La Roma prepara la rimonta per le feste

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NOTIZIE ROMA CALCIO – Se l’Africa è la culla della civiltà, ogni sua storia può portare insegnamento. In Etiopia, per i guerrieri Afar, gli uomini sbagliano due volte: quando ti entrano in casa senza essere chiamati e quando se ne vanno dal tuo pasto senza essersi saziati. Pensateci, potrebbe essere un po’ la metafora di quanto sta accadendo alla Roma statunitense, che (giustamente) si è autoinvitata al tavolo delle grandi del campionato e corre il rischio di alzarsi a pancia vuota. In fondo, è un po’ quello che con saggezza ha detto a Napoli il d.g. Baldissoni: «Abbiamo creato i presupposti per vincere, ma non siamo stati bravi a rispettare i pronostici». Vero, ma la cavalcata non è finita e così a Trigoria stanno pensando di sfruttare i prossimi turni per tornare almeno in zona Champions, visto che il 5° posto, oltre che deludente, sarebbe pernicioso per il bilancio.

EFFETTO OLIMPICO – E così, superato un ottobre-novembre non banale, adesso il calendario sembra (teoricamente) dare una mano alla squadra di Garcia, che dei prossimi 4 impegni di campionato – cioè quelli che precedono Juve-Roma della seconda del girone di ritorno – deve giocare contro Genoa, Chievo (in trasferta), Milan e Verona. Sulla carta, un filotto da 12 punti, che rimetterebbe la squadra in linea di galleggiamento. Il problema – inconcepibile solo fino a pochi anni fa – giocare all’Olimpico per la Roma è diventato più difficile che farlo fuori, vista la frattura col tifo ultrà (che diserta addirittura lo stadio) e il disamore con quello di stampo più tradizionale (che ormai non gradisce più il gioco espresso dai ragazzi di Garcia).

SABATINI E INFORTUNI – Segnalate le voci che vogliono Sabatini interessare al Bologna di Saputo, il segnale positivo, comunque, è rappresentato dal fatto che la Roma crede nella inversione di rotta, magari alzando la voce già domani in Coppa con lo Spezia. La sensazione palpabile è che il turnover sarà robusto, anche perché gli infortuni (anche muscolari) di questi primi mesi non sono stati pochi. Maicon, Castan,Torosidis, Florenzi, De Rossi, Keita, Totti e due volte Gervinho. Non pochi, tanto che a Trigoria si sono ascoltati i primi mugugni sulla gestione medica coordinata daRiepenhof e sulla preparazione di Lippie e Norman. D’altronde, dopo i problemi della scorsa stagione, si è capito che, come sempre, non siamo dinanzi a una scienza esatta, e proprio la gestione di Gervinho e forse anche di Salah (che ha avuto a Napoli una ricaduta dopo l’infortunio alla caviglia) lo ha dimostrato. Di certo qualcuno dovrà fare gli straordinari in Coppa, con l’obiettivo di ritrovare la vittoria (che manca da 6 partite) e il gol (non arrivato in 3 delle ultime 4 partite).

NAINGGOLAN CI CREDE – Non è un caso, in fondo, è che ieri Radja Nainggolan, dalGran Galà a Milano abbia detto. «Dobbiamo far vedere le stesse cose belle fatte a inizio campionato. Eravamo una macchina da gol, dobbiamo tornare a segnare». Prima che sia troppo tardi.

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