La Roma va indietro tutta

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AS ROMA NEWS – A casa Di Francesco. Nel calcio è così, se vi piace. Facile a dirsi e a farsi. Ed è già successo: Luis Enrique, Zeman, Andreazzoli, Garcia e Spalletti. Ma, come si è visto, non è solo in panchina il problema. Ieri, oggi e domani. Perché lì la Roma non riesce a mettere seduto il Big che vorrebbe anche la piazza. Almeno 3 i possibili candidati che il consulente Baldini, sempre più al centro della strategia Usa, ha contattato in passato. Niente da fare: Allegri ha preferito restare da sopportato al Milan e aspettare l’esonero di Berlusconi; Ancelotti ha invece scelto il Bayern e adesso il Napoli; Conte ha lasciato l’Italia per il Chelsea e ora andrebbe al Milan o al Real. Mai, dunque, fu prima scelta. Nemmeno quando Pallotta chiamò Spalletti, voluto a Trigoria più per cancellare Totti che per vincere qualsiasi trofeo. Il 28 maggio 2017, con il pollice verso della gens all’Olimpico per il presidente e l’allenatore, il piano venne smascherato a furor di popolo.

GUIDA ACCOMPAGNATA Mai il Big vestito di giallorosso, insomma. Perché l’allenatore della Roma sa che cosa l’aspetta a Trigoria: il mercato lo fa la proprietà. Qui non si sceglie, si accetta. Accade pure alla Juve. «Lì però acquistano CR7» il pensiero in estate di Di Francesco quando ha visto davanti a sé Kluivert. Eusebio non prende i fischi dai tifosi che invece offendono Pallotta, dirigenti e giocatori. E che, però, lo contestano per non essersi messo di traverso durante il ridimensionamento d’estate. Lo vedono fragile davanti a dirigenti come la squadra davanti agli avversari. Le partenze eccellenti di Alisson, Nainggolan e Strootman hanno del resto reso più povero il gruppo. Ridotto al minimo nella personalità, nella qualità e nell’esperienza. Addii dolorosi con motivazioni economiche, comportamentali e tecniche. Numericamente la rosa è sofferente, scarseggiano gli interpreti di sostanza e spessore soprattutto a centrocampo. Abbondano, invece, voci e volti che ci raccontano il bello della società giallorossa. Dentro e fuori il Bernardini. Mediaticamente la società ha stravinto, trovando più di una sponda per trasmettere il suo Credo. Unico e incontestabile.

Via con il messaggio giusto, da recapitare in città. In poche ore, ecco trasmesso il successo di inizio estate: a 70 milioni il portiere va ceduto e basta. Non fa niente che Alisson è probabilmente il numero uno al mondo. C’è la gara ad arricchirsi la bocca, voltando le spalle alla bacheca. E allora, avanti con il prossimo: non ci si può comportare come ha fatto Nainggolan, il club fa bene a darlo via perché fa una vita che, come dimostrano i test, non è da atleta. Arriva Pastore che non sta certo meglio di lui: un polpaccio tira l’altro e si stira come l’altro. Muscoli da assicurare e non sicuri. Cammina, invece, di rincorrere l’avversario. Strootman è la fotografia di come si depotenzia la rosa: via addirittura a mercato, in entrata, chiuso. Ma che festa sia, con l’affare che proprio non ti aspetti (allenatore, compagni e tifosi): ciao, tanto questo giocatore è a fine carriera. Baci e abbracci.

SENZA LOGICA Ecco finalmente Primo Monchi. È questo il suo mercato. Purtroppo. Ha covato, e non scovato, per un anno, ma la gallina è da uova vuote. Quanti giovani da svezzare: Bianda, Coric, Zaniolo, Kluivert e anche il portiere Fuzato. Cristante a peso d’oro dall’Atalanta. Pastore, pesantissimo in campo e sul bilancio, dal Psg. Di rinforzi, chiamiamoli ancora così, ne ha fatti 12. «Cameriere, champagne» il brindisi ad ogni arrivo. Stappata la bottiglia, altro che Francia: birra da discount, mezza vuota e sgasata. Adesso Santon, scarto dell’Inter, è insostituibile. Triste, ma vero. E gli unici titolari sono Olsen e il campione del mondo Nzonzi. Ma 7 nuovi hanno partecipato alla figuraccia di sabato. E meno male che Malcom non è salito sull’aereo per Ciampino. Zero Monchi, comunque, è tale e quale show. Perché un anno fa puntò su Karsdorp infortunato e da operare. «È così forte che vale la pena prenderlo e aspettarlo». Minuti giocati: 180 (e 3 presenze). Qui tutto fa spettacolo. Anche quando si sbaglia. Perché è sempre l’altro a essere in errore. E perché, senza presunzione, non ci sarebbe questa Roma.

(Il Messaggero, U. Trani)

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23 Commenti

  1. A proposito di allenatori,in tv ho sentito parlare di Capello e Lippi,gia’ contattati! Esclusi i vari Montella ,Donadoni e Sousa!

  2. Come direbbe Zenone … vabbè allora l’inter? Per poi aggiungere tra se : forza lezieeee, e dare la colazione alla pecora da compagnia…

    • Mi onora essere il parafulmine della Roma per i tanti Rinnegati che fanno outing biancoceleste…perchè io sono straconvinto che…. Io sono la Roma …e la Roma è Me…
      auguroni Bamboli…

  3. Zenoncino ma ki tte pensa in questo “scuro di luna”? Hai una visione distorta della realtà e ti attribuisci un peso che non hai, insomma te la canti e te la suoni da solo, sei il “simpaticone” del forum, un caso tutto particolare (non dico altro se no non mi pubblicano) che però ci intrattiene strappandoci un sorriso in questi tempi duri.

  4. mi raccomando a gennaio qualche bella plusvalenza …mica vorrete aspettare luglio per vendere ???!!!!
    io riproverei anche a vendere Dzeko altrimenti non lo si vende più….magari stavolta ci riuscite.
    se non arriviamo 4ti a luglio grasse grasse risate…pallotta venderà l impossibile.

  5. malafede. Questo Trani non capisce niente. La Roma è scesa in campo con mezza squadra e più nuova, un baby fino a ieri in primavera a marcare Lazzari (e, rigore a parte che si poteva dare lasciamo perdere, non ha neanche fatto male) , uno Dzeko mai visto così incapace, ha giocato per la Spal. I due esterni che non hanno mai preso la porta. Cristante peggior partita ad oggi. Kluivert che deve star zitto, in 30 minuti non ha fatto nulla, altro che mai più tribuna. Pastore in campo solo per muoversi un poco prima del CSKA, magari doveva pure riprendere la Spal secondo loro… da solo. Elsha a farsi il culo ma a fare il solletico. Under non pervenuto. Nzonzi ha giocare da solo arrivato ieri. E potevamo pure vincerla col minimo sindacale….

    • Soprattutto contro sta Spal imbottita di nazionali brasiliani… secondo me co lo stipendio de Kluivert e quello de Marcano ce paghi tutta la spal, ma semo noi a avecce i problemi ahahahah.

  6. Ho sentito molti dire l’anno scorso che Monchi non era giudicabile perchè non aveva avuto tempo e modo di fare mercato alla sua maniera. Che l’anno successivo (quest’anno!) sarebbe stato il vero banco di prova…

  7. Articolo scritto senza riprendere fiato,sembra esagerato,ma non è così delirante,diciamo che la società sta facendo di tutto per dar ragione anche ai criticoni seriali,la situazione è preoccupante! Come era bella l’ansia prima delle partite di Champions la scorsa stagione!

  8. Per come la vedo io, il responsabile di questo disastro non è Pallotta ma Monchi. Ha fatto un mercato completamente sbagliato da squadra provinciale, se prendeva un difensore, un centrocampista e un attaccante importanti da 40 mln l’uno la Roma lottava per lo scudetto. Più vinci più attiri tifosi e capitali, sennò va tutto al ribasso…

  9. Altro pattume giornalistico edito dai soliti noti . Si usa un PC con modalita’ delinquenziali agitandolo come un revolver per denigrare o addirittura diffamare l’operato della ns. dirigenza tanto in futuro a nessuno di questi signori verra’ mai reso conto di cio’ che hanno scritto . Come se non bastassero le decine di figure di guano che questi signori hanno collezionato in questi anni…

  10. robbi 1 ,bona la nota el guano elegante , penso che sti soggetti che imperversano vivono , mangiano e dormono nel “guano” e quando ruttanoo o defecano fanno solo guano e lo lanciano addosso a tutti il precisare che so’anni poi altri anni a susseguirsi triste è vedere il tifo sempre piu’ diviso , spaccato , ridotto al non esistere ,quasi morto , per la loro gioia ,obiettivo raggiunto oggi si diventa non ultrà della ROMA , ma ultra’ del presidente dei ds ,dei giocatori e degli allenatori o dei vari gruppi di tifosi se perdi o pareggi una volta ti arrabbiavi , finiva li ‘ aspettavi la prossima per vincere oggi non è cosi se vole tutto subito si fa ‘ parte dell’uso e consumo e getta via responsabili tutti e nessuno (cioè io) tutti sono ds allenatori, presidenti e dalla critica…

  11. continua…. penso che la parola A:M:O:R: è scomparsa sostituita dal vincere a tutti i costi (è il sogno di tutti ,la realtà dice che non è possibile) dall’odio e dal veleno che è presente nei tifosi ,pensate che ne sono immuni i giocatori io penso de no e si vede sul campo metteteci tutti i migliori allenatori il risultato è lo stesso non cambia i giocatori arrivano a ROMA hanno un prezzo, vanno via un altro, questa è la realtà i dirigenti pure ,cosi’ i presidenti dal sito si capisce la profonda amarezza nel non vincere , ma nello stesso tempo si trova il modo d’insultarci ,non cosi’ sono gli ultrà o i tifosi son cambiate le generazioni e se vede ,eravamo i primi in europa come tifo ora siamo nella mediocrità peggio della squadra e della società una volta si era trainanti per loro

  12. Ma vi rendete conto che in campo ci vanno i giocatori e non i DS o DG etc.? Ma avete visto che atteggiamenti in campo? È colpa di EDF se Dzeko sbaglia un gol da mezzo metro? I giovani hanno dalla loro l’età e devono crescere per diventare buoni/ottimi giocatori, se erano campioni stavano al real/barca no da noi. Noi(ambiente) purtroppo non abbiamo pazienza e vogliamo vincere, ma non abbiamo i mezzi tecnici e finanziari(tanto incassi e tanto spendi e se spendi male la frittata è fatta) per farlo, tranne che per congiunture astrali tipo la semifinale dell’anno scorso.

  13. Articolo da applausi di Trani che smaschera il pietoso operato societario che è addirittura peggiorato da quando si è insediato magic con il pupillo pescarese.
    Il Ds non ha azzeccato mezzo acquisto visto che kolarov è giunto grazie di Baldini e Under é stato visionato da Massara.
    Il secondo ha valorizzato solo Alisson (svalutando tutti gli altri) e ciò la dice lunga…In pratica il Brasiliano lo scorso anno ha salvato la stagione della Roma…
    Qua ancora c’ è chi dice “per una partita” dopo Atalanta, Chievo, Bologna e Spal…manca il senso della realtà.

  14. I responsabili dei risultati, nel bene e nel male, sono all’80% i calciatori.
    Questa rosa non è eccezionale ma fra le prime 4 ci potrebbe arrivare tranquillamente. Se non ci riuscirà la responsabilità sarà dei calciatori. Per battere Bologna Chievo e Spal non servono Messi e Modric . Poi c’è l’allenatore che ci sta mettendo del suo ancorandosi ad un gioco lento e macchinoso che prevede solo l’apertura sugli esterni per andare al cross, sia che giochi col 433 o col 4231 o col 352. Scambi rapidi per vie centrali zero, verticalizzazioni zero, capacità di far uscire le squadre arroccate zero. Riassumendo: grande allenatore con piccoli giocatori = risultati medi. Piccolo allenatore con grandi giocatori = risultati buoni. Grande allenatore con grandi giocatori = vinci.

  15. Articolo che descrive perfettamente e tristemente la situazione della Roma. La verità fa male, malissimo… è da giugno che non mi do pace, non mi capacito di come si sia potuto avere il coraggio di distruggere tutto quello che di buono era stato costruito. Me viene da piagne solo a pansacce, e lo penso ogni volta che vedo sta formazione fatta totalmente a casaccio, senza il minimo criterio logico. 8 anni di lavoro per ritrovarsi dietro ai sorci, con una partenza peggiore di quella del 2012, con zero trofei in bacheca, con la squadra menomata e priva di qualsiasi ambizione, svuotata nella grinta, nella passione e nel carattere, tifosi illusi e svuotati pure loro… applausi, applausi davvero. Stiamo di nuovo al punto de partenza… e c’e pure gente che è contenta.

  16. Secondo me non è mai andata avanti. Gli episodi negativi sono, decisamente, superiori a quelli positivi. L’unica vittoria di prestigio, in campionato, è stata con la Lazio. Poi vittorie con Torino, Empoli, Frosinone. Pareggi con Chievo e Atalanta con 5 gol subiti. Direi, davvero, propria poca roba. Se poi consideriamo le sconfitte: Milan, Bologna e Spal, si può dire che il cammino è da provinciale o qualcosa meno. Tutto quello che poteva succedere di negativo è già successo. Questo significa che non abbiamo più margini di errori. Ora tutto deve essere positivo per stare al livello che ci compete. Conclusioni? Per me, al prossimo passo falso: esonero. Non ci sono scuse!!!!

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