NOTIZIE ROMA CALCIO – C’è turnover e turnover. Quello esagerato dei sette mancini e dei 10 volti nuovi con il Torino (costato l’eliminazione dalla Coppa Italia) e quello che fino a metà dicembre ha permesso una rotazione della rosa tale, da garantire spazio e opportunità a tutti, non alterando il corso dei risultati (dopo l’1-0 al Cagliari, la Roma era a – 4 dal Napoli e -3 dalla Juve). Non è un caso che la frenata in campionato abbia coinciso con l’impossibilità per Di Francesco di continuare a ruotare i suoi calciatori. All’inizio del torneo, tra lo scetticismo generale, Eusebio aveva varato la «regola del 5»: quale fosse l’avversario o la competizione, di gara in gara i giocatori nuovi rispetto alla partita precedente erano appunto cinque. In alcuni casi si andava anche oltre (6 con il Crotone, 8 con il Bologna) ma la linea intrapresa – che si affrontasse il Chelsea o la Spal – garantiva una squadra sempre al top della forma fisica che gli permetteva di sviluppare il suo gioco, fatto di corsa, raddoppi, sovrapposizioni e pressing alto.
CAMBI LIMITATI – Dalla gara col Sassuolo in poi, questo meccanismo s’è inceppato. Infortuni, squalifiche e mercato, hanno fatto in modo che la Roma rallentasse, non solo in campionato, ma anche nella rotazione dei calciatori. Per carità , non sarà stata l’unica causa del distacco attuale dal duo di testa ma fornisce una chiave di lettura interessante. Si è passati infatti, da una media di 5 cambi a partita ad una media di 2,2 in quelle successive (3 tra Sassuolo e Atalanta e Inter e Sampdoria, due rispetto ai due match col la squadra di Giampaolo, 1 tra Sampdoria e Verona e 2 tra Verona e Benevento). Il passaggio di modulo dal 4-3-3 al 4-2-3-1 è dovuto anche a questo: ossia all’impossibilità di ruotare una rosa che con molta enfasi, aveva lasciato pensare che la Roma avesse a disposizione due squadre. Siamo alla resa dei conti. Perché il tour de force è pronto a riprendere. Il calendario prevede 3 gare in 9 giorni, 6 in 24, 7 in 28. Si parte con Udine sabato, lo Shakhtar martedì e il Milan domenica 25 febbraio. Poi, dopo la trasferta di Napoli, si riprende con il Torino (9 marzo), il ritorno con gli ucraini (13) e la trasferta a Crotone (18). In quest’ottica, il recupero dei lungodegenti Schick, De Rossi e Defrel, l’utilizzo a marzo di Silva e Gonalons, deve servire ad invertire una tendenza. Quella che giustificò il crollo verticale della Roma spallettiana nel marzo 2017: troppi calciatori erano arrivati ‘cotti’. Adesso ci si augura possa accadere l’opposto. La squadra riacquista i suoi pezzi. E già tra Udine e Donetsk si rivedranno Nainggolan, De Rossi e Pellegrini. Daniele dovrebbe acquisire minutaggio per essere titolare in Champions. Ma anche in avanti i recuperi di Perotti, Schick e Defrel, ampliano le scelte del tecnico.
TOTTI SHOW – Che se potesse, aggregherebbe anche Totti. Che, in un’intervista per la trasmissione di Sky «I Signori del Calcio» (rilasciata a fine dicembre, a Dubai) – oltre a ribadire che spenderebbe «tutto per i giocatori forti, però non sono io a gestire il budget. È Pallotta che decide. Oggi varrei 200 milioni» – è tornato sul rapporto travagliato con Spalletti: «Fossi stato in lui avrei gestito il calciatore, e soprattutto la persona, in maniera diversa. Mi sarei confrontato, gli avrei parlato. Non c’è mai stato confronto e mai ci sarà ». Per gli amanti del lieto fine passare altrove.
(Il Messaggero, S. Carina)


Con questa squadra non possiamo permetterci di fare troppo turnover, al massimo 2-3 giocatori alla volta dovrebbero riposare
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.