Roma, il futuro di Spalletti è un rebus: contro Lione e Lazio si gioca tutto

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AS ROMA NEWS – Nove sconfitte totali in un anno, quattro in tre settimane: basta questo dato a spiegare il momento della Roma di Luciano Spalletti. Un allenatore, ormai, sempre più in dubbio. D’altronde, sulla graticola ci si è messo lui stesso: “Se non vinco vado via”, e poi: “A Roma è imperativo vincere, se non ci riesco vado a casa. E ci vado pure se Totti non rinnova”. Già, il capitano, un’altra spina nel fianco del presidente Pallotta – in arrivo – e soprattutto del tecnico: rinnova? Smette? E in caso che ruolo avrà? Lui, Francesco, non dice una parola, si allena, non gioca quasi mai (nelle tre sconfitte in 8 giorni appena 4′ contro la Lazio) e si lascia sfuggire un malinconico: “La Roma manca a tutti”, in risposta a un cronista che, dopo essersi trasferito a Lione, gli parlava del suo stato d’animo. Almeno, stavolta, la sua presenza in campo non può essere un alibi per la Roma.

FIDUCIA — A Trigoria pensano che, alla fine, Spalletti rinnoverà: “Confidiamo di poter continuare insieme”, ha detto l’a.d. Gandini ieri sera prima della partita contro il Lione. Ma sarà davvero così? Il tecnico è rimasto deluso dal mercato di gennaio, al di là delle dichiarazioni ufficiali, visto che è arrivato il solo Grenier, che non può giocare in Europa League e in campionato è stato preso in considerazione solo nel recupero contro la Fiorentina, e, al di là del balletto sulle vittorie, per restare vuole garanzie sulla competitività della squadra.

DEADLINE — A questo punto, la partita di giovedì prossimo contro il Lione e il ritorno di Coppa Italia contro la Lazio (4 o 5 aprile) diventano decisive per capire il futuro: suo, della Roma e anche di alcuni calciatori. Totti, come detto, ma anche Manolas, Strootman – contratto in scadenza tra un anno – e pure Nainggolan, che tira la carretta da agosto e non ha ancora ricevuto l’adeguamento promesso. Anche queste sono spine nel rapporto tra Spalletti e la Roma, visto che il tecnico ha ribadito ossessivamente che “i giocatori forti vanno tenuti e ce ne vogliono sempre di più”.

NELLO SPOGLIATOIO — Quel che è certo è che anche la squadra è rimasta spiazzata da queste tre sconfitte e all’interno dello spogliatoio c’è dibattito: si passa dal “possiamo ancora vincere qualcosa”, al “ogni anno sembra sempre la stessa storia”, fino all’ammissione di Emerson Palmieri: “Non sappiamo neanche noi cosa succede”. Chissà se lo sa Pallotta, atteso a Roma tra qualche giorno: la sensazione è che il confronto tra il presidente e il tecnico sarà decisivo per il futuro, senza bisogno di aspettare il derby di ritorno di Coppa Italia. Anche perché, come succede spesso in questi casi, il gruppo degli scontenti aumenta: Mario Rui, preso per il fare il titolare e a disposizione da dicembre ma quasi mai considerato, Perotti ed El Shaarawy, non più titolari, Paredes, che vorrebbe giocare di più soprattutto nei big match, e persino Gerson, emblema del mercato della Roma: pagato poco meno di 19 milioni, dopo la partita contro la Juve e la maglia da titolare a sorpresa da tre mesi non vede il campo. E contro il Lione era, ancora una volta, in tribuna.

(Gazzetta dello Sport, C. Zucchelli)

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