NOTIZIE AS ROMA – Incurante delle voci che stanno accompagnando il suo futuro, più o meno immediato, Rudi Garcia continua a parlare da allenatore della Roma a lungo raggio. E, come accaduto praticamente sempre, continua a difendere a spada tratta il suo lavoro, anche quello meno raffinato. La cacciata, a suo giudizio, sarebbe un atto nella norma del mondo pallonaro, ma ingiusto nel caso specifico. Perché il fallimento è legato soltanto alla Coppa Italia, asserisce. Dimentica, il francese, il non gioco da mesi, i punti di ritardo dalla vetta e l’assenza di vittorie da oltre 40 giorni. Ammette, però, che c’è (ci sarà) qualcosa da cambiare dopo la sosta, preparazione e uomini. Autodandosi appuntamento a Trigoria alla ripresa della preparazione dopo Natale. La sicurezza ostentata ieri al Bernardini, insomma, va a sbattere contro la sua voglia di cambiamento nel post Genoa: perché non pensarci prima, allora? C’era bisogno di incamerare figuracce su figuracce prima di dare una svolta al proprio lavoro? La sua ventilata smania di novità è, a conti fatti, la certificazione degli errori commessi finora. Perché se tutto fosse filato liscio, non ci sarebbe necessità di correzioni, giusto?
Genoa come spartiacque, comunque. Se la Roma vince, Rudi salva la panchina (lo dice la logica, forse…); se perde, addio. Nel lungo elenco di aspiranti post Rudi, ieri ha trovato spazio, con un mare di dovrebbe e potrebbe, anche José Mourinho, ma il presidente James Pallotta si è affrettato a smentire di averlo incontrato. Se la Roma, però, sta pensando (sì, lo sta facendo) ad un altro tecnico, perché Garcia non è stato esonerato nell’immediato post Spezia? Perché gli è stata data la possibilità di andare in panchina oggi contro il Genoa? Se si vuole un nuovo allenatore, significa che quello che c’è ora non va più bene al di là dell’esito di una sfida di campionato. Pallotta, dicendo più o meno questo da Boston, ha – di fatto – reso pubblica la sua sentenza. Solo che alla Roma attuale non fanno difetto le verità nascoste e quelle di comodo, sempre dietro l’angolo e pronte ad essere spiattellate a secondo della convenienza. La situazione ottimale, ne converrete, per non fare chiarezza ma per uscirne comunque da vincitori.
(Il Messaggero, M. Ferretti)


la verità è una ,quando iniziano a esserne troppe vuol dire che puzzano di veleno
Vince o perde oggi è lo stesso.
È un incapace e bisogna cacciarlo.
Ma siccome so come funzionano le cose,se oggi vince,almeno fino a
gennaio salva la panchina e si perde cosi solo tempo prezioso.
Facile rimestare la m@rda come fa IL MESSAGGERO quando le cose vanno male….d’altronde,Caltagirone ordina,la Servitu’esegue.
Forza Genoa via Garcia
Forza Genoa ? Non sei della Roma , altrimenti che tifoseria di merca !
Ferretti, Catalani, Trani, Valdiserri, maiali con o senza microfono e tifosi Cesaroni: fuori dai coxxxoni
Ho iniziato a tifare Roma nel lontano 73/74 era la Rometta ma iniziai perché mi innamorai di quel pubblico e quella curva che nessuno in Italia aveva . Curva tacciata di essere di sinistra ma in realtà era sincera onestà e popolare , oggi è solo dedita al becero interesse personale. Comunque ormai questi colori mi sono sulla pelle da 42 anni e la malattia l’ho contagiata a mio figlio . Il rammarico é che non riesco a spiegargli perché giochiamo SEMPRE fuori CASA.
Sperare che la Roma perda per cacciare Garcia è assurdo, specie perché non servirebbe a nulla. Io non tiferei mai contro la Roma, anche se sconfitta fosse sinonimo di cacciata di Sabatini, il vero problema della Roma, altro che Garcia……
Diciamo la verità abbiamo una curva di coatti casini sti meglio non averli allo stadio non voglio andare allo stadio con mio figlio in mezzo a quei teppisti
Infatti oggi non ci sono.
Potevi andare c’è pure il sole.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.