Roma-Real, parola alla difesa

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BARCELONA, SPAIN - NOVEMBER 24: AS Roma player Konstantinos Manolas in action during the UEFA Champions League Group E match between FC Barcelona and AS Roma at Camp Nou on November 24, 2015 in Barcelona, Spain. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

NOTIZIE AS ROMA – Il Real ha sempre il gol facile, trend confermato anche sabato a Madrid contro l’Athletic Bilbao (4 a 2). Solo nella Liga 70 reti in 24 gare, da aggiungere alle 19 nelle 6 di Champions. Meglio ricordarlo alla Roma, anche per evitare nuove imbarcate in Europa che hanno spesso inciso sul rendimento in campionato. Spalletti, a prescindere dall’avversario galattico che si presenterà mercoledì all’Olimpico, ha però riservato gran parte del suo lavoro, da quando è tornato a Trigoria, proprio all’addestramento della difesa. Che, guardando i numeri, ha mostrato di essere vulnerabile. In 32 partite stagionali, i giallorossi hanno già incassato 43 gol, chiudendo solo 6 match senza prenderne, tanto da avere il peggior reparto sia delle prime 5 in classifica (27 gol subiti) che delle 16 qualificate agli ottavi (16 reti: solo il Malmoe, nella prima fase, è andato peggio con 21).

TERZINI FONDAMENTALI – Anche Zidane, pensando alla sua difesa, non sta tranquillo. Assenze e gaffe rendono il reparto fragile e insicuro. L’ultima partita del Real è stata analizzata ieri mattina al Bernardini: videolezione di Lucio alla squadra per avvicinarsi con più conoscenze tecnico-tattiche alla sfida di Champions. L’equilibrio è il primo step del nuovo corso. Spalletti, dal dicembre del 2005, scelse il 4-2-3-1 per la Roma, il sistema di gioco che ancora non riesce a replicare, almeno come piace a lui, in questa sua seconda avventura sulla panchina giallorossa. E’ vero che con quel modulo non riuscì in passato a fermare Cristiano Ronaldo vestito di rosso Manchester. Ma, alla lunga, funzionò. Spesso, in Champions, passò al 4-1-4-1 , assetto che gli ha permesso di vincere venerdì a Modena contro il Carpi, proprio abbandonando dopo il primo tempo il 4-2-3-1. In Europa, come la maggior parte dei colleghi, Lucio non ha mai rinunciato alla linea a 4. Ma, nella sua precedente esperienza in giallorosso, ha sempre avuto più terzini: Cassetti e Panucci, per entrambe le fasce, Tonetto, Cicinho e all’occorrenza Chivu. Adesso, in alcune delle sue prime 6 gare, è passato alla difesa a 3 solo perché la Roma attuale, tra giocatori infortunati e logori, spesso non ne ha abbastanza per andare sul sicuro. Non a caso sta provando Ruediger a destra nella linea che prevede Digne a sinistra. Mercoledì, anche in questo senso, il recupero di De Rossi è fondamentale. Se c’è lui, entrambe le opzioni (linea a 3 o a 4) sono facilmente gestibili. Con la difesa a 4, potrebbe essere pure il playmaker (in ballottaggio con Keita) del 4-1-4-1.

NON SOLO CR7 – Cristiano Ronaldo, in questa stagione, ha già firmato 32 reti, 21 nella Liga e 11 nella prima fase di Champions. Quando, però, Spalletti se lo trovò di fronte era ancora allo United con Ferguson. Lucio, da tecnico giallorosso, incrociò 6 volte il Manchester e 4 il portoghese che segnò 2 reti nel 7 a 1 del 10 aprile 2007 all’Old Trafford e 1 gol anche il 1° aprile del 2008 all’Olimpico, con i giallorossi eliminati in entrambi i casi ai quarti. I riferimenti con quelle gare sono però poco indicativi per preparare il match di mercoledì. Ronaldo nello United, partiva sempre da esterno offensivo nel 4-4-2. Oggi è più attaccante, anche se poi sulla fascia ci va finire sempre e comunque per cercare spazio. Zidane, al momento, sta utilizzando il 4-3-3 con CR7 a sinistra nel tridente. Spalletti potrebbe decidere di mettersi a specchio con il 4-1-4-1. E magari con Ruediger ad aspettare il portoghese.

(Il Messaggero, U. Trani)

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3 Commenti

  1. La Roma con la testa può diventare avversaria scomoda e pericolosa per il Real perchè ad oggi oltre alla forma e alle assenze, che stanno però in fase di recupero, la cosa che più ha pesato è stato lo stato mentale, una Roma ormai persa che giocava con la paura.Luciano sta cercando di fare il possibile ma il lavoro non è poco; per contro c’è nuova consapevolezza e fiducia più gli innesti di gennaio uniti ad un qualcosa che assomiglia ad un gioco. E’ vero noi non abbiamo Ronaldo e tanti altri ma abbiamo comunque elementi di tutto rispetto che hanno dimostarto che se c’è la scintilla che si accende sanno far male e anche tanto. Il Real dovrà fare la partita molto più della Roma e questo può essere un vantaggio, è un’impresa ma adesso ce la giochiamo! Senza paura perchè l’Olimpico sarà pieno!

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