Lucio non intende fare prigionieri: «Chi vuole andare via, vada pure»

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SPALLETTI

ULTIME NOTIZIE AS ROMA – La concentrazione non lo abbandona nemmeno al fischio finale. Dopo essersi concesso un giro di pista con la squadra e aver ricevuto tanti applausi dai 55mila presenti all’Olimpico, Spalletti davanti ai microfoni e alle telecamere torna immediatamente in clima-gara. L’analisi del 3-0 al Chievo vola via veloce: «Che partita, vittoria e Olimpico pieno. Sono contento. Nainggolan? Quando randella verso la porta, fa male. Totti? Francesco con questi assist di prima è il più bravo di tutti». È consapevole infatti che al netto del secondo o terzo posto finale, quella che inizierà alla fine del campionato sarà la partita più delicata. Lui ha già deciso di giocarla a carte scoperte: «Chi vuole andare via deve andare via. Se vuole invece restare, rimane. Io nella mia vita ho sempre fatto quello che mi pare. Poi è chiaro che ci sono dei parametri che bisogna tenere conto. Se uno dice ‘io voglio il triplo dell’altro’ questo crea problemi. Negli spogliatoi ho detto a Strootman che avrei avuto bisogno di lui non all’inizio ma a partita in corso. Mi ha dato una pacca sulla spalla e mi ha risposto nessun problema. Ecco, devono essere questi gli atteggiamenti. Ripeto, quelli che vogliono andare via, devono andare via». Chissà se c’è qualcuno al quale saranno fischiate le orecchie: «A sentire loro, sembra di no. Poi magari per obblighi o volontà non si può fare a meno». Un inciso che non può lasciare indifferenti. L’allusione del tecnico è ai conti del club che vanno sistemati entro il 30 giugno per rispettare gli accordi con la Uefa in tema di Financial Fair Play. Ma Lucio non sembra preoccupato: «Di calciatori ce ne sono tanti e anche forti, bisogna essere bravi a individuarli e prenderli. E Sabatini in questo lo è. Se dovesse accadere che uno ci fa una richiesta e ci obbliga a… Vorrà dire che ci faremo trovare pronti».

CAPOLAVORO Rispetto alla vigilia, dove era sembrato oltremodo nervoso, è tornato padrone della situazione. Gli va dato atto che al netto della posizione finale, il suo lavoro (e dello staff) è stato un capolavoro. Non solo per i punti ottenuti sul campo o per il gioco profuso dalla squadra ma soprattutto perché la Roma è tornata ad essere un gruppo: «Non ci è mai stato riconosciuto pienamente si rammaricaLa rincorsa non era semplice. Non potevamo sbagliare nulla. Abbiamo condotto una grande rimonta». Giusto sottolinearlo. E Spalletti non ha tutti i torti nemmeno a ribadire che la rimonta non ha avuto l’enfasi che meritava. Il problema è che Lucio non sa con quali propositi era partita l’annata. Doveva essere la stagione dello scudetto, con l’acquisto di Dzeko che ricalcava quello di Batistuta, con la Juventus che sembrava spacciata a -11 dopo 8 giornate. E invece, di delusione in delusione (tra queste l’eliminazione dalla coppa Italia per conto dello Spezia), a gennaio anche un posto in Champions sembrava esser diventato una chimera. Meno male che alla fine,seppur in ritardo, è arrivato lui. Spalletti il suo scudetto lo ha già vinto. La Roma no.

(Il Messaggero, S. Carina)

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8 Commenti

  1. Però è tutto un po’ ?.confuso.
    Pallotta dice li tengo,Spalletti dice chi vuole andar via O.K. quindi apre le porte ad cessioni anche eccellenti.
    Sabatini ancora non si sa se resta fino a giugno o settembre,assurdo.
    Peccato perché mancherebbe pochissimo,ruberie Juventus permettendo,per vincere finalmente il quarto scudetto
    Ma noto però che le idee non sono chiarissime,si vorrebbe delegare quasi tutto a Spalletti sbagliato ? ora dovrebbe essere il presidente a fare scelte nette e precise,e a chiarire tutti i punti.
    Invece mi sembra che Pallotta trascini tutte le cose,forse spera poi che poi la fata turchina con la bacchetta magica,d’incanto risolva tutti i problemi ?
    Ci vuole programmazione e la programmazione la deve far lui.

  2. Mi sembra logico… la società vuole tenere certi giocatori, se questi sono allettati dalle sirene che promettono ingaggi pesantissimi che la roma non può permettersi e “fanno certe rischieste”… meglio che vadano…

    la posizione della società è che questi giocatori vuole tenerli, magari è disposta a ritoccare gli ingaggi, ma se loro vogliono rimanere penso che dovranno rinunciare a qualcosa.

    lo faranno?
    staremo a vedere.
    E’ giusto come dice Spalletti. Se vogliono rimanere una strada si trova, ma la mano in tasca devono mettersela tutti. Anche loro. E se no… pace. Morto un papa se ne fa un altro.

  3. Con un atto di decenza,Sabatini si dimetta. Aggrappato al violinista, nella difesa di un bollito,ha ritardato oltre ogni limite ľ arrivo di Spalletti. Risultato? La Roma é costretta ai preliminari..

  4. Non c’è molto da capire per come la vedo io. Spalletti vuole che la prima garanzia sia da parte dei giocatori ovvero la volontà di rimanere per un percoroso e la voglia di seguirlo senza ripensamenti o frozature, meglio un giocatore nuovo con voglia e cpacità che uno scontento e svogliato. E’ un messaggio/consiglio non una minaccia. Quindi non solo la società dovrà fare il suo ma anche i giocatori, se arrivano richieste importanti e la società decide di non cedere sarà poi il giocatore che dovrà dimostrare altrettanto senza poi rivalse di qualunque tipo.Un squadra unita e motivata conta non poco per raggiungere certi obiettivi e questo Luciano lo ha ben chiaro in testa poi avere in rosa giocatori di rilievo a altro peso e altra considerazione, sono due aspetti che si completano.

  5. Spalletti non si riferisce a naigollan o pjanic ma a dzeko perché dzeko in panchina non ci vuole stare! Se un compagno gioca meglio oppure in quella partita occorre un falso 9 come Perotti e gusto che dzeko stia in panchina incitando i compagni..dzeko questo non lo fa perciò meglio che vada via se deve rompere le scatole per una stagione intera!

  6. Sinceramente per vincere lo scudetto ci vorrebbe un annata storta della juve, perche’ noi siamo terribilmente indietro, soprattutto come organico dei 23, negli 11/13 ce la possiamo battere… ma piu’ che altro per arrivare al livello della juve andrebbero investiti altri 100 mln nel mercato comprando 2/3 top player, e se arrivassimo alla pari loro sarebbero in vantaggio con tutto il sistema arbitri che a loro aiuta e a noi ci affossa

  7. Luciano é meraviglioso. Con Zecca e Norman, farà una Roma da favola. A Sabatini raccomando la Cina.Con Baldissoni,Garcia e Gervinho. NORMAN,ZECCA,SPALLETTI è la triade vincente per una ROMA IMPERIALE.

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