Last but not least

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GIALLOROSSI.NET (A. Diofebbo) – Difficile. Eppure c’era la speranza che la Roma, scesa sul rettangolo di gioco, potesse carpire tutte le emozioni e trasformarle in rabbia agonistica. Così non è stato. Un brutto epilogo per una pessima stagione che va a coincidere con il fallimento avvenuto già 12 mesi fa. Il pubblico quest’anno è stato strepitoso : sempre presente, Curva Sud esaurita, paziente e al fianco della dirigenza, nonostante tutto. Perché questo aveva chiesto la dirigenza : comprensione e voglia di aspettare. Il tifoso romanista ce l’ha messa tutta. C’è chi è crollato prima, chi dopo, ma la sconfitta del derby ha buttato giù anche l’ultimo barlume di speranza. Messe a nudo tutte le debolezze di un progetto realmente mai partito per colpa dell’incompetenza di chi gestisce le cose in quel di Trigoria. Non c’è nulla da salvare, nulla. In questi due anni ci siamo riempiti la testa di stronzate, partnership, loghi, marchi, Disney, Nike e crociere, senza pensare alle umiliazioni che la Roma continuava a subire.

L’ultima ma non meno importante fa male e continuerà a farlo finché la società non torni in mano a dei signori che si (pre)occupino davvero di questa squadra. Abbiamo perso la dignità, abbiamo perso l’identità, abbiamo perso la fiducia in chi c’era. Fate come se non foste mai arrivati. Fate come se questo dovesse essere il vostro primo giorno a Roma, cari dirigenti. Per noi siete il nulla più totale, siete degli sconosciuti. Dovete (ri)conquistare tutto, noi non vi conosciamo. Ma, agli albori del terzo anno di dualismo Unicredit – Usa, la Roma vige nel caos. Per quale motivo la società dovrebbe puntare ancora su questi dirigenti?

Baldini, Sabatini, hanno sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare. Perché nessuno si dimette? Perché nessuno ha la forza e la capacità di cacciarli? Per quanto tempo bisogna far distruggere tutto a questi due individui prima di metterli alla porta? Sono domande alle quali non si ottiene risposta e probabilmente mai si potrà rispondere. Ma ancora più patetico è il teatrino inscenato da Andreazzoli e Osvaldo, che non smettono nemmeno per un secondo di mandarsi a quel paese in maniera pubblica, rendendo il tutto più doloroso e umiliante. Come se non bastasse c’è Pjanic, che si dice contento di aver preso gol da Lulic perché almeno è un connazionale. Purtroppo, noi, non possiamo mandare via nessuno delle persone citate.

Ci vuole una società che capisca, che sia in grado di dare disciplina a questi personaggi attaccati alle poltrone, pronti a curare solo i propri interessi e a calpestare e gettare fango sulla nostra maglia. La speranza è che la protesta, il derby perso, le petizioni e le reazioni dei tifosi possano essere indici di una strada da seguire per una proprietà che da due anni brancola nel buio. C’è chi non merita di essere nella Roma, c’è chi non merita i nostri applausi, c’è chi non merita il nostro tifo. Ora avete tre mesi di tempo per programmare la stagione. Fate che non sia l’ultima, ma non meno importante, umiliazione di questa squadra. Non ce lo meritiamo.

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