Roma, ipotesi curve aperte ai bambini

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NOTIZIE AS ROMA (IL MESSAGGERO, U. TRANI) – La Roma ha presentato preannuncio di reclamo per la chiusura dei Distinti sud e oggi notificherà il ricorso d’urgenza per avere udienza già venerdì davanti alla Corte di Giustizia Federale. Ma il braccio di ferro passa da un tavolo all’altro: ieri pomeriggio, dopo mezz’ora di discussione, l’Alta Corte di giustizia sportiva presso il Coni ha rinviato a martedì la sentenza sul reclamo del club giallorosso per la chiusura delle due curve per i cori di Roma-Napoli, semifinale d’andata di Coppa Italia. Il presidente Frattini, davanti al dg Baldissoni e all’avvocato Conte, ha deciso di spostare l’udienza per consentire alla Federcalcio di controdedurre al reclamo della Roma e alla società giallorossa per fare ulteriori osservazioni sulla sentenza integrale della Corte di Giustizia Federale che insiste sulla discriminazione territoriale, sulla recidività e sul fatto che la squalifica è da scontare in campionato. La Roma ieri ha chiesto, e proseguirà martedì, almeno la sospensione (e la commutazione nella prima gara di Coppa Italia della prossima stagione), per riaprire le curve dell’Olimpico sabato 1° marzo per la partita contro l’Inter. Dentro o fuori, dunque, perché a pronunciarsi sarà la Cassazione del nostro sport.

POSSIBILI SCENARI
Se il ricorso sarà respinto, la società giallorossa sta pensando di aprire i cancelli ai bambini, come fece la Juventus nella gara interna contro l’Udinese (gli abbonati, però, possono far causa). Davanti alla Corte di Giustizia Federale, invece, i legali giallorossi si presenteranno per contestare la squalifica dei Distinti sud. Il giudice sportivo Tosel, oltre all’ennesima multa (80.000 euro), ha punito il settore definendo il coro contro i napoletani «una manifestazione denigratoria» e ricordando che il resto del pubblico non si è dissociato (sarebbe stata un’attenuante) e anzi ha applaudito. La Roma contesterà la motivazione: la denigrazione non è citata nella norma; non essendoci il Napoli in campo, è stata solo una forma protesta e non di discriminazione territoriale; l’applauso è stato di scherno (sarà allegato il filmato che conferma la tesi difensiva giallorossa). In caso di rigetto, la società giallorossa presenterà un atto integrato d’appello, da discutere martedì davanti al presidente Frattini.

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