Manfredonia: “Roma e Lazio, sarà derby fino alla fine”

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AS ROMANEWS (Gasport, A. Pugliese) – In questi giorni è a Roma, anche se poi il suo vissuto adesso è da tutte altre parti. Ancora al nord, stavolta a Brescia, dove da circa tre mesi è diventato responsabile del settore giovanile. Il cuore, però, da sempre è nella Capitale, non fosse altro perché qui ci è nato e cresciuto. Dividendo anche una città: per amore, passione e colori di maglia. Vedere però Roma e Lazio così in alto gli piace eccome, lui che tra i biancocelesti ha iniziato la carriera e con i giallorossi l’ha conclusa. Di certo, per Lionello Manfredonia questi non sono risultati estemporanei, passeggeri, momentanei. Se li aspettava, «perché Roma e Lazio sono un po’ di stagioni che lavorano molto bene. Ed alla fine il lavoro paga sempre».

Mi sembra di capire, quindi, che non la sorprende vedere la Roma prima e la Lazio seconda a -2, anche se in ottima compagnia.
«Assolutamente no. Erano partite entrambi con ambizioni di vertice, non ci dimentichiamo che la Lazio ha fatto i preliminari di Champions League. I biancocelesti mi sembra stiano confermando quanto di buono fatto vedere lo scorso anno, mentre i giallorossi con quella campagna acquisti dovevano per forza lottare per il vertice. Complimenti ad entrambi i club, si va verso un gran bel derby. Sicuramente di alta classifica, probabilmente anche da scudetto».

Eppure entrambe le squadre vengono da un periodo in cui sono state criticate. La Roma per mancanza di equilibrio tra le due fasi, la Lazio per l’alternanza di risultati tra casa e trasferta.
«Ci vuole invece maggiore equilibrio nei giudizi. Roma si sa, non è facile come piazza. Si passa dall’euforia per i primi posti alla depressione per una sconfitta. Per vincere ci vogliono grandi società e grandi squadra, ma anche l’ambiente».

Sarà un derby d’alta quota fino alla fine?
«Penso proprio di sì, me le aspetto in vetta anche a giugno. Anche se il campionato è molto aperto: il Napoli gioca molto bene, la Juventus può rientrare, Inter e Fiorentina stanno lì».

C’è chi dice che Garcia vinca più grazie alle tante individualità a sua disposizione e Pioli in virtù di una migliore organizzazione tattica.
«Pioli lo conosco molto bene, abbiamo anche giocato insieme. È molto bravo nel preparare le gare e nel sapere valorizzare il materiale umano a sua disposizione. Ma mi sembra altrettanto bravo anche Garcia. È un tecnico completo, guardate la partita di Firenze. E poi non si arriva due volte secondi se non si è bravi».

Tra Salah e Felipe Anderson chi sarà più decisivo.
«Io dico Pjanic, per me è un fenomeno. È maturato, ora è uno che fa la differenza, è un gradino più in alto di tutti gli altri. Ma anche Felipe quando parte è difficile andargli dietro…».

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