AS ROMA NEWS – “Voglio di più”. Lo ripete con forza Justin Kluivert, lo ribadisce ad ogni intervista e lo vuole far arrivare nelle orecchie di Di Francesco che un mese fa lo spedì in tribuna al Bernabeu e del ct Koeman che ha deciso di lasciarlo per qualche giorno all’under 21 dove ieri ha segnato il primo gol nel 3-0 contro l’Ucraina, diventando il capocannoniere delle qualificazioni con 4 reti. Bocciature? No, piuttosto stimoli di crescita per un giocatore che deve ancora migliorare la fase tattica.
Il talento è indubbio e Kluivert lo ha mostrato già nella 1ª giornata col Torino quando il suo ingresso favorì il gol di Dzeko e i primi tre punti di una Roma ancora sperimentale. Poi tanta panca, fino all’esordio in Champions con gol al Plzen. Mai un giocatore così giovane (19 anni e 150 giorni) aveva segnato con la maglia giallorossa nella massima competizione europea. In tutto 223′ tra campionato e coppe, poco ma nemmeno troppo considerata l’età. Ieri Kluivert ha giocato con l’Olanda under 21. Quella maggiore ha battuto 3-0 la Germania. “Come vedete gli Orange stanno tornando, è bello da vedere – ha detto al De Telegraaf – Poter farne parte è un grande obiettivo. Stavolta non sono con loro, ma penso di essere uno dei ragazzi che dovrà formare il futuro”.
Chiaro che le sue convocazioni con la squadra di Koeman passeranno dai progressi con la Roma: “I momenti in cui ho giocato ho fatto solo il mio. In allenamento sto migliorando: sto diventando più forte e ne sono sempre più consapevole. Capisco cosa i compagni vogliano da me e cosa vorrei io da loro. Dobbiamo lavorare e costruire il futuro su questo, ed è così che spero di giocare più minuti”.
E le partite (sei in 26 giorni fino alla prossima sosta) non mancheranno per mostrare i suoi poteri. D’altronde faccia e fisico da supereroe della Dc Comics (quelli di Batman e Superman) Justin ce l’ha, e al suo fianco presto potrebbero esserci i suoi tre fratelli. Tutti calciatori, tutti figli di Patrick. L’ex bomber di Ajax e Barcellona, uno che ha fallito solo in Italia al Milan. Un destino che Justin non vuole proprio ripetere. Al momento, dei 4 fratelli, è quello che sta avendo la carriera migliore, anche se tra gli addetti ai lavori in molti segnalano il più piccolo – Shane di soli dodici anni che gioca al Barcellona – come il più forte dei quattro. Gli altri si chiamano Ruben (17 anni, difensore dell’Utrecht) e Quincy che cerca di emergere nella Primavera del Vitesse. Una piccola cantera quella di papà Patrick che ha indirizzato Justin a Roma perché “non è ancora pronto per un club come il Barça”.
(Leggo, F. Balzani)


L’ umilta’ di questo ragazzo mi commuove sempre di piu’!!
Il padre dice,che e’ venuto a Roma perche’ non e’ ancora pronto per il barca? Se continua cosi’ non e’ pronto neanche il Don Bosco!
Noi non siamo all’altezza di quelle squadre – 6/7 – in grado di assicurare i palcoscenici mondiali, di giocare le finali, di vincere campionati, di far concorrere per il pallone d’oro, di pagare stipendi da 20 milioni netti l’anno.
Questo è un fatto.
Che uno nato in olanda, cresciuto nell’ajax, con il padre ex calciatore dell’olanda e del barcellona possa vedere come punto di arrivo giocare a Roma … se me lo dicesse gli direi di non prendermi per il c…
La nostra speranza è diventare prima o poi una di quelle squadre in cui tutti aspirano giocare, rimanere.
Il che vuol dire che siamo pure in grado di comprarli, tenerli, e pagargli gli stipendi.
Fino a allora, meglio uno che ha questa carica, e che sa che le sue fortune passano per le fortune della Roma.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.