Quella fitta rete di passaggi che non ha più un solo padrone

7
568

NOTIZIE ROMA CALCIO – Nel 4-2 del San Paolo, ci sono tante storie da raccontare. Dal ritrovato Dzeko a Under, passando per Strootman e De Rossi, non dimenticando l’eccezionalità – divenuta ormai normalità – di Alisson. Ma c’è anche quella di un tecnico, Di Francesco, che dall’inizio della stagione professa un calcio in verticale (e qualcosa l’altra sera si è visto…) ma che poi, chissà quante volte si sarà gustato il replay del primo gol di Dzeko, quello del sorpasso (2-1). Tutta la squadra tocca il pallone, da Manolas, passando per Alisson, arrivando al centravanti bosniaco, con il Napoli in balìa dei giallorossi. Roba da stropicciarsi gli occhi. Diciotto i tocchi, 16 i passaggi, inframezzati dal tackle tra Perotti e Albiol che però fa tornare immediatamente il pallone nei piedi dei calciatori della Roma. Qualcosa di analogo, proprio il Napoli, lo aveva fatto vedere la domenica precedente a Cagliari, quando al terzo gol di Hamsik i tocchi erano stati 17. In molti, tra i media, l’avevano ribattezzata l’azione perfetta. Stavolta è stato il turno della Roma. Proporla davanti a coloro che da un paio di stagioni si sono contraddistinti in questa tipologia spettacolare di gioco, con il pallone strumento di un’orchestra che incurante degli avversari trova la sinfonia giusta per arrivare al gol, ha di certo fatto un certo effetto.

40 SECONDI INTERMINABILI – La magia dura una quarantina di secondi. Il via lo dà Manolas che vicino alla bandierina di destra dell’area difesa da Alisson, appoggia al portiere che subito serve Fazio. L’argentino con uno scatto elude il pressing di Callejon e poi trova Dzeko, retrocesso addirittura nella metà campo giallorossa. Il bosniaco tocca di prima per Kolarov sulla linea dell’out di sinistra e il terzino regala il pallone a Strootman. Kevin dopo un tocco glielo ridà per poi riceverlo ancora una volta. Tunnel ad Allan ed ancora Dzeko viene in soccorso dell’olandese. Sono trascorsi 25 secondi e la Roma si è intanto spostata nella trequarti azzurra. Il centravanti serve Perotti che dopo essersi allungato il pallone, riesce ad evitare Allan e pesca per l’ennesima volta Strootman. Fraseggio a breve distanza con Kolarov e l’olandese è bravo a dettare il passaggio per Perotti. Il contrasto tra l’argentino e il connazionale Albiol fa tornare il pallone nei piedi dei giallorossi. È De Rossi, che nel frattempo ha seguito l’azione, ad appropriarsene. Tre secondi e il flipper giallorosso coinvolge anche Nainggolan, Under e Florenzi. Il laterale ha il tempo di alzare la testa, vedere Dzeko in area e pennellare il cross. A quel punto tocca a Edin. Il centravanti si traveste da Pruzzo e brucia sul tempo e sullo slancio Albiol. Reina, sulla linea di porta, si limita a guardare la parabola del pallone che finisce in rete. Fluidità, poesia, bellezza e armonia, condensate in 40 secondi. Un’azione da vedere e rivedere, senza il pericolo di potersi annoiare.

(Il Messaggero, S. Carina)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteL’invincibile sconfitto dalla fragilità della vita
Articolo successivoDe Rossi, distorsione da gestire. Out col Toro, obiettivo Shakhtar

7 Commenti

  1. Anche il gol di Nainggolan, sempre al Napoli, nei primi sei mesi del ritorno di Spalletti fu così.
    Ma mentre allora dava la sensazione di una solidità di squadra nel senso descritto nell’articolo, sabato mi è sembrato abbastanza casuale.
    La Roma cerca sempre il possesso, fin troppo, ma gli avversari si sono accorti che basta aspettare, perché il possesso senza sbocchi non fa male. E poi ripartire in velocità.
    La Roma ha fatto al Napoli quello che la maggior parte delle squadre faceva alla Roma (prima dell’ultimo periodo confusionario e tremebondo).
    Quello che anche la Juve gli aveva fatto.
    Sia chiaro, senza un Dzeko ritrovato non avremmo comunque cavato un ragno dal buco.
    Abbiamo rifatto le stesse partite col Chelsea.

    Ma la capacità della squadra di essere stretta

  2. compatta, corta, è la chiave per riuscire a difendersi con un chiaro 451 e attaccare con un 4141.
    Restano molti errori in fase di palleggio, forse dovuti a nervosismo? solo così si spiega quel passaggio “all’incrocio” dei pali di Pellegrini che non ci è costato un gol per caso (quasi).

    E poi una certa fragilità difensiva sul fianco destro (io personalmente credo che in area bisognerebbe marcare a uomo) dovuta a qualche difficoltà della catena di destra leggerina florenzi-under (comunque utile in fase offensiva).

    Resta il fatto che se Dzeko gira, e Nainggolan e Strootman hanno una condizione accettabile, la Roma è una squadra rognosa per tutti.

    Sono più ottimista di quanto ero 10 giorni fa, per lo Shaktar e il terzo posto.

  3. Carina non ci dimentichiamo che Perotti è argentino e Albiol è spagnolo perciò non sono propriamente connazionali.

  4. E già più gioia o più rabbia? I 4 gol rifilato al Napoli mi fanno esultare ed incassare allo stesso modo perché se fai 4 pallini alla squadra che sta in lizza per lo scudetto vuol dire che a quel posto potevi esserci tu e perché non ci sei? È quanto mai evidente che i giocatori non diventano da forti a pippe in una serata e viceversa quindi c’è molto altro dietro, molto. Ora la domanda è come si comporterà nelle altre partite? La Roma che gioca da squadra dove ognuno fa il suo vince e fa male, la Roma che gioca alla speriamo segni qualcuno si arena. Forse prima di tutto serve un motivatore ed uno psicologo nel team. Una Roma così fa paura ma solo se lo è sempre altrimenti è come un acquazzone estivo che poi passa.

  5. Se facciamo 4 gol al Napoli a prescindere da obiettivi nostri e loro, più o meno importanti, dobbiamo solo gioire senza se e senza ma. Mi spiego in base al ragionamento che non vinciamo mai niente,che non ci dobbiamo esalrare per le singole vittorie ect.etc. allora non dobbiamo esultare mai. A me quello che mi interessa e’la prova di forza in casa di uno sbruffone che sta collezionando solo figure di melma tra coppe e campionato. Che ci sta una stampa asservita alle tre strisciate e ca*ata sotto verso i napoletani e Lotito. Segue..

  6. Con Lotito si sono curvati in avanti, quando a torto Simonetta,tare e lotirchio si lamentarono degli arbitraggi e in particolare del povero Giacomelli, mai più visto dalle parti dell’Olimpico

  7. Col Napoli poi ehhh comm giocano bello …comm so forti ..i tre tenori. .a sinfonia…pero ‘se poco poco stavamo noi primo in classifica, e dopo essere stato eliminati in tre competizioni, subivano una sconfitta in casa così pesante, ehhhb

  8. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome