Roma, i dubbi di Spalletti

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AS ROMA NEWS – L’argomento continua a suscitare interesse, ma nella sostanza le posizioni non sono cambiate. Nonostante il «botta e risposta» andato in scena nelle ultime ore tra James Pallotta e Luciano Spalletti, le condizioni sul futuro del tecnico giallorosso rimarranno tali. Il prolungamento contrattuale proposto dalla società è pronto soltanto per essere firmato, anche se una risposta definitiva dalla contro parte difficilmente arriverà prima del termine della stagione. Troppi elementi separano ancora Spalletti dall’idea di poter dare un seguito alla sua seconda esperienza in giallorosso, tanti come i dubbi che l’allenatore toscano non ha mai cercato di nascondere (anche pubblicamente) negli ultimi mesi.

L’idea di proteggere e mantenere l’equilibro creato all’interno dello spogliatoio è stato poi superato dall’avvento del periodo nero, 3 sconfitte consecutive in grado di minare gli obiettivi stagionali e di scoperchiare alcune delle situazioni poco digerite dal tecnico durante il percorso. Finché non verrà scritto l’ultimo capitolo però, nessuno all’interno di Trigoria è orientato verso un ammorbidimento nella lotta che costringerà la Roma a provare la doppia rimonta tra Europa League e Coppa Italia e a certificare il prima possibile il raggiungimento del secondo posto. A prescindere dalle decisioni future infatti, Spalletti non ha mai mostrato alcun segno di cedimento, convinto che si possa raggiungere ancora il massimo della posta attraverso il lavoro quotidiano necessario a migliorare ogni minimo dettaglio.

Non sono passati inosservati i toni accesi andati in scena domenica sera al Barbera dopo il fischio finale, quando il tecnico si è intrattenuto per qualche minuto coni dirigenti nella consueta analisi tecnico-tattica della gara. Episodio che dimostra quanto attaccamento e fiducia ci sia ancora nell’ossessione di non abbandonare quanto costruito finora. Argomenti non collegabili all’intenzione o meno di separarsi a fine stagione, perché per spostare ulteriormente in avanti l’asticella della competitività serviranno precise garanzie da parte della società. A prescindere dalla possibilità di riuscire ad alzare un trofeo prima dell’estate. La formula del, “Rimango soltanto se vinco“, dovrà quindi essere supportata dalle garanzie messe sul piatto da Pallotta, sicuramente diverse da quelle che hanno accompagnato l’ultima sessione di mercato, dove Spalletti si aspettava senza dubbio uno sforzo in più. Un passo in grado forse di lasciar cadere in secondo piano altri malesseri: dalle risposte di un ambiente ancora non in grado di riuscire a fornire un supporto alla squadra fino alla gestione del finale di carriera di Francesco Totti, uno degli argomenti che il presidente giallorosso potrebbe affrontare nell’imminente viaggio nella capitale. Dopo il solito salto a Londra, Pallotta atterrerà giovedì a Ciampino per non perdersi la decisiva sfida europea con il Lione. In attesa dei francesi, arrivano buone notizie dal campo: gli esami hanno escluso lesioni muscolari per Perotti, prossimo ad un recupero lampo che gli permetterà di guadagnarsi un posto tra i convocati.

(Il Tempo, A. Serafini)

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4 Commenti

  1. Fino a giovedì notte concentriamo tutte le energie sulla partita con il Lione. Imperativo è passare il turno (e ci sarà qualche elemento in più per valutare il tutto). Forza Roma!

  2. La cosa che molti non hanno capito e che non è Pallotta che vuole cacciare Spalletti bensi il contrario. Spalletti è un allenatore preparato e navigato. Nel suo recente racconto dell esperienza allo Zenit ha fatto capire con chi era abituato a lavorare. Per chi no lo sapesse si parla di personaggi molto ma molto più importanti di Pallotta, i suoi datori di lavoro per intenderci. Spalletti ha accettato l As Roma per rilanciarsi con il calcio che conta e ci è riuscito. Il suo lavoro con una squadra per certi versi limitata nell organico e fatta a costo zero è sicuramente apprezzato. Oggi il problema per Spalletti non è nell ingaggio ma nella possibilità di avere una squadra che gli faccia fare il salto altrimenti toglie il disturbo. La palla torna a Pallotta.

    • La Roma ha il secondo monte ingaggi della serie A ed è seconda (più o meno dove era negli anni precedenti) e corre il rischio di uscire nelle coppe con squadre nettamente inferiori…
      Spalletti sta facendo un discreto lavoro ma non sta facendo miracoli… Poi se ribaltiamo la situazione nelle coppe il discorso cambia…
      Speriamo in uno scatto di orgoglio della squadra…
      Forza Roma.

  3. Il mercato dipende dai risultati.
    Se arriviamo secondi è un conto.
    Se arriviamo terzi un altro.
    Se arriviamo quarti ancora un altro.
    Per cui parlare di mercato oggi è ASSURDO.

    Secondo me il discorso di Spalletti è molto logico:
    se vinco, nel senso di raggiungere risultati che permettano un budget di un certo tipo,
    resto.
    Altrimenti, se bisogna ripartire da zero, non sono bravo in quello, non sono io
    quel tipo di allenatore, ed è meglio salutarsi.

    Nessun dramma, nessun mistero, nessun tradimento, nessun isterismo.

    Quindi, speriamo di vincere più partite possibile e alla fine faremo i conti.
    Con Spalletti o senza Spalletti, ad Agosto il campionato ricomincia….

    FORZA ROMA.

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