Lugano, Zeman contro Renzetti: “I cavalli non fanno chicchirichì…”

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ALTRE NOTIZIE (Gazzetta.it) – Coppa di Svizzera, sedicesimi di finale. Il Lugano di Zdenek Zeman parte forte contro il Bellinzona, formazione di seconda interregionale, avanti 2-0 dopo soli venti minuti grazie ai gol di Donis e Sabbatini. Poi però i giocatori tirano i remi in barca e nella ripresa arriva la rimonta. A 10′ dalla fine accorcia Ceolin; al 93′ ecco la classica beffa, su rigore, di Magnetti. E questa è la fredda cronaca dei novanta minuti. Poi iniziano i supplementari. E che supplementari…

RENZETTI SHOW — Alla ripresa del gioco il presidente del Lugano, Angelo Renzetti, si siede in panchina, di fianco al Boemo. E’ inferocito per la rimonta subìta e non lo nasconde. Prova a caricare la squadra, dà indicazioni e si lascia andare a qualche commento un po’ sopra le righe. Tra gli altri, se la prende con Sandro Lombardi, trequartista della squadra entrato nella ripresa: “Devi correre di più”, gli urla. Il ragazzo non gradisce e reagisce: “Pensa a fare il presidente…”, risponde davanti a uno Zeman tanto incredulo quanto impassibile. Poi il Lugano segna al 120′ e passa il turno, ma il caso è ormai scoppiato. Il presidente ce l’ha con tutti. “Se ne assumerà le conseguenze”, dice tornando sul caso Lombardi. E poi attacca la squadra e la guida tecnica: “Se pensano di essere qui a non impegnarsi mentre altri mettono il cuore e i soldi, si sbagliano di grosso. Oggi è stata una vergogna e anche Zeman ne ha combinate di ogni…”. Squadra in ritiro e silenzio stampa per i giocatori. Bum.

I CAVALLI — La risposta di Zeman è arrivata oggi: “Le critiche? Mi scivolano via, ma allo stesso tempo mi danno fastidio. Mi scivolano addosso perché sono abituato a vincere e perdere e mi danno fastidio perché le questioni tecniche si lasciano all’allenatore”. Risposta pacata, in classico stile Zeman, che poi però – intervistato da Rsi Sport – non si trattiene dal lanciare una frecciata ironica delle sue, per evidenziare le lacune tecniche della sua squadra: “E’ difficile far fare ai cavalli chicchirichì. Noi sappiamo che non abbiamo i mezzi, né economici né tecnici, delle altre formazioni e la squadra finora ha fatto quello che poteva fare. Mancano i risultati, ma le prestazioni, Sion a parte, sono state soddisfacenti”. E a quel punto, è arrivata anche la marcia indietro di Renzetti, che ha ammesso: “Mi è partito l’embolo…”

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