Lasciare è difficile, così diventa penoso

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AS ROMA NEWS – Lo sport abbandona i Dorian Gray. Divora la giovinezza. Per questo fa male, per questo è bello. L’orizzonte non può più essere tuo. Magari per poco, per quel filo di vecchiaia che ti scendi sui fianchi. La tua grandezza resta, ha contorni precisi, soprattutto se ti chiami Totti, ma non la puoi più mettere in moto. Puoi barare come Norma Desmond nel Viale del Tramonto o come il cestista Kobe Bryant puoi ammettere: il mio corpo non ce la fa più, ha staccato la spina. Una vecchia Josephine Baker urlò allo spettatore che aveva preso il binocolo: «Non farlo, mantieni l’illusione». Lo sport quell’illusione la spezza.

Francesco Totti a settembre avrà 40 anni. Ha sempre giocato, sin da bambino. In campo, mai fuori. Senza pallone non si è mai immaginato. Forse la sua colpa più grande è stata quella: non provarci nemmeno. La sua forza ora è la sua fragilità: non ha mai voluto altro, se non giocare a calcio nella Roma. Non si è costruito un futuro, ha sempre voluto per sé un eterno presente da numero dieci. La sua debolezza, la sua confusione, l’hanno portato a sfogarsi, a chiedere il rispetto che si deve ad un monumento: non vuole essere messo da parte, vuole stare in mezzo, in campo, dove si fa la storia. Ha ululato il suo dolore, Spalletti è cattivo, non gli parla nemmeno. Quando vedi la nave che parte senza di te, realizzi che non hai più mari, non in quel modo. E se sei stato a lungo il capitano di quel viaggio ti senti un escluso. I muscoli che comandano non sono più i tuoi, e nemmeno il fiato. Non è facile dirsi addio: hanno pianto tutti in quel momento, da Mancini a Maldini. Più comodo usare la rabbia, dare la colpa agli altri: a chi non ti capisce, a chi dubita della tua immensità, a chi non ricompensa la tua dedizione. Ma quando i campioni nella loro umanità sbagliano, dall’altra parte ci deve essere una società all’altezza.

E non un’assenza che lascia bruciare rancori e vendette, che mette a fuoco una città nel gioco perverso del tu con chi stai, che incita divisioni, guerre di potere e da stadio. Totti è stato lasciato solo con la sua crisi di mezza età, Spalletti è stato lasciato solo a difendere il suo lavoro e ha scelto la legittima difesa mandando il monumento a casa. I segnali di pericolo c’erano e tutti evidenti. Dov’è il lavoro di raddoppio che si fa quando si vuole impedire un passo falso? Nessuno ha estorto a Totti un’intervista clandestina, è stata rilasciata a Trigoria, nel giorno in cui parlava Spalletti. Chi l’ha permessa? Quando il presidente James Pallotta prese la Roma promise che ne avrebbe fatto una società all’americana: valore al brand, stadio moderno, anche nei comportamenti culturali, comunicazione diversa, buon gioco in campo e fuori, presenza attenta. Ora il suo commento privato alle dichiarazioni di Totti è stato: «Vergognoso ».

Ma lui in questo lungo momento di frizioni tra giocatore e allenatore, dov’era? E la società ha forse provato a gestire questa crisi di nervi già abbondantemente oltre l’orlo? Il malumore di Totti, qualche battuta di troppo in allenamento, e anche al giornalista spagnolo (“Che ci fai con me oramai») dopo i quattro minuti giocati con il Real, non era un segreto di stato. Pallotta a dicembre ha promesso a Totti che a fine contratto potrà chiedere il ruolo che vuole, anche la vicepresidenza. Il capitano resta, ma deve dribblare il passato e trasferirsi in ufficio. La risposta emotiva di Totti è stata quella di mettersi a palleggiare a bordocampo con un bambino durante Sassuolo- Roma, come a dire: a me dal pallone non mi schiodate, solo questo m’interessa.

Tra un vecchio ragazzo preso alla sprovvista da un imminente cambio di vita e un club di professioni adulti che dice di voler essere un esempio nel mondo e si volta dall’altra parte quando una ferita sanguina, chi è più colpevole? Lasciare Spalletti e Totti soli in un confronto western, a spararsi addosso, come fuorilegge, con il rischio che la città diventi tutta una curva, è da società che vuole posizionarsi tra le grandi? Hanno smesso di giocare Pelè, Ronaldo, Zidane. Senza mandare a quel paese nessuno. Capita di non farcela più, di essere un faro troppo intermittente, di avere difficoltà nell’uscita. Ma se trovi qualcuno che ti dà il braccio è tutto più facile. Così invece è solo penoso.

(La Repubblica, E. Audisio)

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16 Commenti

  1. Pallotta capisco il merchandising ma una società forte decide il destino bello o meno che sia dei suoi dipendenti.. ed un calciatore anche speciale rimane in ogni caso un dipendente… è un cordone ombelicale destinato cmq sia ad essere reciso… vogliamo perdere una persona seria e capace come Spalletti per vedere un altro anno un ex calciatore arrancare in campo venire deriso dagli avversari e magari anche fischiato da quelli che ora lo difendono per vendere qualche maglietta in più? E la roma squadra che fine farebbe poi? Spogliatoio rotto e tutti a correre per coprire un atleta in meno in campo?

  2. Spero che questo episodio serva da monito a tutta la “Rosa”: non si rilasciano interviste Piagnone non autorizzate,soprattutto alla Roma,perche’poi succede quel che succede: avete visto il Vergognoso Titolone di Testa del CdS? “SCHIAFFO ALLA STORIA”…Cari Moggiani,di che parlate? Nessuno schiaffo. Un Dipendente ha avuto una (piccola) punizione perche’l’ha fatta fuori dal vaso. questo e’

  3. Purtroppo e sottolineo purtroppo Audisio ha ragione, la società dov’è? Doveva essere Spalletti ad occuparsi di questa cosa? Dobbiamo fare ancora tanta tanta strada a livello societario. Certo in questo modo e se mi fosse servito, il mister si è guadagnato la stima dello spogliatoio. Non dico che l’ha fatto per questo, perché secondo me il capitano e la società non gli hanno lasciato scelta. Ha solo fatto la cosa giusta.

    • se la societa’ fosse stata presente come dite voi i vari ciarlatani col microfono avrebbero subito urlato allo scandalo, all’intromissione. “lo vedete, ci vogliono togliere la romanità”, oppure “la comunicazione di questa società’ e’ difettosa, avrebbero dovuto fare così’ o cosa’…”.

      o e’ zuppa o pan bagnato, ma loro avrebbero sempre trovato il pretesto per attaccare la societa’

    • Non ho dato ragione al giornalista a vanvera. E’ quello che penso. Abbiamo bisogno di un cambiamento culturale del lavoro ed è quello che sta facendo Spalletti. Ho già detto in un post precedente che la mentalità vincente non è un oggetto che si compra ma un insieme di comportamenti e regole da rispettare. E che in questo il mister deve ricevere pieno appoggio dalla società. Ecco in questo caso la società è stata assente e la cosa più grave secondo me è che il mister ha “dovuto” decidere di testa sua e poi informare la società. Il che la rende ancora più assente.

  4. ma finiamola invece di parlare di questa storia stupida sta passando in secondo pianola giornata di Strootman, questi sno i danni veri di questo ambiente, invece di guardare le cose positive, Totti giocherà la prossima partita l’affare è risolto e poi si deciderà perl’anno prossimo, ma ora c’è pure il rientro di Strootan e siamo in grado di vincerle tutte con lui e Totti e Spalletti

  5. bene ,basta con sta storia , c’è la ROMA ,gioca la ROMA , quando se tirano fuori ste cose quando sista riprendendo la squadra ,ma guarda un pò

    • Io non sono d’accordo. Ti possono impallinare come vogliono ma se chi legge da alle parole l’importanza che meritano allora non impallinano nessuno se sono in torto. Lo fanno solo se hanno ragione. Cominciamo a usare la nostra di testa, tutti

  6. Francesco ha chiesto di essere trattato come tutti e spalletti lo ha trattato come tutti punto e basta… un giocatore che piange davanti ai giornalisti perché non gioca e addirittura convoca un’intervista merita di essere fuori squadra… spalletti se era qualsiasi altro giocatore lo avrebbe messo fuori rosa fino a fine stagione e poi cacciato ed invece visto che è il capitano,la nostra amata bandiera,lo ha solo escluso da una partita! Da oggi testa al l’empoli che il campionato è ancora lungo e Francesco se mister spalletti lo riterrà opportuno lo farà giocare sennò sta in panchina senza fiatare visto che è come tutti gli altri(parole sue)! Con questo forza roma forza spalletti e forza capitano dobbiamo essere tutti uniti per cercare di cambiare la nostra storia e diventare una squadra vincente!

  7. Bravo Rob sono perfettamente d’accordo con te!… aggiungo che il capitano se vuole il bene della roma chiederà scusa o se non pensa di aver sbagliato resterà in silenzio! Per quanto riguarda spalletti ha fatto ciò che la sua figura richiede serietà e disciplina perché sennò lo spogliatoio diventa un bordello! Da questa mattina tutto come prima e poi si vedrà a giugno!

  8. Ma difatti li,chi ha un po’ difettato e’ stato la società,che doveva essere più presente.
    Però capisco anche che gestire Totti oramai non è più semplice,come fai rischi di sbagliare e di suscitare suscettibilità.

  9. Rivera,Maldini Baresi Nesta Del Piero Antognoni tutti grandi atleti e grandi uomini. hanno lasciato senza il “casino” combinato da Totti! Tutti contro Tutti! Ma si è reso conto che ha sporcato 25 anni grandiosi nella Sua Roma!! Penso che alla base di tutto ci sia questo: “Grandissimo Campione, ma pochezza intellettuale”!!

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