AS ROMA NEWS (REPUBBLICA.IT) – Non tagliare, ma razionalizzare. Chiusa ufficialmente la stagione con la tournée americana (la squadra è sbarcata oggi a Fiumicino da Orlando, via Francoforte), e in attesa del primo passo nella nuova con lapresentazione delle divise Nike (domani alle 19 in un evento privato), la Roma fa i conti. Un monte stipendi da 100 milioni che i premi per il secondo posto che vale la Champions diretta faranno crescere fino a 110. “Pensiamo che la Roma debba essere una squadra da Champions League – dice il dg Baldissoni – la proprietà americana ha rilevato il club in uno stato finanziario non brillante, ma stiamo portando a termine un’inversione di tendenza, investendo in nuovi giocatori e nuovi talenti”. Per finanziare una campagna aquisti all’altezza delle ambizioni di dirigenti e allenatore, la strada è chiara.
Razionalizzare le spese per gli ingaggi. Tradotto: non ridurre il monte stipendi – impossibile se l’obiettivo è rinforzare la squadra – ma tagliare quei costi sostenuti per giocatori esterni al progetto tecnico di Rudi Garcia e destinarli all’adeguamento dei contratti già in essere e a sostenere gli stipendi dei nuovi acquisti. Tagli che consentiranno alla Roma di reinvestire nella rosa della prossima stagione almeno 25 milioni. Sono i soldi messi a bilancio in questa stagione per gli stipendi di tanti che lasceranno Trigoria: Borriello, Zeman (sotto contratto fino al 30 giugno), Taddei, Bastos e Toloi. Ma anche Burdisso e Marquinho, uno svincolato a gennaio, l’altro di rientro ma ormai esterno ai programmi romanisti. In più, le riduzioni dei contratti di Maicon (da 3,3 a 1,6 milioni netti) e Totti. In tutto, circa 25 milioni lordi, appunto. Una parte di questi la Roma li ha già reinvestiti negli adeguamenti contrattuali di Pjanic, Castan (verrà ufficializzato a giorni) e Gervinho (anche lui imminente, anche se ancora da definire). E chissà che presto non tocchi ad altri, come Destro – ma solo dopo i Mondiali – e Florenzi. Altri erano stati previsti per sostenere un miglioramento delle condizioni economiche con Benatia, proposta però respinta malamente dal marocchino.

