Kluivert: “Con il cognome che ho ci si aspetta tanto da me. La dedizione nel calcio è tutto”

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AS ROMA NEWS – Protagonista di uno speciale del portale in lingua inglese, “Remember the name” (Ricordate il nome, ndr), è l’esterno giallorosso, Justin Kluivert, talento classe ’99 passato in estate dall’Ajax alla Roma. Queste le sue parole:

“Abbiamo un padre famoso, il cognome Kluivert… tante persone si aspettano tantissimo da te anche quando sei piccolo, già a nove anni. Pensano che sarai il prossimo. E nella mia testa mi dicevo: “Aspettate, ve lo farò vedere sul campo. Ve lo farò vedere. Casa nostra era a Noorderspeeltuin. Saltavamo la staccionata ed eravamo subito sul campo di gioco. Era molto facile. Quando nostra madre ci urlava di tornare a casa, quando faceva buio oppure se era pronto a tavola, saltavamo di nuovo. È lì che abbiamo imparato a giocare a calcio, lì mi sono fatto le ossa e ho imparato le basi. Giocando contro i ragazzi più grandi, cadendo, rialzandomi, perdendo e vincendo. Avevo circa 14 anni quando ho pensato “Sì, posso fare qualcosa nel mondo del calcio”. Già da qualche anno giocavo per l’Ajax, stavo andando bene. In quel periodo ho capito di avere delle buone qualità che avrebbero potuto essermi utili. E sì, quello è il momento in cui pensi come un ragazzo grande. “Posso essere così bravo. Mi allenerò così, lavorerò meglio sul mio tiro e sul mio dribbling”. In quel momento tutto è diventato un po’ più reale”

“Ammiravo mio padre – prosegue il talento della Roma – è stato un grandissimo giocatore. Anche io volevo diventare un calciatore come lui. Penso di aver lavorato duramente per farlo, ho lasciato tante cose da parte. Ho imparato molto da mio padre, e sto ancora imparando. Sono grato di avere qualcuno così nella mia vita che possa darmi consigli da cui posso imparare. In questi giorni vedo ancora il suo nome spuntare quando si parla di calciatore più giovane a segnare in Champions League, questo o quell’altro. È bello che abbia raggiunto quei record. Penso “È stato molto bravo, ma era un attaccante e quindi doveva segnare” (ride, ndr).

Ma nulla accade per caso:La dedizione è tutto. Nulla cade dal cielo. Devi volerlo veramente, perché se chiedi a 100 ragazzi di 15-16 anni se vogliono diventare dei grandi calciatori professionisti, tutti diranno di sì. Il giorno dopo, però, vanno a una festa oppure dormono fino all’una. La dedizione deve esserci sin da quando si è piccoli. Parli con te stesso e ti dici: ‘Vuoi andare con i tuoi amici ma domani hai una partita? Allora domani non segnerai’. È così che devi pensare. Il giorno dopo giochi il match dopo essere andato a dormire presto e segni. È questo a darti buone sensazioni, sai che ti aiuta. Ovviamente a volte puoi uscire con i tuoi amici, ma devi sapere quando puoi farlo e quando no. Se hai un sogno, devi fare di tutto per realizzarlo. Devi lasciare tutto il resto per arrivarci, è questo il punto cruciale”.

Sulle sue origini: “Sui miei scarpini c’è il mio cognome. Sullo quello sinistro c’è la bandiera dell’Olanda, la mia parte bianca, quella di mia madre. Sul destro ho le due bandiere del Suriname e di Curaçao. È la nazionalità di mio padre e anche la mia. Sul piede sinistro c’è anche la bandiera di Amsterdam, perché è da lì che vengo“.

Fonte: Theplayerstribune.com

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18 Commenti

  1. Io credo che piuttosto che per il nome, la gente si aspetti da te che sia bravo per il prezzo del cartellino. Io una spiegazione del fatto che giochi da schifo e hai sempre voti sufficienti nelle pagelle dei quotidiani c’è l’ho: hai Raiola procuratore, tutto qui.
    Tuo padre di dovrebbe togliere pure il cognome perché non lo meriti.

    • 1) che gioca da schifo lo dici tu.
      2) ha 19 anni.
      3) il fatto che tu non sia disposto ad aspettarlo non ha nessuna importanza.
      La ASROMA è disposta ad aspettarlo
      e tanto basta.

    • È solo una questione di punti di vista, io vorrei solo che segnasse e facesse segnare e magari una volta tanto rientrasse per non mettere in difficoltà i compagni, a me delle plusvalenze non frega niente, io sono tifoso della Roma non della Neep Holding. Schick quanti anni ha? E Karlsdorp? L’unico che guadagna la pagnotta è Under, prossima plusvalenza.

    • A step l’as Roma quest’anno sul piano sportivo ha già largamente dimostrato de non capicce n’emerito caxxo. Continua a da credito a sti buffoni che ce stanno a fa spronfonda, poi un giorno me spiegherai che caxxo c’hai da esse contento tanto da difende sto spettacolo indegno che ce fanno mannà de traverso ogni domenica.

    • Chi difendo io!?

      La ASROMA non ha bisogno di farsi difendere da me.
      La ASROMA non sa che esisto.

      Qua giochiamo.

    • questi non hanno capito ancora che serve poco a venire qui eccitati quando la roma perde, perché così come non contano nulla nella vita in generale, ancora di meno contano nel determinare le sorti della Roma.

      Le milanesi osannate da stampa e prese a modello da questi ominicchi si è visto che fine fanno.

      Noi nella valle di lacrime a loro dire, siamo agli ottavi e a pochi punti dalla zona champions con 60 punti ancora in gioco.

      Pallotta manco considera il presidente della repubblica italiana, pensa te se si cura di un pregiudicato che urla a dei dementi frasi sconnesse tramite baracchino.

      Non spostano una virgola, dimostrano solo quello che sono, cioè parassiti in astinenza che urlano sperando che la carestia passi.

      Per loro c’è solo il tombino, è nel loro Karma.

    • Grazie Adelmo per l’insegnamento da maestro di vita per niente offensivo. Abbiamo capito a chi vanno i famosi prosciutti…

    • Kluivert è il Menez del nuovo millennio e come quello passato, tante belle promesse ma alla fine non ci fai niente. (Tranne Raiola che c’ha fatto i soldi)

    • Hai ragione, scarso. Nell’ ambiente si sapeva e lo sapeva anche Monchi. I giri sono stati quelli che hai menzionato. Monchi fa parte di quell ambiente do ut des.

  2. I mezzi tecnici sono indiscutibili. Però sembra presuntuoso e montato. Qualche calcio in culo ben assestato potrebbe aiutare la sua crescita

    • Ma quali sono i mezzi tecnici ? Per favore le solite frasi, non ha una niente di straordinario e non vede la porta e non ha il fisico. Ti ricordo che è una punta, di testa è nullo non ha tiro cosa avrebbe ?

  3. A me questo giocatore piace, ma ovviamente gira sempre col numero in testa come i vitelli, vuoi per l’ingaggio se un giorno esploderà, vuoi per la sua plusvalenza.
    Ormai non mi fido da un pezzo !
    ma ognuno è libero di pensarla come vuole, a me importa solo che mettono grinta in campo, cosa che non vedo.
    Aspetto cmq sempre la TIM Cup e i sorteggi…

  4. non capisco chi dica che sia un montato o che, nell’intervista trasmette proprio l’opposto.
    questa critica non la posso capire davvero, poi si può dire tutto quel che si vuole ma comunque appena troverà continuità e saprà parlare bene l’italiano (cosa che la gente si dimentica visto che è qua da 3 mesi) secondo me uscirà il suo valore tecnico e apporterà gran beneficio all’attacco della roma.
    Poi quando si dice che non difende, mi sembra che al 75 esimo contro il plzen stesse rincorrendo l’ala destra della squadra ceca facendo il terzino al posto di kolarov addormentato nel paese delle meraviglie

  5. un altro appunto comunque:

    MBAPPE 1 ANNO E MEZZO IN PRIMA SQUADRA AL MONACO MAI VISTO IL CAMPO SE NON SPEZZONI QUA E LA

    JADON SANCHO UN ANNO AL DORTMUND SENZA VEDERE IL CAMPO E POI ESPLOSO QUEST ANNO

    VICTOR MOLLEJO ATLETICO, MAI VISTO IL CAMPO

    BRAHIM DIAZ , CITY, VISTO IL CAMPO SOLO IN CARABO CUP, UGUALE FODEN.

    MOISE KEAN? NON NE PARLO NEMMENO

    Kluivert, titolare alla roma in un campionato nuovo e difficile come quello italiano dopo 3 mesi (via per infortuni ecc) però è dalla prima partita di campionato che è presente nelle rotazioni.
    La roma vuole per valutazione errate non ha potuto farlo crescere come fatto con under l’anno scorso ed è stato messo nella mischia in una situazione pessima fra l’altro, perchè sparargli addosso così?
    non è lui la causa dei mali della…

  6. Dai regà…non é un fenomeno…ma é giovane e non penso sia lui la colpa..capisco più le sue attenuanti rispetto ad altri…deve aver piu coraggio a far la giocata..uno contro uno,ma come al solito se gli allenatori italiani gli chiedono di difendere..lo si snatura..poi nel calderone ci rimettono anche i giovani purtroppo…Vanno anche tutelati

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