e impotente davanti. Sono già 34 i gol subiti nelle 20 gare stagionali, il miglior attacco del torneo, 30 reti come la Fiorentina, ha il suo centravanti che non fa centro su azione – in campionato – dal 30 agosto. Dzeko fatica e si vede.
SPENTA E FIACCA – Garcia, per la prima volta in quest’annata, ha alzato ieri la voce davanti ai giocatori. La novità ha fatto subito il giro di Roma. La società racconta di aver spinto l’allenatore a essere più duro, il tecnico ha invece garantito che l’iniziativa è stata personale. C’è anche la terza opzione: qualche senatore lo ha convinto a svegliare i compagni. La verità è che la situazione è quella di sempre. In settimana la cena per mettere in piazza l’unità dello spogliatoio, dopo la partita la solita giustificazione: manca la personalità. L’analisi deve però essere più ampia. Se 12 dei 18 gol sono stati subiti nella ripresa, vuol dire che fisicamente gli interpreti non reggono fino al traguardo. Il calo non è solo nell’attenzione. E parlare di calciatori timidi e impauriti ci sembra inopportuno. Allora sarebbe solo colpa dell’aria della capitale.
COPERTA BUCATA – La rosa è incompleta, come ha dovuto ammettere chi l’ha voluta così, cioè il ds Sabatini. Più che numericamente, qualitativamente. Perché Garcia almeno 3 ricambi nemmeno li considera. Sono Emerson (terzino sinistro), Gyomber (centrale difensivo) e Uçan (centrocampista offensivo). Non bisogna contarli, perché è come non averli in organico. Fanno numero in panchina e i primi 2 nemmeno sono nella lista Uefa (altra gaffe estiva nella compilazione del gruppo definitivo). Castan, Totti, Strootman, spesso Maicon e adesso Torosidis: tra convalescenti e infortunati, l’allenatore ha poca scelta. E gli imprevisti a Gervinho e Salah hanno danneggiato la coperta. Ora non è più corta, ma strappata.
(Il Messaggero, U. Trani)


qualunque allenatore arriva a ROMA dovrà fare i conti con quello che fabio capello ha messo in evidenza : Roma ammalia , seduce , ti esalta , ti distrugge , ti logora , ti manda in confusione (pensare che capello mi è antipatico , ma quello che dice è vero , vero pure quando si lamentava allora,dei torti arbitrali che la ROMA ha subito quando l’allenava ,per poi fuggire da ROMA e andare guarda un pò alla juve con la quale ha vinto 2 scudetti ,poi tolti per le situazioni che tutti conosciamo) ma a Garcia gli è stato detto tutto questo prima divenire a ROMA ? Inizio a prendere in considerazione dati alla mano che per qualsiasi allenatore che arriverà da noi ,sarà missione impossibile allenare e se vince qualcosa impossibile ripetersi con una certa continuità
Analisi spietata, ma del tutto veritiera.
Anche a Milano è così se non peggio ..quanti giocatori sono stati trovati di notte nei locali a fare quello che volevano eppure con un allenatore con le palle la domenica o erano pronti oppure andavano in tribuna venivano multati esageratamente e il problema era risolto. Garcia oltre a non fare giocare la squadra non ha polso non ha le palle x farsi rispettare dallo spogliatoio. Serve uno di carattere e che sappia fare calcio. X me andrebbe benissimo Spalletti.
Danilo, anche a me piace Spalletti, ma non possiamo dimenticare il modo in cui è stato delegittimato e depotenziato dai senatori quando andarono in pellegrinaggio al santuario Sensi per far annullare, purtroppo riuscendoci, il ritiro che lui aveva disposto. Penso che in questa piazza possa riuscire ad imporsi solo uno come Conte. Ha un passato juventino? beh nessuno è perfetto.
Mettete una società seria con regole severe valide per TUTTI
smettiamola di far comandare certi senatori e vedrete che le cose andrebbero diversamente…
non avete ancora capito che la prima cosa che non va è una società senza regole?
E se la Roma avesse perso a Bologna come il Grande Napoli cosa avrebbe scritto Trani?
La sconfitta del Napoli ci viene rappresentata come colpa dell’arbitro, nonostante fosse stato sul 3 a 0, mentre il pari della Roma a Torino per un rigore inesistente ci viene descritta come l’ennesima catastrofe!! Meditate gente, meditate.
Bisogna solo prendere in considerazione la realtà, come in tutte le cose della vita: Roma è così e quindi è inutile prendere Luis Enrique, Garcia, Schmit e roba del genere; chi ha vinto a Roma o c’è andato vicino? Liedholm, Capello, e poi Spalletti, e prima Bianchi (Ottavio, finale di coppa Uefa), Boskov (finale coppa Italia) e Radice (Voeller e Rizzitelli, il derby del Flaminio). Ci vuole un allenatore di polso e di carisma, che conosca l’ambiente e lo carichi, supportato da una società fortemente identitaria (B. Conti, Boniek, Nela + un direttore sportivo tipo Pierpaolo Marino o lo stesso Pradè e mamager preparati), tifosi allo stadio e a Trigoria, e soprattutto giocatori che siano uomini veri, attaccati alla maglia oltre che ai soldi, Italiani, argentini, tedeschi, roba seria!
quindi ci vorrebbe un miracolo..in realtà ci vogliono risultati positivi..tutto è ribaltabile..poi vedremo..
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.