ALTRE NOTIZIE – Come previsto, niente rinforzi (ieri è stata chiusa la trattativa col portiere del Rijeka Vargic ma arriverà a giugno) e nessuna cessione. Il guizzo atteso non c’è stato, Pioli andrà avanti con una rosa di 27 giocatori impreziosita dal solo Bisevac che prenderà il posto nella lista Uefa del lungodegente De Vrij. Per il resto si va avanti così, secondo il presidente Lotito e il diesse Tare non c’era bisogno di intervenire tanto più che in cassa c’erano pochi denari. Inoltre alcuni calciatori, nello specifico Gentiletti, Braafheid e Morrison hanno rifiutato un paio di possibilità ciascuno per andare a giocare con più continuità in un altro club. A quel punto si è preferito restare così puntando sulla riscoperta dei talenti spariti in questa stagione finora molto deludente. Nel passato campionato Felipe Anderson, Parolo, Mauri e Candreva avevano segnato circa quaranta gol, adesso siamo a quota dodici: tocca a loro con Marchetti, Biglia, Klose, Djordjevic e gli altri senatori rialzare la Lazio e riportarla nelle posizioni di classifica utili per un posto in Europa. Pioli si aspettava un regalo, non è arrivato, proverà lo stesso a guidare la rimonta cercando di rilanciare quella idea di gioco che aveva entusiasmato nella passata stagione. Dopo l’involuzione del gruppo, a metà dicembre è stato sull’orlo dell’esonero ma è stato salvato da Lotito che continua a credere di poter ritrovare quella squadra che aveva fatto tornare l’amore per la Lazio. Persa Supercoppa, preliminiare di Champions e Coppa Italia, resta il campionato e la sfida contro il Galatasaray in Europa League per restare tra le grandi. Obiettivi non facili viste le prestazione altalenanti e la pareggite (quattro nelle ultime sette gare di campionato) che sta rallentando ogni ipotesi di risalita. Nemmeno il nono posto attuale, ha spinto i dirigenti biancocelesti al cambio di passo, si è scelta la linea conservativa.
Questo il ragionamento del club che però non è stato gradito dai tifosi già in aperta contestazione con la gestione di Lotito. Final già scritto, nella storia della Lazio dell’ultimo decennio non ha mai portato sorprese sensazionali ed è proprio questo uno dei motivi della protesta riesplosa ieri sul web. «Moriremo di mediocrità con Lotito», l’accusa maggiore al presidente che salvato il club con indubbi meriti economici ma ha sempre fallito gli appuntamenti con il salto di qualità che gli sono capitati. Anche domani contro il Napoli l’Olimpico sarà quasi deserto, la Lazio giocherà in trasferta, perché oltre al malcontento (giustissimo) per le barriere in curva, sta riemergendo la frattura insanabile tra società e pubblico. E l’immobilismo sul mercato ha messo altra benzina sul fuoco.
(Il Tempo, L. Salomone)


..come si gode
Ma sti ca@@&&&&&€€€€iiiii!!!!!????
Beh il loro obiettivo è principalmente la NON vittoria della Roma, ormai possono godere solo di quello
Se è per questo la NON vittoria della Roma è stato anche l’auspicio dei molti Pseudo Tifosi, innamorati delle loro idee, più che della Roma. Dopo Roma-Spezia qui si è tifato Napoli, Genoa, Chievo e, infine, Milan affinché Garcia fosse cacciato. Ora sono tutti anestesizzati dall’arrivo di Spalletti, ma, attenzione, il prossimo nemico da abbattere, Sabatini, è già sul loro mirino.
Se, permettete, rispetto molto più i laziali di questi qui, che si professano romanisti. Almeno quelli sono legittimati a gufare contro…
non hanno fatto mercato perchè TARE nun s’è svejato
ma perchè continuiamo a considerarli una squadra di Roma? La rivista ufficiale dell’uefa a proposito dei derby europei, su ROMA/lazio scriveva così : Roma che rappresenta la città capitale d’italia e la lazio che rappresenta la regione e le zone limitrofe. E basta.Hanno anche tolto 1900 dalle maglie perchè è falso.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.