La sfida dell’As Roma per trasformare il club in media company

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AS ROMA NEWS – La parola d’ordine per sviluppare il nuovo modello economico e di govenance della As Roma è «disintermediare». Seguendo questo tracciato, la società giallorossa sta compiendola sua transizione da club calcistico a «media company» per ritagliarsi un ruolo da protagonista nello Sport Entertainment internazionale. «Essere la seconda squadra di tutti», è il mantra ripetuto dalla dirigenza romanista, dal quartier generale di Boston del presidente James Pallotta, passando perla sede londinese, ai nuovi uffici capitolini dell’Eur.

Ed è stato questo il filo rosso del workshop Together As Roma tenuto a Doha la scorsa settimana Per riuscire a compiere questo salto epocale serve vincere giocando un caldo “propositivo” (anche in stagioni difficili come quella attuale, con la discussa eliminazione contro il Porto in Champions, dopo la storica semifinale raggiunta nella scorsa edizione) e contemporaneamente far evolvere il proprio brand. Fin qui la gestione americana avviata nel 2011 ha dovuto fronteggiare alti e bassi a livello sportivo, un bilancio da rimettere in sesto sotto la pressione della Uefa e del fair play finanziario e una piazza tra le più esigenti d’Europa. Trovare un equilibrio tra campo e azienda, nel solco del modello dello sport Usa, si è rivelato tutt’altro che semplice.

Il punto di convergenza sarebbe ovviamente il nuovo stadio. Le vicissitudini giudiziarie, dopo le traversie politiche del Campidoglio, hanno rallentato l’iter amministrativo oltremisura. Mancano l’approvazione della variante urbanistica da parte del Comune, la convenzione e i permessi per costruire. La società è sicura delle proprie ragioni e convinta di poter aprire il cantiere tra pochi mesi Un investimento immobiliare da oltre un miliardo che può fare da volano al Pil della Capitale riqualificando un’ampia area urbana. In attesa dei benefici del nuovo impianto è sul settore commerciale che il club giallorosso sta facendo leva per accrescere i ricavi.

Da qui anche l’ingaggio di un manager di caratura internazionale, come Francesco Calvo, Chief revenue officer dallo scorso settembre, dopo aver ricoperto analoghi incarichi in Juventus e Barcellona: «Lo stadio- spiega- è un asset essenziale per plasmare brand, senso di appartenenza e una community. Ma la Roma è già una piattaforma ideale per le partnership internazionali. La scelta di questo posizionamento è stata coraggiosa da parte della proprietà. Per anni la Roma l’ha pagata rinunciando a uno sponsor di maglia. Adesso sulla divisa giallorossa compaiono Qatar Airways e Hyundai e per il trainingkit c’è Betway. Con Nike la maglia della Roma vale più di 20 milioni a stagione. Certo Nike ha avuto la fortuna di siglare l’accordo in un momento difficile per la Roma e versa ogni anno soltanto 5 milioni. I risultati potrebbero aiutarci a rivedere qualcosa. A ogni modo, se lo Schalke 04 incassa dal settore commerciale 90 milioni, il triplo della Roma, significa che c’è molto da recuperare».

Intanto, nell’ambito della strategia di crescita a medio-lungo termine, la As Roma ha deciso da ottobre 2018 di gestire direttamente retail e merchandising. «Abbiamo 6 negozi, alcuni di proprietà altri in franchising sottolinea ancora Calvo -. Avere un maggiore controllo sull’area licensing potrà aiutarci molto. Essere a contatto con i nostri tifosi, negli store fisici e digitali, ci permetterà di conoscere meglio le loro esigenze e “profilare” la nostra fan base. La Juve dopo aver fatto questa mossa ha triplicato le entrate da questa voce. Il Barcellona da negozi e licensing ottiene circa 7o milioni. Siamo convinti che se ne gioverà anche il nostro bilancio».

Per ora l’As Roma registra 35 milioni di ricavi dalle sponsorship, altrettanti dallo stadio e 15 dal comparto retail/licensing. La Roma, insomma, sta perseguendo strade alternative per ristrutturarsi. Strade che intersecano le diramazioni di un centro media all’avanguardia, capace di coniugare tutti i linguaggi digitali, oltre i classici mezzi tv o radiofonici, raggiungendo 7 milioni di followers in 14 lingue, incluso il finsi e il pidgin nigeriano. «Dopo una nostra iniziativa social che aveva a oggetto la maglia della Nigeria durante i mondiali russi – aggiunge Calvo – ci siamo infatti accorti che eravamo diventati molto popolari li. Così abbiamo deriso di dialogare meglio con quel Paese e i suoi 200 milioni di abitanti e appassionati di calcio. Ecco vogliamo essere “dirompenti”e fuori dagli schemi per creare empatia verso i nostri colori. Per questo dai nostri account parliamo soprattutto di ciò che c’è intorno alle partite.

La proprietà non ha lesinato investimenti. Soltanto la media house conta 70 addetti». Il canale tv della As Roma, diffuso da Sky in Italia e Img nel mondo, mixa ai canonici programmi sportivi iniziative extra sportive che cavalcano i trend emozionali e produce contenuti lifestyle. «Abbiamo lanciato anche una serie tv come Misterchef- sottolinea il dirigente romanista-. E ne abbiamo in preparazione altre 7-8». «In questo senso – conclude Calvo – stiamo lavorando anche culturalmente con i calciatori che non devono soltanto prestare la propria immagine, ma sentirsi protagonisti di una più attiva interazione con i nostri partner, esprimendo dentro e fuori dal campo i valori del club».

(Il Sole 24 Ore, M. Bellinazzo)

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63 Commenti

  1. E c’è ancora chi rimpiange la gestione casareccia dei Sensi…pagnotte imbottite e biglietti regalati….

    • Fai veramente pena. Sensi ha investito soldi suoi e ha portato a Roma uno scudetto storico, il tuo datore di lavoro, il caciottaro di Boston, non vincerà mai nulla con questa fuffa. Adesso vai a farti pagare la colazione dal caciottaro, te la sei meritata.

    • lui ha esagerato in un senso ma tu nell’altro,Sensi è stato un grandissimo presidente,dando alla Roma più di ciò che aveva e per questo l’ho amato,ma poco stimatocome imprenditore,Pallotta ha una visuale dell’imprenditore molto più vasta e vuole trasformare la AS Roma in una azienda che sappia produrre un qualcosa che vada oltre il calcio per autofinanziarsi, questo non è una cosa da poco anzi esportare il marchio fuori dai confini dell’europa è una grandissima ambizione che può portarci ad altissimi livelli sia calcistici che societari. In una mente aperta e non chiusa da preconcetti ciò che sta cercando di fare la dirigenza giallorossa va appoggiata e aiutata dalla tifoseria romanista intervento civilmente in tutti quei casi che vedono ostracismo nei riguardi della societa, vedi…

    • Peccato che stai mischiando cose che non c’entrano nulla. Sensi era un imprenditore, Pallotta si occupa di finanza, ovvero di quella cosa che ha rovinato il pianeta negli ultimi decenni in quanto fondata solo sulle truffe. E lo dico da non simpatizzante di Sensi.

    • Tutto vero Dario, però permettimi…Sensi (che ho amato e che amo ancora per quello che ha fatto) ha dimostrato di essere un imprenditore poco sagace…quello scudetto lo ha portato alla rovina, e non ci vedo nulla di buono a rovinarsi con il calcio. Pallota potrà essere antipatico e tutto quello che vuoi…ma sta risanando la Roma dei Sensi, non dimenticartelo mai. E soprattutto senza investimenti ingenti e mirati oggi non si va più da nessuna parte. Guarda i grandi club europei…vere macchine finanziarie oltre che calcisticamente forti.

    • Zenone sei un miserabile senza memoria e rispetto del passato.

      Io ho invece molto rispetto sia di Sensi sia di Viola, hanno fatto quello che hanno potuto , contro gli strisciati del Nord e tu gli vomiti addosso tutto il tuo disprezzo idiota solo per quello stupido culto della persona che vi contraddistingue. Ha ragione Dario qui sotto fai pena

    • Tana per Zenone La Quaglia.
      Solo uno sbiadito potrebbe sputare sull’ultima gestione vincente dell’AsRoma.
      Va bene tifare per Pallotta (più che per l’As Roma) ma l’idolatria nun se regge

    • La cosa divertente è vedere la gente che ha apprezzato il commento, a conferma che qui è pieno di laziesi o di fake…

    • ma come si può voler male al povero zenone? E’ semplicemente limitato. Poverino.
      Non c’arriva con la testa, e quindi non è che possiamo rimproverarlo per questo.

      Zenò, do’ stavi il 17.6.2001? A casa de’ Pallotta? M’hanno detto che il tycoon ha un monolocale a Villalba di Guidonia, che altro non se po’ permette….

      Do’ stavi il 26.5.13?

      Paragoniamo il presidente “casareccio”, quello che ha dato più soldi alla Roma, con quello che ha guadagnato più soldi con la roma.

      Mi stupisco di quelli che leggono e pubblicano questi commenti scellerati. Sono gli stessi che censurano i MIEI commenti contro pallotta. Questo sito è gestito da laziali.

      Pallotta è peggio di Ciarrapico, ha vinto di meno.

      E spero che se lo bevano per la questione dello stadio.

    • Ahahahahajajahahajahahah!!!
      Ecco la fregnaccia de Zenone!
      Mo manca quella de Amedeo e stiamo apposto!
      Daje Zenó continua così!
      So passati 10 anni ma tuttapposto, nun te svejà ce piaci così!

  2. potete dire quello che volete, arruffianarvi in tutti i modi, restano i fatti : la Juventus incassa vendendo le maglie di Ronaldo e può già bastare, la Roma con la maglia di nzonzi quanto potrà incassare ? indipendentemente dal bluff stadio questi sono i fatti…beati creduloni, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.
    PALLOTTA VATTENE ! NO al TUO stadio

    • A Stè, se sei laziale, beh..il tuo commento lo si può capire. Se invece sei romanista ( difficile da credere) beh…ti consiglio di cambiare squadra e diventare tifoso di un club col quale vincere è più facile. Tifare una squadra del cuore, significa essergli sempre vicino, nella buona e nella cattiva sorte, come nei matrimoni. Pensare ai comodi personali e alle proprie simpatie personali ti fà diventare un tifoso che è meglio perdere che acquistare, quindi…se cambi squadra a noi romanisti ci fai un gran bel favore, Tanti auguri e sempre Forza Roma e con la Roma nel cuore !!

    • Veramente pare che a Torino si vendano pure le maglie zebracciate di Zaniolo e Chiesa… Fossi in Roma e Fiorentina manderei la Finanza a sequestrare tutto.
      La Juvenfurt presumo non coinvolta, forse comunque connivente.

    • Guarda che le maglie se ponno compra’ pure senza nome e numero dietro. Mica è proibito.

  3. Questo articolo è incomprensibile solo PER CHI NON LO VUOL CAPIRE!!! Essendo che qui c’è parecchia gente che non sa fare temi di prima elementare, risulterà come detto prima, incomprensibile… Aspetto i Semolini di turno…per farmi anche oggi due risate. Buona domenica ai rosiconi

    • Certo che per quelli come te non c’è proprio speranza…vi accontentate delle parabole, dei faremo,diventeremo, vinceremo…..ma secondo te che tipo di prospettive può avere farsi pubblicità in Nigeria? Un Paese dove molti cercano di fuggire dalla fame e arretratezza? Ma veramente sono senza parole , ma prima di scrivere le solite “provocazioni” verso i “rosiconi” pensa a quante ne bevono i babbei come te ….campate di fanfaluche, come la partnership con la Disney….ne ho lette e sentite in questi anni di cotte e di crude ma i fatti dicono “ZERO TITULI”
      Buona domenica ai boccaloni

    • Pardon Tullio, mi spiegheresti come fare per avere i trofei e un club che sia tra i migliori al mondo, senza però passare attraverso il necessario processo di crescita societario per porci al pari delle squadre più grosse?
      No perché la Roma partiva molto in basso nella graduatoria europea, sull’orlo del fallimento e con un consistente gap accumulato con i club “vincenti”…

  4. Vittoria importante ieri sera contro una grande Samp. Cari Cesaroni, pensate un po’che c’è pure chi spera che il pupazzo americano se ne torni a Boston e arrivi un presidente più o meno ricco che non sia un clown prima di tutto, e che dopo nove anni di presidenza, non si nasconda dietro l’ignoranza calcistica per giustificare l’ennesimo fallimento.

    • E infatti appena hai ricordato che vorremmo un presidente vincente i laziesi si sono prodigati in pollici versi.

  5. Pallotta e americani si prefiggano di NON vendere nessuno, né Zaniolo, né Manolas, né Dzeco, ma di immedesimarsi nel cuore e nella mente romanista e di portarci allo scudetto-Se poi alla Juve dobbiamo cedere, come si dice Manolas, facciamoci dare quanto meno Dibala e soldi.-

  6. …di solito non intervengo per commentare giudizi altrui, ma in questo caso con tale stefano1966 mi corre l’obbligo. Potresti essere un laziese frustrato o uno di quelli in malafede (lecchini e intrallazzatori in questa città ce sono tanti)….forse solo uno di quei tanti sprovveduti che da sempre urlano “caccia li sordi”…in ogni caso, da ROMANO E ROMANISTA VERO, sappi che lo stadio della Magica ROMA si farà e sarà anche il MIO!!!
    giuve me@da e sempre DAJE ROMA DAJE

  7. Pja un grande allenatore, compra qualche campione e vinci, buffone, vedi come si espande il brand.
    Tutte chiacchiere, tutta fuffa, tutto ortofrutta.
    PALLOTTA VATTENE

    • Pure, l’ortofrutta ha una sua dignità che fai male a disconoscere.
      Prendi, per esempio, i pomodorini con la rucola… La morte loro.

  8. I ciechi del forum usano letture e tastiere braille ammeregane bostoniane.
    Pallotta per prendere il portafoglio deve fare tre piroette,riesce a prenderlo
    a mercato chiuso!…Spettacolo Pallò!!!

  9. Zenone sei ridicolo, Sensi ha vinto e prima di lui solo Viola, quando parli di Sensi dovresti sciaquarti la bocca, un uomo che ha dilapidato un prstimonio per portare in alto la Roma, io delle cazzate a cui tu e quelli come te vanno dietro me ne frego, tu credi alle frottole di un pupazzo che è venuto finanziato dalle banche per lucrare sulla Roma, che per carità è giusto, ma per favore Sensi è altra cosa. E per la cronaca, ve lo ripeto, lo stadio non si farà, almeno su quel sito, ve lo assicuro.

    • Con tutto il rispetto per Franco Sensi (che a suo tempo difendevo da chi lo definiva “blablabla”, ed erano in molti…), non mi risulta che abbia dilapidato alcunché per la Roma: la campagna acquisti per lo scudetto venne fatta all’indomani dell’ingresso in borsa, che tramite la vendita delle azioni portò alla società capitali freschi da sfruttare nell’immediato.
      I guai economici della famiglia Sensi erano completamente scollegati dalla AS Roma, che anzi era uno dei pochi (se non l’unico) asset del loro gruppo finanziario che bene o male si trovava in equilibrio.

    • Si caro Anacronistico era ABBASTANZA in equilibrio PERCHE’ Franco volle spostare i debiti dalla Roma verso la cassaforte di famiglia (cosa che la famiglia non voleva Ma che dovette digerire perché Franco era malato e restò fermo nella sua posizione… per questo un conto è Franco, un conto Rossella e il marito… MAI dire “I Sensi”, Ma FRANCO SENSI! ) per non farla trovare in brutte acque. Rimasero i debiti col fisco e un altro debito che ancora la Roma paga (basta guardare le carte che sono pubbliche). In pratica Franco decise di aumentare il proprio debito personale per salvare la Roma vendendola con un debito molto minore e quindi rendendola più appetibile… Purtroppo LUI non ha fatto in tempo a gestire la cosa altrimenti le cosa serebbero state diverse.

  10. Dario devi avere pazienza con Zenone,quella che ha avuto il suo Maestro quando faceva le elementari,e’una bravissima persone e anche un grande Romanista e’solo un po’tonto!!

  11. Pensa se invece di investire in media lo facessero in giocatori quanti soldi arriverebbero! Ma quando te ne vai????

  12. La seconda squadra di tutti ???
    Per ora è la seconda squadra dei boys.
    Ma come obiettivo quello di vincere non sia mai….

  13. …troppe divisioni su tutto. Tanti con secondi interessi dietro… Tutti esperti di tutto… tutti capaci di giudicare e tanti solo a posteriori… Per me è una fortuna solo essere della Roma. FORZA ROMA e buona domenica.

  14. Fare la squadra di calcio è troppo faticoso, immagino, quindi diamoci ad un altro sport, dopo la Plusvalenza Cup ora il campionato delle Media Company…

    • Bè l’importante è alzare la cortina fumogena così il “boccalone tipo” o anche detto “abboccone”

      ci cade con tutte le scarpe…e per altri 4/5 anni andiamo avanti e poi si vedrà…tanto questi abboccano all’infinito
      Pallotta può dormire sonni tranquilli….fosse per loro!!

  15. Come diceva Gandini oggi i social media rivestono un ruolo importante,ma non possono prescindere dai risultati sportivi a cui sono subordinati. Basta leggere i commenti degli stranieri tifosi della Roma e non per capire quale sia l’immagine che la Roma da di se.Una stessa iniziativa presa in un momento positivo della squadra o meno produce un effetto diverso,così come un tweet o un post fuori luogo nei momenti critici.Il progetto sportivo rimane centrale,il resto viene di conseguenza,basti pensare che la Juve,ora che ha raggiunto questo livello,ha eliminato il canale tv e che il Napoli che ha costi del personale nulli rispetto alla Roma,essendo i costi del personale quasi interamente rappresentati dal monte ,ha ricavi commerciali simili alla Roma,pochi “spiccioli” in più.

    • Juve tv non chiude, si sposta sul web. E gandini sosteneva anche che i risultati sportivi non possono prescindere dai social media. Non è che se le cose vanno male allora non bisogna puntare sui media. Lo fanno tutte le big, e si rifanno gli stadi.

  16. «Essere la seconda squadra di tutti» questo è il mantra. Allora, fermiamoci e ragioniamo.
    Se questo è l’obiettivo principale della Società, vuol dire che noi Romanisti, per i quali esiste ed esisterà sempre e solo una Squadra, né seconde né terze, non siamo nemmeno i “clienti” privilegiati. C’è più attenzione a ciò che desidera il cliente nigeriano rispetto a quello cui anela il cliente-tifoso Romanista.
    Sono allucinato, schifato e mi meraviglio che questa merda venga fatta passare come un processo virtuoso. Mi sono illuso che questa proprietà ci avrebbe fatto crescere nel senso che interessa a noi, ovvero, di essere più competitivi e vincenti. Ho sbagliato.
    Per fortuna c’è un altro mantra, cui mi associo volentieri: FREEDOM.

    • Che per i romanisti esista solo la Roma è una pia illusione (forse solo per quelli come me e te): qui ormai ci sono i tifosi delle radio e, all’interno di questa realtà, i tifosi degli opinionisti, poi ci sono i tifosi della sindaco, di Caltariccone, quelli che tifano per la Curva (!!!), i tifosi di se stessi che preferiscono le vittorie degli altri solo per dire che l’avevano detto, gli pseudo tifosi, i rematori contro, gli spalatori a prescindere, i laziali galvanizzati che giocano a fare i romanisti e altra melma uscita fuori da quando questi americani hanno preso la Roma. Gli unici che tengono alla Roma VERAMENTE sono i tifosi extra GRA, sparsi in Italia (i più avvelenati – guarda Gaetano) e forse nel Mondo. Strano non te ne sia accorto.

    • Anche se non vivo a Roma da oltre 22 anni, non ho certo perso i contatti con la mia Città, dove, peraltro, ho la maggior parte dei miei affetti. I Romanisti che conosco io (e non sono pochi) sono come me, te, Gaetano e tutti gli altri per cui c’è solo la Roma.
      Certamente esiste anche il parterre che hai descritto, ma (come dici spesso anche tu) non sono miei simili, pertanto, contano meno di zero.
      Di “simpatizzanti” per la Roma ne avranno bisogno Pallotta e Calvo, perché li vedono come polli da spennare, non certo noi. O no?

    • Caro Kawa, non sapevo non vivessi più a Roma da tanto tempo, oppure mi era sfuggito. Adesso mi sono chiare un po’ di cose. Il tifo come lo ricordi tu – purtroppo non esiste più.
      Un saluto.

  17. E’ da un po di tempo che leggo i vari commenti dei tifosi su questo sito..ma cosa siamo diventati ? Mi spiace dirlo ma una volta eravamo la piu bella tifoseria d’italia ora nn si sa piu cosa siamo..sempre astiosi boh invece de rompe le palle andiamo allo stadio x queste ultime 7 partire a cominciare da sabato con l’UDINESE poi a fine anno si vedra…Io DiCo SI allo stadio a Tor di valle xche e’ l’unica via affinche pallotta venda e ci acquisti un grande gruppo altrimenti arrivera il lotito di turno

  18. Come al solito gli spalatori di fango non hanno capito cosa voleva dire Zenone. Zenone poi dammi conferma se io ho inteso bene. Non voleva dire che non è grato ai Sensi.. Lo siamo tutti ci mancherebbe! Voleva dire che quel tipo patriarcale di gestione di un club non funziona più. O hai tantissimi soldi e non era il caso di sensi oppure devi affidarti a strategie diverse fatte di aumento dei ricavi e di stadio privato. Sensi sbaglio nel provare a stare al passo delle potenze del nord quando non ne aveva le risorse. Lo ripeto.. A Roma non c è nessun imprenditore veramente ricco da fare grande la Roma.

  19. Tsk tsk, ancora non avete capito che Zenone si diverte a provocare scatenando reazioni colorite?
    Quel che scrive va sempre letto fra le righe (anzi, a volte va letto solo lo spazio vuoto tra le righe ?)…

    • No a volte,leggere sempre i spazi vuoti!

  20. Ho conosciuto di persona Franco Sensi,quando ancora non era il Presidente della Roma,negli anni Ottanta,ma era sindaco di Visso e mio cognato era consigliere d’opposizione nella giunta. Sono stato nella sua residenza a Villa S. Antonio ,più volte.Quindi ho cognizione di quello che dico. Lui faceva gli affari ,in senso generale,fidandosi del suo istinto o “fiuto”,ma mai in base a un programma o ad una strategia. Fino a un certo punto ha azzeccato più o meno tutto,poi la fortuna gli si è girata .
    .
    La Roma non si può più affidare a personaggi come Lui,con tutta la riconoscenza che si può avere, che faceva dell’improvvisazione e dell’estrosità il suo cavallo di battaglia. Al giorno d’oggi la Roma è un’industria e come tale va gestita. Amen

  21. Se Calvo è chief revenue officer, sono
    più tranquillo. Non so che cavolo vuol
    dire, ma va bene così. Un altro da pagare profumatamente che fra un po’ se ne va.Sono ammerecani, tutti marketing e distintivo. Coraggio, vecchi tifosi!

  22. Ci sono degli aspetti gestionali di una moderna Societa’ di calcio dei quali alcuni tifosi si disinteressano totalmente o li avvertono solo come insignificanti . In un mondo in cui la forma conta piu’ della sostanza il saper comunicare con successo e’ tutto. Essa ha generato addirittura leader e interi partiti politici sia dal tubo catodico e sia dal web . Ci sono club come il Liverpool che ad esempio pur non vincendo un titolo in Premier da ben 29 anni hanno una visibilita’ enorme e sono assolute protagoniste della vita social degli sportivi di tutto il mondo e che da esso traggono risorse finanziarie piu’ che cospicue riuscendo a diversificare gli introiti al massimo .In questo quadro basilare sara’ l’impianto di Tor di Valle come collettore di vittorie sportive e mediatiche ..

    • Caro Robbo, mi permetto di fare alcune osservazioni al tuo post: 1) “il saper comunicare con successo e’ tutto”: quello della capacità di comunicazione è uno dei maggiori limiti che ho riscontrato in questa gestione societaria. 2) “pur non vincendo un titolo in Premier da ben 29 anni hanno una visibilità’ enorme”: potrebbe essere letta come una funesta previsione. 3) “l’impianto di Tor di Valle” (o di qualsiasi altro sito di Roma) è fondamentale perché sarà la Casa di noi Tifosi, quelli veri, in carne e ossa, non di quelli virtuali o dei simpatizzanti nigeriani…
      Sarà che sono cresciuto ai piedi del Colle dedicato a Giano bifronte, ma sono portato a credere che non vi sia mai una sola chiave di lettura dei fatti della vita… Buona serata e sempre forza Roma.

    • Facile essere tifosi “veri” quando non devi spendere 2 pjotte d’aereo solo per sbarcare a Roma.

      È esilarante questa cosa:
      Quando ci andavo col motorino all’Olimpico ero tifoso vero.
      Mo’che non posso andarci (se non saltuariamente) sono virtuale.

      Ma non fatemi ridere.

    • Hai ragione cava… il cuore della Roma pulsa inevitabilmente a Roma.
      Gli ologrammi non esistono.

    • Caro Kawa62 oggi la trovo stranamente molto polemico su argomenti che invece richiederebbero sereni approfondimenti . L’esempio del Liverpool non l’ho fatto di certo a danno della ns. Societa’ ma a merito degli inglesi . Si puo’ avere una cassa di risonanza importante anche non vincendo spesso come capita a noi ma offrendo in rete contenuti interessanti a potenziali milioni di sportivi in giro per il mondo . Non certo una fidelizzazione ma piuttosto una operazione simpatia . Per quanto riguarda l’impianto di Tor di Valle e’ ovvio che la sua ubicazione non certo casuale strizzera’ anch’essa l’occhio ai molti turisti che raggiungeranno la Citta’. Chiaro il tentativo di accalappiarne tanti al fine di renderli fruitori di beni e servizi dell’ area business intorno allo stesso…

  23. Grande preside’,ancora non siamo regina d’Europa e neanche dentro al gra,ma c’hai restituito la Rometta gaiarda anni 60,che vince a Genova co la tigna.

  24. Per Anacronistico:
    Devi deciderti, o la Roma dei sensi era sull’orlo del fallimento, oppure era l’unico assett che ancora “nel bene o nel male era in equilibrio”..
    A parte che una squadra che era arrivata 2 volte vicinissima allo scudetto, che aveva vinto la coppa Italia e la supercoppa ed era stata 2 volte ai quarti di Champions non poteva essere “molto basso in graduatoria in europa” mi piace questo cambiare completamente opinione in poche righe per sostenere le proprie tesi…
    Bravo

    • Se non ricordo male, la Roma era controllata da un’altra società, a sua volta inserita nel “gruppo Sensi” (come oggi la Juve, inserita nel gruppo FCA), dunque quando per la famiglia Sensi arrivò l’ora di fare due conti, sebbene la Roma non stesse male di suo, subì il destino delle società a cui faceva capo.
      Poi non prendertela, ero gasatissimo da quella squadra spaziale e detesto che abbia raccolto molto meno di quanto meritasse per ragioni extra sportive, ma i ranking si basano su risultati oggettivi e i nostri sono sempre stati bassi a livello europeo.
      E comunque la squadra al momento del passaggio di mano era la lontana parente di quella che citi.
      Saluti.

  25. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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