Roma-Sampdoria, vietato esprimere solidarietà per il centro Italia

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NOTIZIE AS ROMA – “Ci dispiace, questo non può entrare. Non è ignifugo”. È quello che si sono sentiti rispondere alcuni tifosi della Sampdoria che ieri sera, in occasione della gara di Coppa Italia disputata allo stadio Olimpico dai blucerchiati contro la Roma, avevano portato con loro uno striscione per mostrare solidarietà nei confronti delle popolazioni del Centro Italia, colpite in queste ore dalla micidiale combinazione terremoto-neve che ha prodotto ulteriori morti e dispersi oltre a un’ingente quantità di sfollati e persone senza i più basilari servizi.

Fratelli del Centro Italia non mollate” recitava lo striscione a cui il servizio d’ordine dell’Olimpico ha impedito l’accesso. Laddove le arcinote barriere dell’impianto capitolino non sono arrivate, ci ha pensato la burocrazia e la sua ottusa applicazione a calpestare ancora una volta la libertà d’espressione e la dignità di tutta quella gente coinvolta nel cataclisma che, evidentemente, non ha diritto neanche a un pensiero solidale se non espressamente autorizzato. Del resto chi è solito frequentare il mondo degli stadi assiste da anni a scene di questo genere in nome di un proibizionismo mai veramente giustificato e giustificabile, se non da balzelli e regolamenti che dal 2007 hanno trasformato le gradinate in vere e proprie carceri. Un modus operandi che non guarda in faccia nessuno e che in queste occasioni sembra quasi tracimare nella becera provocazione, legata a un buon senso sempre meno presente nei modi di chi è chiamato a gestire l’ordine pubblico a margine di eventi sportivi.

Un solco profondo tra cittadini e istituzioni che sembra farsi sempre più palese. Viene da chiedersi: tutto ciò cosa c’entra con la lotta alla violenza negli stadi? Mentre intere famiglie non hanno più un tetto sopra la testa, mentre uomini e donne che hanno costruito la propria casa, allevato le proprie bestie e cresciuto i propri raccolti, di colpo non hanno più nulla. Mentre la neve fa crollare tetti, le strade si allagano, i torrenti straripano e i fiumi ruggiscono ai bordi delle case. Mentre l’Italia Centrale sembra implodere su se stessa, addosso alla gente che per millenni ne ha sorretto l’esistenza e ha resistito a tutte le sue intemperie (e resisterà anche a quest’altro potentissimo attacco). Ecco, mentre accade tutto questo e un senso di rispetto e rabbia dovrebbe pervadere le nostre anime, c’è chi pensa a vietare uno striscione in grado di riportare un sorriso, seppure per trenta secondi, su volti sconvolti, segnati da questi mesi di infamie e sciagure.

Risulta persino difficile esulare il discorso dalla facile demagogia. Perché se questo vuol dire parlare di cose scontate e semplicistiche, allora sì, meglio essere un grande demagogo. Meglio credere che ci siano delle domande talmente scontate da avere risposte altrettanto facili ma alle quali nessuno vuol rispondere. Viene da chiedersi, per esempio, come in questo preciso momento storico si possa avere la forza di voler istituzionalizzare il sentimento della solidarietà con la scusa della sicurezza? Per di più in luoghi iper controllati come gli stadi del 2017.

Quelli dotati di telecamere, tornelli, prefiltraggi, doppi e anche tripli controlli, biglietti nominali. Eppure, forse proprio perché parliamo di “lager sperimentali” non dovremmo sorprenderci se a un centinaio di chilometri da Roma ci sono poliziotti, carabinieri, Vigili del Fuoco e Finanzieri impegnati a salvare vite mentre all’Olimpico c’è chi utilizza il proprio illimitato potere per divertirsi a requisire o vietare innocui striscioni di carta. Sì, non ignifuga. Ma conta davvero questo? Veramente per una volta non si poteva chiudere un occhio e capire l’importanza del gesto?

Era successo un qualcosa di simile lo scorso dicembre, quando alcuni supporter romanisti appesero in Piazza Mancini (a un chilometro circa dallo stadio Olimpico) un messaggio in ricordo di un loro compagno morto, salvo vederselo strappare dagli agenti poco dopo. E come dimenticare le multe arrivate ai tifosi laziali dopo aver esposto, senza autorizzazione, uno striscione per ricordare Gabriele Sandri, il ragazzo ucciso nel 2007 all’autogrill di Badia al Pino, sull’Autostrada del Sole, da un colpo sparato per mano dell’agente Luigi Spaccarotella dall’altra parte della carreggiata?

Una sequela di episodi che rientra perfettamente nel clima repressivo e di terrore che ormai da oltre un anno e mezzo accompagna ogni partita giocata da Roma e Lazio. La criminalizzazione di ogni minimo comportamento e la durezza con cui si cerca in tutti i modi di estirpare qualsiasi fenomeno socialmente rumoroso o in grado di avere un minimo compito all’interno della comunità sembrano essere i primi obiettivi. Intanto almeno un profondo turbamento interiore dovrebbe prendere possesso di chi avalla e foraggia determinate decisioni. In italiano si chiama “vergogna”. Qualcuno ieri sera la dovrebbe aver provata. E non certo quei ragazzi giunti all’Olimpico con le più nobili intenzioni.

IOGIOCOPULITO.ILFATTOQUOTIDIANO.IT (S. MELONI)

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31 Commenti

  1. Ma che vergogna! Ridicoli
    Ovviamente poi
    se questo capita allo Juventus stadium, non vale …
    se in campo ci sono allenatori (e allenatori) che mandano ripetutamente a quel paese l’arbitro, non vale (per gli altri si) …
    se ci sono calciatori professionisti che offendono un loro collega solo perché è di colore, non vale …
    ma che bella l’Italia delle ingiustizie e degli impuniti …

  2. Purtroppo l italia dei magnoni pensa a salvare le banche, trovando 20 milioni in una notte.. quelle banche che ci stanno portando alla rovina per i propri interessi di potere! Vedi banca d italia che per chi non lo sappia è gestita da privati.. e che poi ritiene pericoloso uno striscione solidale scritto da persone che hanno un pò di amor proprio, rivolto per altro a persone che stanno subendo ció che non é umanamente sostenibile! Le quali sono state abbandonate proprio da quella burocrazia che non ha tempo per loro ma lo ha per vietare la solidarietá! Chissá se questa gentaglia che ci governa pensa mai hai propri figli.forza roma

    • Caro ANDREA HAI PROPRIO RAGIONE IO AI CARI POLITICI di tutti i colori
      sotto 3 metri di neve, altro che spa e centri benessere e terme…
      Burocrati che fanno solo danni!!

  3. Spero che ora chi diceva che non entrando si lasciava sola la squadra, riesca a capire il perché della protesta e che la libertà e la dignità di una persona ha un valore che va oltre il tifo. Avanti Curva Sud!

    • non vuoi entrare? sono affari tuoi.

      io a volte ci vado e a volte no.
      perché non ho soldi. perché ho di meglio da fare. perché nonvoglio prendere freddo. perché mi rompe farmi controllare da ragazzini a volte arroganti. perché non mi va di parcheggiare in culonia e rischiare pure una multa…

      affari miei.
      ma non ne faccio una questione di dignità o di scelte ALTE.

      e tu (e voi) è esattamente la stessa cosa.
      non state combattendo una battaglia per la Roma, o per i tifosi della Roma, o per il Calcio.
      ma per voi. per gli affari vostri.

      sarebbe la stessa cosa che non entrassi per solidarietà al kurdistan.

      sono scelte vostre. con il tifare la Roma non c’entrano niente.

      non dico che fanno il male della Roma. è dimostrato ormai che può fare benissimo a meno di voi.

  4. Grande ANdrea.bravo.bellissime e giuste parole le tue.complimemti.e’ uno sporco mondo alka rovescia.pilotato da beceri e sporchi affari.nessuna umanita’.sciacallaggio sulle disgtazie.di lecchini cpme VEspa.che si piombano sulla disgrazia come un becchino..ero diaguatato ieri sera.solo la roma ha riconciliato w easserenatp un po’ le noatre anime
    ..cn quello spettacolo sublime…sempre forza roma
    sempre maggiccaaa

  5. La roma è da sempre il mio mondo, Ma ad un certo punto credo ci siano delle priorità ! Non possono impedire a chi diversamente da loro usa il calcio come mezzo di comunicazione onesta e sensibile, di stare vicino a chi stà soffrendo.. no non possono.

  6. Buongiorno e sempre Forza Roma, è la mia premessa.
    Io sono assolutamente d’accordo con chi ha bloccato lo striscione, non per quello che ci stava scritto ma perché violava una regola (a mio parere sacrosanta in un luogo dove si fuma e ci sono centinaia di migliaia di persone) questa regola di non introdurre materiale infiammabile non esiste perché gli andava di aggiungere due righe (cosa che avviene) ad un regolamento ma per salvaguardare le persone che sono (paganti) all’interno dello stadio! ciò che ci stava scritto se pur apprezzabile e meritevole di lode finisce in secondo piano! ho letto questo articolo degnio di un bambino di 2 anni anzi peggio perché consapevole di ciò che sta scrivendo ed anche alcuni commenti! beh vi dovete vergogniare!………..

  7. Vi siete fatti prendere riccamente per i fondelli da uno scribacchino che dopo aver notato che la Roma ha vinto 4-0 e che il tutto si è svolto senza momenti “critici” ne dentro ne fuori lo stadio, punta il dito sulla prima str…ta per far parlare gli stolti!Come furbescamente ha scritto ma non sottolineato lo striscione è stato bloccato non per un concetto, frase,parola o idea ma perché non a norma!Vi ricordo che all’interno dello stadio ci sono bambini (innocenti ed ignari dei pericoli) che devono essere TUTELATI a discapito di qualsiasi altra cosa anche di un bel pensiero! Questo è il classico pensiero all’italiana dove le precauzioni vanno prese esclusivamente dopo le tragedie! Sai che bello se dopo una tragedia (annunciata) ci fosse stato un bel falò!Che cosa avrebbe scritto il…

  8. Il concetto di solidarietà dovrebbe davvero esulare le rigide regole.dellp stadio. Un bel pensiero rivolto a chi soffre e magari buttato giù all’ultimo minuto ed in economia. Cioè con pennello e carta. Andrea ma ti sei riletto? Bambini innocenti ed ignari? Ma ti ricordi di incendi all’olimpico? Ma poi l’insulto a chi scrive? Ma tu chisei? Na guardia, ci giurerei. Uno che difende ll’indifendibile. Che x uno stipendio va contro le logiche di umana dignità. Non hai mai trasgredito le regole? Mai parcheggiato in doppia fila? mai pagato senza avere lo scontrino? Ma per favore. Il silenzio sarebbe d’obbligo.

  9. Nome14 come sempre parli di curva senza saperne niente. Quindi a sproposito. La curva per la sua parte ultras sta conducendo una battaglia per il rispetto delle persone e della democrazia. Il tuo non capirlo non ci interessa. Se tu vai o non vai, in nord o dove ti pare, non è importante. Ma smettila di gettare fango su chi sta conducendo una battaglia civilissima e assolutamente ad adesione spontanea.

    • La tua battaglia non ha nulla a che vedere con la Roma. Avrai tutte le ragioni, sarà civile e democratica, non lo metto in dubbio. Ma riguarda una tua battaglia personale contro le autorità. Non la Roma e nemmeno la maggior parte del tifo della Roma.
      Sei tu che evidentemente non capisci. Se voi come tifo organizzato, nell accezione negativa, non esistevate, non ci sarebbero state barriere e altri rompimenti di palle.

  10. Nome14 chiariamo il concetto di base. Punirne cento per educarne uno fa un po dittatura. Ho il diritto di andare allo stadio e tifare la mia Roma. Ci sono organi preposti a controllare e a far si che si rispettino delle regole. Se si rende necessario reprimere la massa vuol dire che: o accadono fatti di straordinaria delinquenza (e non mi sembra) o chi deve fare il suo dovere non può/sa farlo. Resta il fatto che.il trattamento riservato alla tifoseria romanista non ha alcuna logica giustificazione. Diversamente la pensi, ti invito a chiarire meglio il concetto

  11. invece che rompere le palle ad uno striscione innocente andassero a colpire gli IRONICI di charlie che si permettono di giocare sui NOSTRI morti

  12. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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