Ranieri: “Roma favorita per lo scudetto. Il 4 a 3 di Genova? Non successe niente…”

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AS Roma's coach Ranieri shouts during his Italian Serie A soccer match against Chievo Verona at the Bentegodi stadium in Verona

NOTIZIE AS ROMA (Corsport) – Claudio Ranieri, attuale mister del Leicester, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport dove ha parlato della Roma e della lotta scudetto. Queste le sue parole:

Sul calcio italiano e lo scudetto:

“Il calcio italiano è in grande ripresa, stiamo tornando competitivi. Il calcio inglese è più intenso, è sempre stato così. Ci si allena diversamente: nella testa dei miei calciatori al Leicester non  esistono allenamenti, sono tutte partite. Il campionato di Serie A è bello, c’è più equilibrio rispetto al passato. La Roma è favorita perché ha mantenuto l’allenatore ed è migliorata dove doveva farlo. Il calcio inglese è il migliore che ho visto, è il più mio”.

Su Totti e De Rossi:

“Francesco è una persona stupenda. Altafini entrava un quarto d’ora e faceva gol. Totti ha una grande intelligenza e sa che dovrà gestirsi così. De Rossi è un grandissimo giocatore e se fosse andato via da Roma avrebbe vinto di più. Quella partita col Genoa da 3-0 a 3-4? Non successe niente di niente, prendemmo un gol e andammo in barca. Il gol di Pazzini? Perdemmo tanti punti, come col Livorno che poi retrocedette”.

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8 Commenti

  1. Io rimproverò a Ranieri solo una cosa,a fine 1 tempo di Roma Samp aveva lo scudetto in tasca e vista la situazione di vantaggio doveva fare la Roma il contropiede e coprirsi dietro.altro non si può oggettivamente dire nulla.ma quell’errore costo lo scudetto.

    • e che centra Ranieri….Panucci e Doni che litigano te lo sei scordato…..e poi il primo tempo l’avemo presi a pallonate e se ci dava il rigore(mani di Palombo) stavamo a parla’ de nantra cosa…

    • Alex, mi sembra di ricordare che Doni e Panucci litigarono ad Udine. Invece all’Olimpico nella incredibile partita dello scudetto buttato con la Samdoria, il litigio, altrettanto plateale, avvenne tra Vucinic e Perrotta. Mi sbaglio?

  2. stava per vincere uno scudetto vincendo un derby cambiando dopo un tempo i due signorini belli… nessuno ha mai avuto sto coraggio a Roma. E nel confronto con mourinho a parità di partite in stagione ha fatto più punti con la squadra che aveva l’Inter ….

  3. Io ho in mente una storia diversa che si adatta di più a quello che è successo. Se non ricordo male, stiamo parlando dell anno dove nel campionato italiano esisteva solo una squadra che metteva soldi, L Inter. Il quel periodo, la Roma, sotto là sensi, era commissariata praticamente. Le grandi, erano praticamente tutte fuori dai giochi per diversi motivi dovuti allo scandalo della cupola. Moratti aveva investito altre un miliardo su cui girava praticamente tutto il campionato italiano. L Inter, alla fine del girone di andata aveva vinto praticamente il campionato, il derby lo vinse in nove. Si inventarono, la Roma come antagonista e scherzando la Roma si ritrovò in un testa a testa con un finale scontato, arrivare seconda. Non ci ho mai creduto e la partita con la Sampdoria è la prova.

  4. una cosa che m’impressiona della squadra è la mentalità , molto superficiale e arrogante ,con la quale affronta le cosiddette piccole cito alcune partite che abbiamo perse con loro lecce , genoa , samp,catania (eh si ,pure questa) l’altr’anno acon il palermo in casa , se non cambiamo sta mentalità o più semplicemente maturiamo ,non vinciamo niente ,prendo esempio dal bayern , perchè una macina di gol ? Semplice gioca con la stessa concetrazione sia con le grandi che conle piccole ,non si ferma al primo gol ,, ma continua giustamente per spegnere la reazione dell’avversario (Oltre ai giocatori che ha , ) puoi avere gli stessi giocatori anche nella rOMA ,ma se la mentalità tende a restare questa vinci pure 1 a 0 (magara) ma soffri perchè l’avversario reagisci fino a quando non ti segna

  5. Ho vissuto lo stramaledetto Lecce e la stramaledetta Sampdoria. Per non parlare che ero all’olimpico la sera del Liverpool.

    Certo che ci vogliono i calli sull’anima, per essere della Roma.

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