La rabbia di Boateng: «Non cambia mai nulla, ci considerano scimmie»

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ULTIME NOTIZIE – «Mi sono sentito male per lui e per chi ha dovuto assistere alla scena provando dolore». Kevin Prince Boateng non può evitare di immedesimarsi in Kalidou Koulibaly, perseguitato da «buu» razzisti nella gara con l’Inter senza che l’arbitro Mazzoleni prendesse provvedimenti. L’attaccante di origini ghanesi, ora al Sassuolo, giocava nel Milan quando allo stadio Speroni di Busto Arsizio, in un’amichevole con la Pro Patria, reagì con rabbia agli ululati della curva, calciando il pallone verso gli ultrà.

(…)

Lei è d’accordo nel catalogare questi atteggiamenti come semplice ignoranza?
«Questo è razzismo. Chi fa queste urla sappiamo perché le fa, per certe persone chi è di colore è una scimmia. Poi certo in una curva ci saranno anche gli ignoranti che imitano gli altri pensando che sia giusto farlo. Provi a chiedere a Koulibaly come si è sentito, uscendo dal campo. Glielo dico io, era sotto un treno».

(…)

Secondo il ministro degli Interni Salvini è stato corretto non sospendere la partita. Concorda?
«È in errore Salvini, Koulibaly si sentiva male e secondo me anche qualche giocatore dell’Inter. Fermarsi sarebbe stato giusto anche per i milioni di persone che guardavano la partita in tv».

(…)

Cosa resta della tolleranza zero introdotta cinque anni fa dalla Uefa?
«È uno slogan che non posso più sentire. I fatti parlano: succede ancora e ovunque. Siamo in ritardo. Dobbiamo iniziare adesso, subito».

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10 Commenti

  1. “Vogliamo star qui perché l’Italia è il paese più libero del mondo.”

    (Frase che ho ascoltato ripetutamente negli anni in cui facevo la fila a via Genova, Ufficio stranieri, per i documenti dei miei operai immigrati, in mezzo a una miriade di asiatici, africani, latino americani e europei orientali con cui mi relazionavo incuriosito in quelle occasioni. Non si tratta solo di una frase pronunciata da più individui con accenti e storie diverse, molte di sopraffazione. È una realtà sotto gli occhi di tutti che deve farci riflettere da ogni angolazione cui osservare, per avere un’idea di chi VERAMENTE siamo noi italiani come popolo, la nostra cultura, le istituzioni che ci rappresentano e, soprattutto, il “modello di vita” che fra mille contraddizioni abbiamo creato).

    • Il commento sopra è mio.

      Capisco che Boateng si senta offeso, ma lui è uno di quelli che involontariamente favorisce queste grette manifestazioni d’ignoranza. Se ne fregasse non lo insulterebbe più nessuno. Passasse all’Inter diverrebbe immediatamente l’idolo degli stessi che lo beffeggiavano quand’era al Milan.

      Perché non cercare in questa forma tutta culturale la chiave per comprendere e combattere certi fenomeni? Perché nessuno sa spiegare il fatto che Pelé, la Perla Nera per eccellenza, ancor oggi è osannato in tutto il mondo e nessuno si azzarda a oltraggiarlo con manifestazioni esteriori di pseudo razzismo? Il razzismo – quello vero – è totale, non di comodo.

      Sui fatti di domenica, Flaco spiega bene le cose, poco sotto.

  2. Tutta la mia solidarietà a Boateng, a Koulibaly e ai giocatori di colore in generale.
    Però mi spiace ma continuo a pensare che qui il razzismo centri ben poco.
    Penso che oramai si sia capito che dietro a tutto questo “finto” odio ci sia ben altro.
    Sperando che non crei discapito, ma qui io dò pienamente ragione ad @Amedeo quando sostiene che simili comportamenti celino una motivazione che nulla a che vedere con il Calcio. Daltronde basta poco per capir che è tutto vero
    Questo è un estratto audio di una conversazione avvenuta trà tifosi del Napoli Ora al vaglio della Procura:
    “Li abbiamo uccisi. Sono scese 200 persone e le abbiamo picchiate. Ne abbiamo investiti 4-5 con l’auto e siamo scesi con le mazze di ferro”
    (Segue)

  3. (Continua)
    Hanno fermato tutti e hanno sequestrato dalle nostre auto picconi, mazze di legno, manganelli e tirapugni… è un peccato perché ci sono tante persone ferite sia dei nostri che dei loro -prosegue l’audio-. A loro però è andata peggio perché ne abbiamo feriti gravemente 6-7. Ci sono 4 accoltellati, uno di Napoli e tre di Milano. C’è confusione. La polizia ci ha fermato ed ha bloccato il traffico. Ora stanno controllando i feriti interisti, 5-6 sono molto gravi, uno è morto Noi stavamo attaccando di nuovo 3-4 interisti quando ci siamo accorti che tra di noi c’era un loro amico morto. Allora ci hanno chiesto una tregua. Hanno spostato il morto e ci hanno applaudito per il gesto. Dopodiché abbiamo ripreso lo scontro
    Adesso traete voi le conclusioni!

    • C’è sempre una bella dose di millanteria: tutti questi feriti gravi dove li ha visti? I feriti gravi (e anche quelli leggeri…) vanno nei PS ed è molto raro che non vengano registrati perché oltre all’obbligo di referto (segnalazione di tutto ciò che possa essere collegato a un reato) per i Medici, quasi tutti gli Ospedali della zona hanno un presidio di Polizia permanente…

      Mah…

    • @enrico perdonami ma credo ci sia stato un fraintendimento! Io non mi riferivo di certo al numero dei feriti o all’episodio razzista avvenuto in curva ma al contesto di alcune frasi che trovo veramente allucinanti.
      Ad es quest’ultimo pezzetto:
      “Allora ci hanno chiesto una tregua. Hanno spostato il morto e ci hanno applaudito per il gesto. Dopodiché abbiamo ripreso lo scontro”
      Se fossero vere tali parole (e sottolineo)
      Qui, ritengo che si vadi oltre qualsiasi contesto calcistico.
      Questa per me è solo gente “frustata” che cerca di trasformare un incontro calcistico in un ring. Dove la strada diventa territorio di scontri. Forse esagero, ma per sti’ soggetti l’unica cosa che conta è ammazzarse trà di loro Neanche fosse un gioco
      Perlomeno io la vedo cosi’

  4. Non riesco a capire come si possa considerare un essere umano inferiore solo per il colore della pelle. Eppure la storia insegna, che nonostante il razzismo, molti uomini e donne di colore hanno scritto pagine fondamentali nella storia del mondo. In ogni campo, scienza, politica, sport, musica, letteratura, religione. Siamo un paese famoso per il Rinascimento, per il Risorgimento. Una volta la cultura educava le nuove generazioni. Oggi, definirla sottocultura è farle un complimento. Bisognerebbe andare nei parchi dove giocano i bimbi, insieme, di qualunque colore, per capire che razza di idioti ha partorito l’attuale classe sociale

  5. Sono perfettamente e pienamente d’accordo con te !!!!!!!!!!! Questo è razzismo e non ignoranza come vogliono farci credere per alleggerire la cosa !!

  6. L’UEFA (congiuntamente alla FIFPro) ha ufficialmente affermato di essere ‘Preoccupata per quello che a prima vista sembra essere un mancato rispetto delle norme ampiamente accettate anti razzismo’

    Insomma credo che Mazzoleni dovrà dare delle spiegazioni…

  7. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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