Ljajic deve cambiare marcia: è già ai margini dell’Inter

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MILAN, ITALY - SEPTEMBER 23: Adem Ljajic of Internazionale Milano in action during the Serie A match between FC Internazionale Milano and Hellas Verona FC at Stadio Giuseppe Meazza on September 23, 2015 in Milan, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 23: Adem Ljajic of Internazionale Milano in action during the Serie A match between FC Internazionale Milano and Hellas Verona FC at Stadio Giuseppe Meazza on September 23, 2015 in Milan, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

ALTRE NOTIZIE (Gazzetta.it) – L’ultimo segnale, chiarissimo, è arrivato dalla lavagna luminosa del quarto uomo di Sampdoria-Inter, che si è accesa con il “22” di Adem Ljajic solo al minuto 89: terzo cambio dell’Inter, dopo quelli di Biabiany e Manaj. I cinque minuti in campo contro i blucerchiati si aggiungono ai 57 – partendo da titolare – con il Verona. Stop. Il campionato di Ljajic con l’Inter finora è tutto qui: due presenze, poco più di un’ora di gioco e un solo voto in pagella, peraltro insufficiente (il 5,5 nella gara con l’Hellas, appunto). Adem resta in panchina, è la terza scelta di Mancini: c’è qualcosa che non va.

TASSELLO MANCANTE — C’è qualcosa che non va, se il 31 agosto, alla chiusura del mercato estivo, la Gazzetta titolava di un’Inter “pirotecnica” che chiudeva col botto Ljajic, l’esterno d’attacco chiesto da Mancini (oltre a Perisic) per completare il mosaico del 4-3-3 che aveva in testa. “Quando Adem migliorerà il proprio inserimento nella squadra potrò fare il 4-2-3-1 o il 4-3-3”, ha detto il Mancio. Evidentemente, quel momento è ancora lontano.

ETERNA PROMESSA — A 24 anni, il serbo deve cambiare marcia, anche perché l’Inter gli ha offerto un’occasione troppo ghiotta per poterla buttare via. Il punto è che Ljajic sembra incastrato nel personaggio di “eterna promessa” senza mai sbocciare definitivamente. La svolta sembrava arrivata tre stagioni fa alla Fiorentina, quando l’arrivo di Vincenzo Montella sulla panchina viola dopo l’addio di Delio Rossi (protagonista della celebre lite con l’attaccante cresciuto nel Partizan) aveva rilanciato Adem, che chiuse il 2012-13 con 11 gol in 28 presenze (la sua migliore stagione in A). L’esperienza alla Roma però, è finita per rappresentare un passo indietro: partito forte nel 4-3-3 di Garcia (tre gol nelle prime quattro partite, fra cui uno nel 2-0 sulla Lazio nel derby), Ljajic ha perso continuità di rendimento strada facendo, e così pure nell’ultima stagione. All’Inter, dove è arrivato in prestito con diritto di riscatto fissato a 11 milioni, Ljajic deve inserirsi in fretta, anche perché la vicenda Shaqiri insegna: Mancini aspetta, ma la sua pazienza non è senza limiti…

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