Roma, il primato figlio della rivoluzione: “Ora temiamo solo noi stessi”

8
534

pallotta-sabatini-baldissoni

AS ROMA NEWS (Repubblica.it, M. Pinci) – In vetta da sola 700 giorni dopo l’ultima volta. La Roma è di nuovo davanti a tutti, al comando senza fastidiosi coinquilini a due anni (quasi) esatti di distanza. Ma se l’ultima volta era un passo d’addio al vertice, stavolta Garcia è lanciatodopo una falsa partenza: quattro vittorie di fila in campionato e 2 successi nei 2 scontri diretti di questo primo scorcio, contro Juve e Fiorentina. Il club ora ci crede davvero: “Temiamo solo noi stessi“.

UNA SQUADRA TIPO E GLI SCONTENTI CEDUTI – Quando il gioco si fa duro, la Roma non sbaglia. Contro la Fiorentina al Franchi non aveva ancora segnato nessuno in campionato, alla Roma è bastata mezz’ora per farne due e assicurarsi la partita. Grazie a una straordinaria forza di gruppo: a Firenze tutti, anche Salah e Gervinho, si sono sfiancati in copertura, decidendo la partita sotto porta ma anche cancellandoBernardeschi e Blaszczykowski. Un’umiltà figlia del gruppo, nato grazie a cessioni“strategiche”: chi come Ljajic e Ibarbo non accettava serenamente la panchina ha salutato, liberando lo spogliatoio del peso di qualche muso lungo. Idem chi soffriva le pressioni ambientali come Doumbia o Destro. Si è ricostruito un clima di fiduciaalimentato dal carisma di Dzeko, ma anche di campioni ritrovati come Castan eMaicon. In più, Garcia ha restituito certezze puntando su una squadra fissa o quasi per dieci undicesimi: Szczesny, Manolas, Digne, Florenzi, De Rossi, Pjanic, Nainggolan, Gervinho, Salah e ora di nuovo Dzeko. Da loro non si prescinde.

ADDIO POSSESSO, ARRIVANO I GOL – Insomma, una mezza rivoluzione rispetto allo scorso anno quando ogni gara rappresentava una rivoluzione. Ora la rivoluzione è disistema: la Roma ha l’umiltà di contrastare le qualità dell’avversario, di rinunciare al possesso palla sterile che invece ne aveva condizionato l’ultimo anno: contro i viola ha lasciato il 72% della manovra a Sousa per sfruttare al contrario le ripartenze di Salah e Gervinho, che ora viaggiano alla media di un gol ogni 140 minuti, meglio di tanti centravanti. Ma con 12 marcatori diversi, è tutto l’attacco a far paura: 22 gol in 9 gare, uno ogni 37 minuti. Continuasse così, a fine campionato sarebbero 93 realizzazioni, un record o quasi per il club. Resta però qualche incertezza difensiva: la gara di Frosinone è ancora l’unica delle 12 giocate in cui i giallorossi non hanno subito reti, la difesa è solo l’ottava del campionato e ha incassato gli stessi gol di Udinese, Genoa e Frosinone.

BALDISSONI: “TEMIAMO SOLO NOI STESSI” – Ora la fiducia permea l’ambiente romanista, che solo 72 ore fa continuava a interrogarsi sui perché della rimonta diLeverkusen. “Temiamo solo noi stessi“, annuncia il dg Mauro Baldissoni a Radio Uno. “La Roma è attrezzata per vincere e quindi non ci nascondiamo – ammette – ma la differenza con la vittoria è molto ampia. Serve consapevolezza e fiducia, cose che si trovano vincendo partita per partita, cercando di mantenere un livello da protagonisti“. Ma anche lui sa che la Roma non corre da sola: “Credo che ci siano più squadre attrezzate per vincere, la Roma lo è, ma anche il Napoli, come la Juventus, l’Inter o la Fiorentina“. Baldissoni non nega qualche ruggine in passato con Garcia, né che il francese sia anche stato in discussione: “Lo siamo tutti quando facciamo questo lavoro, ma non è vero che il legame fosse agli sgoccioli: abbiamo un rapporto franco e diretto, alcune dichiarazioni di fine stagione non sono state fortunate ma glielo abbiamo detto in maniera chiara. E non scordiamo che Garcia ha fatto il record di punti, portando la Roma due volte al secondo posto. Ora ci aspettiamo di migliorare“. Ossia, di vincere. La sfida è stata lanciata.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteColantuono: “Contro la Roma gara di grande sofferenza”
Articolo successivoGiudice sportivo: un turno di squalifica per Salah e De Rossi

8 Commenti

  1. Non è vero che dobbiamo temere noi stessi anche perché ci sono gli avversari dall’altra parte del campo,siano essi più forti che meno..certo non bisogna avere paura ma rispetto per ogni singola squadra che si incontra!
    Ieri abbiamo vinto contro la Fiorentina ma non dimentichiamo che siamo ancora carenti in difesa e non stancherò mai di dirlo e di ripeterlo questo! Non è che deve difendere ogni volta dzeko o i due laterali alti e come chiedere al portiere di segnare..quindi baldissoni non cercare di distrarci sul vero problema che sono i difensori,uno centrale e l’esterno. Più precisamente Benatia e l’altro lo lascio scegliere alla società!

    • Nel calcio, da una trentina di anni più o meno, la difesa non è più un problema di difensori, ma di squadra.
      Se giochi a 3 dietro, e davanti non hai un signor centrocampo, puoi avere anche dei fluoriclasse: i gol li prendi come se piovesse.

      Se le squadre restano lunghe perché centrocampisti e attaccanti non rientrano, contro una squadra che fa pressing alto in massa, anche una difesa di campioni va in bambola, presa di infilata e messa in mezzo.

      Il problema è tenere la squadra compatta e intepretare la partita secondo chi hai di fronte.

      Dopodichè anche giocatori “scarsi” sembrano diventare campioni.
      Così come i campioni sembrano pippe, al contrario.

      Al calcio si gioca in 11 si dice. Ma è quando gli 11 pensano come uno solo, che c’è una squadra.

  2. Vergognose le parole del tecnico viola a fine partita dicendo che il Napoli l’ha messo in difficoltà più della Roma eppure se pianjic e dzeko azzeccano la giocata finisce 0-4 prima dell’inutile gol al 94 in nostra inferiorità numerica tra le vostre mura invece a Napoli se non regalavano il gol del 2-1 nel finale finiva con un giusto x che avrebbe fatto anche più comodo a noi…..invidia?sousa non vale nemmeno risponderti

    • è come quel pugile che rialzandosi dal ko dice si però l’altra volta mi hanno menato di più…
      🙂 🙂

      caro sousa, ti hanno menato il giusto. quello che serviva. mica è colpa della roma se dopo 4 minuti stavi già a rincorrere.

  3. Attenzione: dire che temiamo solo noi stessi non significa snobbare l’avversario, ma significa affrontare le sfide nel modo giusto. La roma ha sempre avuto il problema di voler “dare una lezione” all’avversario per il campionato, negli ultimi 15 anni juve e inter. Beh vedere gli avversari come qualcosa da distruggere ci ha sempre fatto affrontare le sfide in modo sbagliato (vedi finale di coppa Italia roma-inter del 2010), con eccessiva foga cadevano nei tranelli degli avversari sempre più lucidi. La roma di pallotta e garcia ha fatto questo passo avanti. L’unico avversario da distruggere sono le tue paure. Solo così puoi vincere a Firenze, li dove non aveva ancora segnato nessuno in campionato, con una squadra che é ancora un cantiere aperto. Nelle sfide con le grandi per ora non ci sono tremati i polsi. Però bisogna migliorare l’approccio contro le piccole, quelle che non hanno assilla di classifica e giocano solo per non farti vincere. La juve ha vinto campionati anche perché questa mentalità, ahimè, gli appartiene

  4. La novità di questo anno è la sparizione, di quel possesso palla
    stucchevole fine a se stesso e per me questo è solo che un bene.

  5. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome