NOTIZIE ROMA CALCIO – Storico cronista del mondo giallorosso e non solo, Stefano Petrucci è attualmente il coordinatore giornalistico di Tele Radio Stereo, emittente che offre 17 ore di palinsesto quotidiano dedicato soltanto alla Roma. «Le radio così come i giornali, i siti o le televisioni possono avere senza ombra di dubbio un potere mediatico superiore soprattutto in questa città. Questo è fuori di dubbio. Ma se devo entrare nello specifico ed analizzare per esempio un episodio di attualità, non credo che mercoledì sera l’Olimpico abbia riservato i fischi alla squadra perché invitati a farlo dopo aver ascoltato le radio. Non penso che al fischio finale chi era presente all’Olimpico si sia tolto le cuffiette e abbia iniziato a esprimere il proprio dissenso. Poi forse sono le stesse radio a funzionare poco in certi contesti. Anche la Roma ha creato un organo di comunicazione interno a Trigoria che evidentemente influisce ancora poco su chi ascolta, anche se sono nate magari con lo scopo preciso di indirizzare l’opinione pubblica verso un certo tipo di situazioni. La comunicazione rimane uno strumento troppo importante e utilizzarla al meglio è un compito molto più difficile di quello che si pensi. Le emittenti possono anche venire insultate se all’interno accadono dinamiche in disaccordo con il proprio pensiero, ma questo non cambia la sostanza. Influire sì, ma non stravolgere la realtà».
Non ci va leggero Max Leggeri, conduttore di un programma radiofonico su Centro Suono Sport, secondo cui le frasi di Pallotta sono «bullshit», «caz*ate». La scelta di dirlo in inglese non è casuale: «Così, mister president, il messaggio le giungerà più chiaro. Se fossimo noi ad incidere sull’esito di una stagione o sul comportamento di una squadra, dovremmo farlo anche in maniera positiva. Ahimè, questo non è accaduto. Se fosse vero, avrei dovuto indurre la squadra a vincere una decina di scudetti. Non deve venire un americano qui ad insegnare quello che i nostri avi ci hanno spiegato, la strategia della comunicazione serve solo a distrarre dal momento della squadra». Lui si definisce «uno strumento, seppur imperfetto, di misurazione dei tifosi romanisti», di certo non l’artefice di gesti e pensieri di chi va allo stadio: «I tifosi non hanno fischiato la qualificazione, ma il rendimento. È il segnale di una crescita comportamentale: non ci accontentiamo più del minimo sindacale e questo ci porterà ad avere una grande piazza come Manchester, Barcellonaà Nessuno vuole il male della Roma». Per Leggeri Pallotta «ha commesso un errore grossolano e si è fatto un clamoroso autogol. Sottolineo che a me Jim sta anche simpatico, ma gli sfugge un particolare: anche loro hanno una radio e questo certifica il suo fallimento».
Chi di esperienze radiofoniche se ne intende è sicuramente David Rossi: una carriera professionale vissuta all’interno delle emittenti private più importanti e ascoltate della capitale. Attualmente ricopre il ruolo di direttore artistico a Roma Radio, il canale ufficiale del club giallorosso arrivato al suo secondo anno di età: «Negare che le radio influiscano sugli umori dei tifosi sarebbe come negare l’evidenza. Negli ultimi anni, più o meno volontariamente, è stata creata una sorta di cultura o controcultura derivata da ciò che si ascoltava nell’etere. Poi ovviamente tutto sta nella coscienza dell’ascoltatore che attraverso i propri strumenti può scegliere e decidere. È giusto che ognuno si faccia una propria idea differenziando i programmi che vengono offerti anche 24 ore al giorno. Sono assolutamente convinto che la credibilità acquisita da uno speaker o di un giornalista che collabora all’interno di un’emittente radiofonica nasca da una scelta ben precisa del pubblico. D’altronde non potrebbe essere altrimenti. Se poi devo analizzare il momento che stiamo attraversando, probabilmente negli ultimi tempi la cosa che ho notato con maggiore frequenza è l’abitudine a situazioni paradossali vissute tra le dinamiche di Roma e della Roma. Il paradosso non può essere mai vissuto come la normalità».
(Il Tempo, A. Serafini/E. Menghi)


Grande Max Leggeri…., mai schiavo e soprattutto Uomo senza padroni…!!!! E ricordatevi,ragazzi, che chi non ha padroni,nella vita, raramente può ingannarvi..!!!! Vero David…?!?
il padrone ce l’ha anche lui e si chiama: EURO €€€€.
Ecco i produttori di letame mediatico e radiofonico:
Rete Sport – Radio Radio – Centro Suono Sport – Tele Radio Stereo –
Boicottate questo ciarpame
Ma sto Max Leggeri ma chi ……….zo è??
un circense..senza offesa per i circensi..è l’uso strumentale delle radio a fare la differenza,se io metto zizzania,dico mezza calunnia,invento battute della prefettura su pallotta,se in sostanza destabilizzo,approfittando di gente che abbocca alle provocazioni,difetto antico di questa città,già evidenziato da Flajano,ebbene,la calunnia è un venticello,che corrode..roma grande capitale di provincia,eccallà che posso creare problemi a società,tecnico,giocatori e non ultimi i suoi tifosi..
Ciarlatani, pagati…. ma sempre ciarlatani….
Stefano Guberti, Fabio Zamblera Bogdan Lobont, Adriano Leite Ribeiro, Simone Loria, Julio Baptista, Barusso, Pit e Zarineh …. ciarlatani, ancora parlate di Pallotta…
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.