La vera sconfitta sarebbe cambiare

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NOTIZIE AS ROMA – Ne abbiamo vissute svariate di sconfitte romaniste. Umilianti, ingiuste, sacrosante, colpevoli, innocenti, ai rigori. In questo senso, abbiamo la pelle vaccinata. Liverpool, Manchester, Bayern, Barcellona. Ecco, Barcellona. Un’altra volta. Solo che stavolta, se si riuscirà a capirlo, tutto è stata meno che una sconfitta. Proviamo a spiegarlo. Cominciando da quello che abbiamo visto. Solo che nel noi non è compresa la poliziesca quaterna arbitrale sbarcata a Barcellona dal paese dei mulini a vento. Troppo vento, deve aver avuto ripercussioni sulle diottrie olandesi. Non lo diciamo per trovare giustificazioni o fornire alibi alla nostra Roma. Lo diciamo per il semplice fatto che è accaduto. Non facciamo finta di niente, ma non ci tuffiamo con malizia sospetta su assenze pallottiane, non faremmo mai servizi televisivi in cui scompaiono due calci di rigore (sul primo c’era anche l’espulsione di Semedo) non dati alla Roma, non useremmo per nessun motivo questa sconfitta per patetiche rivincite da piccoli uomini, dimenticando lo scempio catalano. Qualche anno fa, quando gli americani erano a Boston, potete giurarci che avremmo visto titoli del tipo Roma defraudata, Roma scippata, date alla Roma quello che è della Roma. Non accade più, forse perché anche qui a casa nostra in molti non vogliono più bene alla Roma, pure quando non ci sarebbe nessun bisogno di arrampicarsi sugli specchi per sostenere una tesi, perché sarebbe stato sufficiente raccontare la semplice e pura verità.

La premessa ci sembrava d’obbligo, soprattutto dopo aver preso atto che tutti, o quasi, hanno fatto finta di niente per il solo piacere di fare pollice verso nei confronti della Roma. Ci dissociamo, forse per il semplice motivo che vogliamo bene a quei colori, a quella maglia, a quei tifosi che non sarai mai sola. La Roma, non c’è dubbio, a Barcellona ne ha commessi parecchi di errori. Gli autogol, peraltro di una sfiga ai confini della realtà, lo stop sbagliato di Gonalons, le quattro pappine, il risultato senza appello, tutto quello che volete voi, anche se vi consigliamo di non dimenticare mai che di fronte c’era il Barcellona con annessi e connessi, arbitri compresi. Abbiamo letto: il peggior Barcellona degli ultimi anni. Solo che a questi superficiali osservatori di calcio e dintorni, mica è venuto il dubbio che i catalani dimessi dell’altra sera si sono trovati di fronte una Roma capace di sorprenderli, con il coraggio necessario per andare a sfidarli sul loro campo, una Roma in grado di non tradire l’identità che si sta costruendo. Per questa ragione la sconfitta di Barcellona è stata la meno sconfitta di sempre. La Roma non ha tradito se stessa, ha continuato a camminare sulla strada intrapresa da quando è arrivato Eusebio Di Francesco. È stata se stessa. E questa è stata una grande vittoria.

Non vogliamo consolarci con l’aglietto. Le quattro pappine e gli errori arbitrali sono lì, agli atti. Ma agli atti ci sta anche la Roma che va a pressare alto il Barcellona, la Roma che ridimensiona Messi con l’organizzazione tattica, la Roma che ha guardato negli occhi gli avversari senza paura, orgogliosa di essere se stessa, convinta che il cammino intrapreso è quello giusto. Lo stesso che si provò a fare quando arrivò Luis Enrique. Allora durò lo spazio di una stagione, poi l’hombre vertical si arrese di fronte ai cialtroni e ai delinquenti di una piazza che più che calcio mastica amaro, orfana di privilegi, telefonate confidenziali che puzzano di astratta corruzione, biglietti di tribuna d’onore, salotti, circoli, amici degli amici, incapace anche solo di comprendere cosa voglia dire amare la Roma. Ecco, non ripetiamo lo stesso errore. Chi scrive sarà pure un folle sognatore, ma a Barcellona io ho visto il futuro. E non solo perché chi tifa Roma non perde mai.

(Il Romanista, P. Torri)

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15 Commenti

    • complimenti a piero torri , fuggito dal corriere dello sport per il nano malefico formellese e lazialotto vocalelli. ieri il nanerottolo formellese con un articolo al guano ha provato a incendiare il tifo romanista, leggendo le risposte ha ottenuto il contrario, per la prima volta tutti i tifosi ,pro o contro la società , si sono uniti provando schifo per quanto letto. oggi piero torri da una risposta da grande giornalista alle farneticazioni del nanerottolo formellese.

    • la var arriverà …… barcellona , real madrid …… ci vorrà del tempo ma arriverà . fatevene una ragione,

    • Non ricordo,e non vorrei sbagliarmi….
      È stato forse quel pesce lesso di Vocalelli a dire che Zarate era mejo di Totti giovincello?

  1. Ottimo articolo, ci voleva.
    Io nel mio piccolo ho sempre valutato di più la prestazione del risultato, e questo mi ha portato anche a scontrarmi con qualcuno qua, quando criticavo il gioco anche dopo alcune vittorie venute un po’ così.
    Ma non è per vanto estetico, è perché i risultati possono venire in tanti modi, ma alla lunga servono le basi di un gioco altrimenti crolli.
    Seguendo lo stesso filo, pur restando ovviamente amareggiato per il 4-1 subito, della squadra di Barcellona sono molto contento. È stata una prestazione di gran lunga superiore all’1-1 in casa ottenuto con Garcia, e infatti lì al ritorno ne prendemmo 6.

    Vorrei ora vedere la stessa abnegazione anche nelle partite meno luccicanti.

  2. Pienamente d’accordo, la partite contro il Barcellona è il punto di non ritorno, quello che probabilmente sognava Baldini quando ingaggiò Luis Enrique.
    La linea della società è stata chiara fin dall’inizio, cambiare mentalità a tutti i livelli (giocatori tifosi ecc.), la gestazione è stata lunga e con diversi interpreti, ora con Monchi e Difra forse si è trovato il bandolo della matassa.
    FORZA ROMA SEMPRE!!!

  3. Articolo DEGNO DI NOTA… non ho creduto ai miei occhi una volta letto (forse perché abituato a leggere schifezze di gente appecorinata al potere mafioso del calcio…).
    Va detto e sottolineato anche “il coraggio” di scrivere razionalmente certe cose da parte di Torri.
    Complimenti e lode

  4. Sono anni che lodiamo le prestazioni…..ma la bacheca non si riempie di prestazioni….ma di trofei…..anche il Benevento viene all’Olimpico e fa bella figura….ma torna a casa con le pive vuote….questa è una mentalità da perdenti….non c’è nulla da fare.
    La realtà è che il Barca ci è stato superiore ed essere contenti di aver perso 4-1 è tutto dire.
    Gli autogol non sono frutto di sfiga ma di pressione messa dai nostri avversari che ci hanno messo in difficoltà. Se De Rossi non avesse anticipato Messi, avrebbe segnato lui.L’errore o la malafede arbitrale ci può sempre stare ma non deve essere un alibi.
    Sotto porta abbiamo sbagliato troppo e in difesa abbiamo concesso errori ridicoli come quello di Gonalons. Ma tanto è inutile…..qua sono tutti fenomeni quando vengono alla…

  5. Apprezzo Torri lui dice sempre la verità anche quando fa male. Meno la società per quel profilo basso che non porta frutti. Se si vuole vincere, si deve fare come Viola e Sensi, anche a costo di deferimenti, denunciare e denunciare sempre i torti subiti.
    Forza Roma Daje

  6. tutto giusto ma, parere personale, la sviolinata nei confronti di Luis Enrique mi pare esagerata: sull’uomo (per quanto possiamo vedere noi tifosi) nulla da dire (cosa che si può dire pure su Di Francesco), ma come allenatore qui a Roma è stata una sciagura tra l’eliminazione con lo Slovan Bratislava, le quattro pappine prese a Bergamo, Lecce e Cagliari, Jose Angel e x averci fatto finire dopo tanti anni fuori da qualsiasi competizione europea. Poi che a Barcellona ha vinto tutto non mi interessa tanto e non mi pare così straordinario dato l’attacco che aveva, paragonabile a quello del Brasile del ’70.

  7. Sottoscrivo l’articolo.
    Il risultato è bugiardo per quel che s’è visto.
    Disquisire se di fronte vi fosse una squadra di controfigure mi sembra, in fin dei conti, semplicemente stupido.
    Aggiungo solo che, in realtà, la Società ha fatto presente che l’arbitraggio non è stato all’altezza. Però l’ha fatto con stile, e pure questo lo sottoscrivo. I piagnistei ad ogni microfono acceso, le class action e le manifestazioni a furor di popolo lasciamoli a qualcun altro.

  8. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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