NOTIZIE AS ROMA (Gasport) – La Roma bella e spimeggiante dello scorso anno è sparita. E’ sparito un sistema di gioco, con calciatori vestiti di giallorosso che vagano per il campo senza sapere cosa fare. Sotto accusa, scrive oggi la Gazzetta dello Sport, non c’è un singolo atleta. Anche se Totti è un fantasma, Iturbe non riesce a compiere l’ultimo salto di qualità e Gervinho in questo momento è più fumo che arrosto. Il problema è che la Roma non riesce più a sviluppare un’idea di gioco. L’attacco con il falso nove funziona se la palla viaggia a cento all’ora e se tutti lavorano a questo progetto. Invece i giallorossi iniziano e finiscono la gara sempre alla stessa velocità. Senza i necessari cambi di ritmo e senza i movimenti giusti. Un esempio? Nessuno si sacrifica per aprire spazi per i compagni. Così facendo è troppo facile per gli avversari accorciare e tagliare i rifornimenti. Garcia ha provato a cambiare modulo per animare la sua creatura. È partito con il 4-3-3, è passato al 15’ del secondo tempo al 4-2-3-1 (con Keita e Nainggolan a proteggere i nuovi entrati Ljajic e Verde oltre a Gervinho e Iturbe) ma è stato costretto a togliere una punta (Iturbe per Pjanic) e a tornare al 4-3-3 perché il Chievo aveva cominciato a far male in contropiede. Confusione, solo tanta confusione. Lo scudetto ormai è andato, ma la Roma se vuole salvare la stagione (secondo posto ed Europa League) deve ritrovare velocemente la sua identità.
Roma, il gioco è sparito
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