La Coppa è sua, ma da stasera con la Roma è caccia al derby

2
521

NOTIZIE ROMA CALCIO – Portiere di coppe. Sì, ma per quanto? Perché è sta­to lo stesso Luciano Spal­letti a non regalare certezze sul futuro: «Domani (oggi, ndr) gioca Alisson, più avanti si ve­drà». E allora si può dire che proprio stasera in Spagna ini­zia la stagione 2.0 del portiere brasiliano. Nel senso che fino ad ora ha giocato in tutto 8 par­ tite (6 in Europa League e due in Coppa Italia, con un bilancio personale di 8 reti subite), tutti impegni però di secondo piano. O giù di lì. Da oggi, invece, si fa sul serio. In Europa e in Italia. Ed Alisson dovrà conquistarsi sul campo la conferma per le partite che contano.

IL DUALISMO – Non è un miste­ro, infatti, che tra i due portieri a disposizione Spalletti preferi­sca il polacco Szczesny, quello a cui ha affidato le sorti del cam­pionato. Non perché il tecnico giallorosso non nutra fiducia e stima per Alisson, anzi. Ma Szc­zesny per lui è un’altra cosa, tanto da averne chiesto forte­ mente la conferma al club, aspettandolo anche a lungo la scorsa estate. Ed allora il gran­de dubbio, alla fine, è proprio questo. Quando arriveranno le partite che contano anche in coppa, quelle «calde» tipo il derby, Spalletti continuerà ad affidarsi ad Alisson o dirotterà le sue scelte sulla soluzione che ritiene più affidabile? Di mez­zo, infatti, ci sono due coppe che la Roma punta a vincere. Magari più la Coppa Italia che l’Europa League, non fosse al­tro perché l’eventuale strada per alzare il trofeo è sensibil­mente più corta (3 partite con­tro le 9 europee). Ed a Trigoria sanno bene tutti che un succes­so cambierebbe la percezione esterna del club, oltre che rega­lare serenità (e gioia) all’am­biente giallorosso.

L’OBIETTIVO – Insomma, un mi­ni­rebus. Anche se poi uno bra­vo a poterlo risolvere c’è ecco­ me. Ed è proprio Alisson, il por­tiere di coppa (almeno per ora). Se il brasiliano, infatti, piazzerà subito una o due pre­stazioni d’autore, allora le pos­sibilità che sia lui ad andare fi­no in fondo ci sono. E non sono neanche poche, visto il debito di riconoscenza che Spalletti nutre nei suoi confronti per la serietà e l’impegno profuso du­rante questa stagione (oltre al­ la qualità tecnica, ovviamente). Alisson, ovviamente, ci tiene. E molto, anche per confermare un po’ a tutti che il portiere del futuro a Roma può essere pro­prio lui, il titolare della nazio­nale brasiliana. «L’Europa Lea­gue? Solo i perdenti sottovalu­tano certe competizioni, i vin­centi non lo fanno mai – ha detto tempo fa –. È una coppa che la Roma non ha mai con­quistato e c’è solo una cosa che fa restare un calciatore nella storia di una squadra: vincere».

LA DEDICA – Ecco, l’obiettivo al­lora è quello. Ad iniziare pro­prio dalla Spagna, per l’andata dei sedicesimi di finale. Avver­sario di lusso, visto che il Villar­real ha trascorsi importanti e blasone da difendere. Non at­traversa un buon momento, è vero. Ma l’errore più grande sa­rebbe proprio quello di sottova­lutare el submarino amarillo. Come per Alisson sarebbe inve­ce quello di cedere alla pressio­ne. Se riuscirà a gestirla, sarà lui il portiere di coppa fino in fondo. E se dovesse arrivare an­che un trofeo, la dedica è già pronta: per la piccola Helena, la dolce bimba in arrivo.

(Gazzetta dello Sport, A. Pugliese)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedente“Stadio, il progetto si puó annullare”. Il legale M5S smonta il rischio causa
Articolo successivoLa Raggi vuole lo stadio ma non può dirlo

2 Commenti

  1. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome