Niente sponsor, furia Pallotta: ora tocca a Colette

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AS ROMA NEWS – James Pallotta procede senza sosta il lavoro d ristrutturazione, cominciato in estate, dell’assetto societario del club. Stavolta tocca al lato marketing subire un restyling: arriva direttamente dal Barcellona il nuovo responsabile del settore commerciale, Laurent Colette, un profilo di altissimo livello che avrà soprattutto il compito di trovare un main sponsor alla Roma.

Dopo i fallimenti di Winterling e Barror, toccherà al francese riuscire in quella che appare essere un’impresa: riuscire a a mettere finalmente sulla maglia giallorossa un partner di livello internazionale. La Roma sembrava esserci riuscita con la Turkish Airlines, ma alla fine l’affare è sfumato, mandando Pallotta su tutte le furie. L’altro compito di Colette sar quello di delineare una strategia di marketing ben definita, che possa aumentare i ricavi del club di Trigoria. Lo riferisce l’edizione odierna de La Repubblica. 

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15 Commenti

  1. tutti i predecessori hanno fallito non per incapacità ma per le difficoltà riscontrate ….il problema di fondo è la incapacità di chi governa il calcio in Italia a saper gestire il prodotto al livello internazionale dando poca visibilità e tanti problemi di natura sociale …i grandi brand si tengono alla larga !

  2. La questione è che la Roma non si accontenta di uno sponsor di secondo piano, o di 2-3 sponsoretti per raggranellare soldi.
    Vuole uno sponsor internazionale.
    Ha lavorato per avere Etihad sulle maglie e sul nuovo stadio, ma per chiudere quella trattativa lo stadio deve essere sicuro e la roma deve iniziare ad avere più statura internazionale.

    Poi magari non sarà Etihad ma la logica è quella

  3. Ricordiamoci che lo sponsor buono vuole visibilità internazionale, non si può avere botte piena e moglie ubriaca,perché si sente in giro molliamo la qualificazione agli ottavi e la Roma si concentrasse più nel campionato!!

  4. il grande sponsor non si accontenta di essere visibile solo in italia, soprattutto perchè all’estero il calcio italiano non è tanto guardato. il grande sponsor vuole giustamente visibilità ai massimi termini.

  5. I problemi x me sono che un grande sponsor vuole visibilità internazionale , cosa che la Roma sta riuscendo adesso piano piano a cercare di farlo (e non è facile) e poi che la Roma vuole un marchio di prima fascia giustamente, ma che paghi una cifra come vengono pagate tutte le squadre TOP e al momento la Roma non può averlo.da qui secondo me la difficoltà di trovare uno sponsor. Il problema sono sempre i PICCIOLI! !!!!

  6. I grandi sponsor a cui punta, giustamente, la Roma guardano i numeri non solo la passione.
    La Roma non chiede poco e chi decide di accontentarla vuole a sua volta certezze sull’investimento. Quindi quando parliamo di numeri non sono solo quelli delle classifiche nelle competizioni ma anche quelle degli abbonati, dei tifosi, dei bilanci, degli investimenti e soprattutto del marketing. E’ l’appeal del marchio A.S. ROMA che fa ingolosire gli sponsor e su questo dovrà lavorare Colette poichè ad oggi il marchio A.S. ROMA in relazione agli investimenti fatti non ha il giusto appeal. Non è cosa facile poichè ci serve gente con le OO in questo campo soprattutto se sei in un perido di rinascita. Colette avrà un bel daffare ma completato questo tassello la Roma punterà alle grandi squadre d’Europa.

    • Indubbiamente.
      Ma i numeri nel marketing li fai quando vinci e quando hai grandi campioni.
      Quando all’estero guardano una partita della Roma come noi guardiamo il Barcellona, o il Real, o il Bayern M. (per capirsi), quando hai un gioco spettacolare.

      Le cose vanno insieme.

      Roma si porta dietro il peso, positivo, del suo Nome, del nome della città, intendo.
      Perché a livello internazionale, anche se andando a vedere gli ultimi 15 anni siamo la terza squadra italiana dopo juve e inter, (considerando le prime tre posizioni in campionato) abbiamo vinto veramente poco, anzi si potrebbe dire niente.

      Questo pesa.

  7. Fondamentale è entrare con continuità in Champions.arrivano soldi giocatori e visibilità.lo sponsor non potrà non arrivare se ci sarà questa costante crescita e li bisogna scegliere il migliore e saranno altri soldi e giocatori.bisogna crescere

  8. purtroppo la vicenda del main sponsor e’ legata in parte alla certezza della costruzione dello stdio che ancora stanno riscontrando dei ritardi che sono stati alla base del fallimento della trattativa con etihad ma in ogni caso il futuro sponsor si vorra’ garantire grande visibilta’ a livello internazionale ragion per cui sara’ estremamente importante che as roma raggiunga gli ottavi di champions oltre che ovviamente a rimanere in completa solitudine in testa alla classifica…

  9. Situazione grottesca quanto allucinante…una dirigenza americana…americani = maestri di marketing e da quando sono qui la maglia della Roma è vuota…se non alzi trofei al cielo, se non fai quantomeno figure dignitose in champions nella gestione marketing come responsabile ci puoi mettere pure Padre Pio…ma rimane inappetibile per gli sponsor…poche chiacchiere

  10. Ma se perdi col bate e rischi di prendere 6 7 gol da grandi squadre, quale sponsor mondiale vorrà avere il suo nome sulle tue maglie? Al massimo un’azienda italiana ma che certo non ti da 60 milioni l’anno che prende il Barcellona da Qatar airways…

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