Montali: “Pallotta alla mercè di Roma. Ha rischiato di bruciarsi, andava tutelato”

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“SCONCERTATO DALLA COMUNICAZIONE DI TRIGORIA” – Torna a parlare l’ex direttore generale della Roma, Giampaolo Montali, intervenuto questa mattina a ai microfoni di Rete Sport. Ecco le sue dichiarazioni:

E’ difficile come dirigente rapportarsi a questa città?
“E’ solo un problema di organizzazione, che viene preparato e condotta dalla società. Nel caso della Roma c’è un presidente che ha delegato qualcuno a questo compito. Non conosco le vicende della Roma, ma a volte sono rimasto sconcertato e basito della comunicazione fatta a Trigoria. Molto spesso ho avuto l’impressione che la mano destra non sapesse cosa facesse la mano sinistra. Non so chi è che comanda nella società. La comunicazione è decisiva in un club. E’ importante che i giocatori si rendano conto che esistono dei regolamenti uguali per tutti e che devono essere gestiti in modo corretto. Bisogna capire chi comanda, chi decide le regole e chi comunica. Poi c’è la seconda fase, quella educativa, dove si fa capire alle persone esterne all’organizzazione il modello della società”

Che potere ha un dirigente su un calciatore? Può andare da un giocatore e costringerlo a parlare?
“Il giocatore, quando firma un accordo, lo deve fare. Contrattualmente lui deve fare ciò che gli chiede la società. Però c’è un secondo passaggio; molto spesso ci sono giocatori difficili e complessi, e lì gioca un ruolo chiave il carisma e la leadership di un dirigente. Molto spesso l’abilità del dirigente deve creare empatia con il calciatore, questo fa la differenza. In questo momento sono Advisor per la Dhl. Abbiamo preso una squadra di Modena di pallavolo, c’è stato un incidente con un nostro giocatore (ha investito tre persone e non si è fermato, ndr), e la situazione non è stata semplice. Bisogna far capire ai giocatori l’importanza dei valori e di quello che la società vuole trasmettere”

L’ultima frontiera nel mondo del calcio è un calciatore che preferisce pagare una multa, piuttosto che parlare ai media.
“Non è mai capitato a me negli anni alla Juventus o alla Roma. Io ho avuto Adriano che non era semplice da gestire, ma si può fare utilizzando le regole. Non è possibile che in una squadra parlino sempre gli stessi, bisogna imporre delle regole e fargliele capire. Se questo non succede si creano disuguaglianze e quindi non si ha un’organizzazione giusta per vincere. L’educazione e la disciplina sono cose basilari per creare il gioco di squadra”

Che cosa si dovrebbe fare quando una società, a livello dirigenziale, si trova presa in mezzo tra la posizione dei tifosi della Curva Sud e quella del Prefetto?
“La cosa che più mi arriva agli occhi e che mi è dispiaciuta moltissimo, perché sono un fan di questo presidente, è che sia stato messo alla mercé in una piazza difficile come quella di Roma e che si sia bruciato per una serie di situazioni. Non è possibile che un presidente così importante, che sta portando cambiamenti a Roma, sia in questa situazione. Pallotta andava tutelato dalle persone delegate a parlare di questi temi”

E se il presidente per carattere è un po’ focoso e istintivo?
“Qualcuno però doveva spiegare a Pallotta le difficoltà della piazza di Roma. Il presidente sta tenendo duro e gli fa onore, ma a Roma si passa attraverso regole: quelle del prefetto, del questore e di come si sta all’interno di uno stadio importante come l’Olimpico. E’ un peccato che si sia rischiato di bruciare un presidente come Pallotta”

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7 Commenti

  1. fa un favore: smettila di parlare della roma.Sei stato scelto da un sistema marcio e rosichi xche gli americani nn ti hanno voluto.Ormai sono passati 5 anni…TACI

  2. Le uniche cose che si bruciano solo le calorie a forza di ridere per le tue panzane Sig Montali. Ma perche’ questo ancora parla?

    • Parla dei dirigenti che hanno preso il suo posto……è rimasto col cerino in mano e adesso spara a 0.

  3. Montali parla attraverso retesport pure quando non lo intervistano.
    Sta fissa che la “società non ha comunicazione” è una costante che qualcuno lì dentro ripete continuamente.
    Salvo poi lamentarsi per dritto e per rovescio quando la comunicazione c’è.
    Si storce il naso per Pallotta su fb (e le radio costrette a guardare), si storce il naso per la “chiacchierata” improvvisata di Sabatini (doveva indire una conferenza…) eccetera …

  4. Lo dicevano autorevolmente i nostri Grandi Padri Romani e lo ripeto indegnamente io oggi: Cicero pro domo sua.
    A Montali, autocandidatosi a essere il tutor di Pallotta (che di tutto ha bisogno meno che di questo), ricordo solo che anche quando c’era lui non è che la ASROMA fosse la casa delle regole rispettate!!

  5. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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