Rissa in campo, fuori peggio

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AS ROMA NOTIZIE – Se quella di Rudiger nell’intervista a Il Tempo voleva essere una provocazione, prima Cataldi e poi Lulic ci sono cascati con tutte le scarpe. Apparentemente senza livore, il tedesco venerdì scorso ci aveva detto questo: «Non conosco la Lazio, tantomeno il loro allenatore, sicuramente saranno molto motivati, è una partita importante per entrambi. È un derby con una grande sto ria, ma non mi preoccupo e non guardo in casa della Lazio, preferisco concentrarmi sul nostro obiettivo: vincere e basta». Cataldi sabato ha risposto con un tweet («Chi ha parlato? Non ti conosciamo»), ieri in campo si è passati ai fatti. E fuori, davanti alle telecamere, è successo di peggio. Dopo il primo gol della Roma, l’esultanza dei giallorossi si prolunga più del dovuto e i biancocelesti che si stanno scaldando davanti alla panchina si innervosiscono.

Vola qualche parola di troppo, Rudiger e il centrocampista laziale si dicono qualcosa, e mentre Cataldi protesta verso il quarto uomo Strootman gli passa davanti e lo schizza con l’acqua di una bottiglietta. Il laziale lo prende per il colletto, l’olandese va giù simulando un contatto più duro e parte la mega rissa. Keita si appiccica con Baldini, collaboratore di Spalletti, nel parapiglia ci sono un po’ tutti, anche Iturbe, Totti e Biglia. Strootman se la cava con l’ammonizione, Cataldi viene espulso. Finitala partita, gli animi sono ancora caldissimi. Troppo. E parte la «bomba» di Lulic in risposta a Rudiger: «Anni fa a Stoccarda vendeva cinture e calzini – dice del difensore romanista ai microfoni di Mediaset – e ora fa il fenomeno. La colpa non è sua, ma di chi gli sta intorno e lo ha fatto diventare un ragazzo maleducato. Lasciamo stare queste provocazioni, che capiteranno anche in futuro». Parole pesantissime, di chiara matrice razzista, sulle quali interverrà probabilmente la Procura federale con deferimento e successiva sanzione: si va dalla multa fino a una squalifica.

La bordata di Lulic fa subito tanto rumore e lui stesso si ripresenta in zona mista per spiegare che «ho detto quello che penso, tutto qua. Non voglio più parlarne, forse a caldo si dicono cose che non andrebbero dette. Chiedere scusa a Rudiger? Lasciamo stare. Razzismo? Anche i bianchi vendono i calzini». Se voleva metterci una pezza, non è andata benissimo. E allora deve intervenire la Lazio, per bocca del responsabile della comunicazione Arturo Diaconale: «La società si duole e chiede scusa. Sono espressioni a caldo di un derby perso. La frase di Lulic è una polemica andata oltre le righe, iniziata dal giocatore della Roma. Noi la vogliamo chiudere qui con le nostre scuse e quelle del calciatore. Non possiamo pretendere che i giocatori siano dei santi politicamente parlando». E nelle spiegazioni a microfoni spenti, i dirigenti laziali fanno notare che pronunciando parole del genere Trump ha vinto le elezioni in America. Bah. La Roma e Rudiger hanno preferito tacere. La posizione della società è sintetizzata da Spalletti: «Le frasi di Lulic si commentano da sole. Quando uno le legge è un problema di chi le pronuncia, chi dice certe cose descrive se stesso. Spero non le abbia fatte queste dichiarazioni, altrimenti si vanno ad alimentare certi discorsi». Vedi la «guerra etnica» invocata alla vigilia. De Rossi ha invece provato a smorzare i toni: «La sconfitta ti porta a dire qualcosa sopra le righe come nel caso di Lulic o a fare qualche parapiglia come successo a Cataldi che è un bravissimo ragazzo. Abbiamo sentito parlare di guerre, il tifo divide le famiglie, le classi a scuola, i bar. Non può essere una guerra. Spero che anche quello che viene detto dopo sia valutato per quanto vale, magari parte il colpo e poi ci si pente all’uscita». Resta il fatto che il peggio del derby, stavolta, l’ hanno regalato alcuni giocatori e non certo i tifosi.

(Il Tempo, A. Austini)

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5 Commenti

  1. Si ma io in tutto ciò,non capisco dove sta la provocazione di Rudinger ? Uno che due anni fa giocava in Germania,come fa a conoscere una squadra insignificante come la Lazio e un allenatore anonimo,con un passato da modesto calciatore come Indaghi ?

  2. Questi qui sono de megalomani e siccome conoscono la peggiore feccia,bulgara e inglese,allora pensano che la Lazio sia una squadra conosciuta ai più.
    Ma di chi festeggia ogni anno,uno scudetto di quaranta anni fa e ancora gode,per una miserabile coppetta Italia vinta contro di noi,stando al quattrocentesimo derby perso consecutivamente,che ti vuoi aspettare,se non la distorsione della realtà.

  3. Lulic in uno stato che combatte il razzismo sta fermo 10 giornate ma in Italia nazione dove il razzismo c’è ma si fa di tutto x nasconderlo voglio vedere come va a finire…ma vedrete più passa il tempo è piano piano cominceranno a dire ma del resto che ha detto….. TRISTEZZA INFINITA

  4. I soliti complessati repressi. Loro non saranno mai ROMA! ROMA SIAMO NOI! Sono anche da capire e comprendere gente che vivra’ sempre nell’ombra dell’AS ROMA 1927. Gente da panchina!

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