NOTIZIE AS ROMA – Dalle parti di Steven Nzonzi passerà Papu Gomez, che è piccolo e agile, effervescente. E la sfida si farebbe dura per il francese, centonovantasei centimetri, settantacinque chili e passo tremendamente compassato.
Di Francesco, intanto, è contento di riavere il francese a disposizione. Specie da quando non ha De Rossi, Eusebio a Nzonzi non rinuncia mai: è l’unico regista, sta solo ora imparando a farlo. Non è un fulmine, non uno scattista, nemmeno uno straripante incontrista. Lui è dove andrà il pallone, legge le azioni, le anticipa, e poi ha il fisico. Lo ha detto anche Eusebio: «Servirà la sua fisicità». Ecco.
Nzonzi ha giocato quattordici presenze consecutive da titolare. Con prestazioni alterne, non sempre brillantissime, non sempre indimenticabili. È il classico giocatore del quale non si innamora la gente ma l’allenatore (Deschamps forse un po’ meno). L’elemento, insomma, buono per i così detti intenditori. Perché, si dice, fa un lavoro oscuro. In effetti è un gestore della palla (una sessantina di passaggi a partita, l’88,8 per cento sono a buon fine). Segna pochi gol, fino a ora uno solo, a Empoli. Di assist non se ne parla proprio: zero. Vince i duelli di testa e sa dare o rallentare il ritmo. Quello che servirà alla Roma. Oggi più che mai.
(Il Messaggero, A. Angeloni)


Zozzo mena assai, oggi li devi massacrare di botte.
Non si devono avvicinare fai la Bestia inferocita e spaventa gli avversari e fai pure gol e falli piagne ai bergamaschi. ? ?
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.