Romagica e Messi si inchina. Dzeko, De Rossi e l’urlo di Manolas: è leggenda

35
909

AS ROMA NEWS – Se fosse un film o una canzone, sarebbe «La migliore Roma della nostra vita». Se fosse un quadro, sarebbe «L’urlo di Manolas» per il 3-0 della qualificazione. Impresa epica, anzi omerica della Roma che ha rovesciato il Barcellona come un calzino e ha ridato speranza a noi italiani «senza Mondiale». Subito va chiarito un concetto: questa è la vittoria di Eusebio Di Francesco, del suo coraggio tecnico-tattico – mai visto di recente un Barça tanto passivo e in imbarazzo, della sua capacità di trasmettere fiducia alla squadra, di farle credere che nulla sarebbe finito finché non fosse veramente finito, quando tutti attorno degradavano il match ad amichevole, dato il 4-1 dell’andata. Questo deve essere lampante, se vogliamo che la qualificazione della Roma alle semifinali di Champions sia un punto di ripartenza e non un episodio isolato, frutto di una serata tre volte magica e di un allenatore che ieri sera si è consegnato all’eternità giallorossa. Ce la possiamo fare se prendiamo esempio da questa partita «difranceschiana», se la smettiamo di girare per l’Europa come se fossimo nel Novecento e non nel 2018. Grazie Roma, grazie Di Francesco, grazie per l’esempio. Sì, se puede. Yes, we can. Basta volerlo.

PADRONI – Roma aggressiva e mordente, col pressing in canna e fruttifero nell’immediato, in sei minuti: lancio di De Rossi per Dzeko e bosniaco esemplare per controllo, difesa del possesso e lucidità al tocco. Bruciato Ter Stegen e 1-0: vuoi vedere che? No, è presto, calma. Giallorossi con difesa a tre o a cinque in base alle fasi, ma atteggiamento da battaglia. Tutti a premere uno contro uno. Menzione speciale per De Rossi, visto di rado negli ultimi anni così in alto sulla scacchiera. Il capitano si spingeva in territorio nemico a braccare Rakitic. Succedevano cose particolari: l’apprendista campione Schick per due volte ha rubato palla al professor Iniesta. Barcellona stupito, per non dire annichilito, coi difensori costretti a lanciare, scelta di gioco che nel Barça equivale all’eresia perché i blaugrana, per quanto l’era Guardiola sia finita da un pezzo e pure Luis Enrique se ne sia andato, restano depositari di un’idea illuminata di calcio, in cui il pallone viene accarezzato, mai gettato alla cieca in avanti. Faceva strano osservare il Barcellona trattato alla stregua di un Cagliari qualsiasi, vedere Messi condannato a elemosinare rimasugli e fischiato per due punizioni calciate al cielo. Così è andata nel primo tempo, in cui se la Roma ha avuto una colpa è stata quella di non aver capitalizzato meglio tanta superiorità. All’intervallo l’1-0 suonava risicato, lasciava un retrogusto amaro. Strisciavano i rimpianti per le due occasioni capitate a Schick, per la deviazione di Ter Stegen sull’incornata di Dzeko. Si faceva largo il timore che Messi si destasse dal torpore.

RIBALTONE – E invece no, la Roma si è buttata tra le braccia della ripresa con identico spirito padronale. Barcellona sempre più comprimario e Messi fantasmatico, pensoso, incaponito in dribbling uno contro troppi. Dentro nottate simili viene fuori la differenza tra lui e Ronaldo, quanto a capacità di essere leader che trascinano gli altri e non soltanto se stessi. Roma bella, Roma liberata, e quando Piqué ha falciato Dzeko in area e l’arbitro Turpin per un attimo ha fatto finta di nulla, l’Olimpico è andato a un passo dall’insurrezione popolare. Poi l’addizionale di porta Buquet ha richiamato Turpin ai suoi doveri regolamentari. Il rigore è stato concesso, De Rossi l’ha trasformato: 2-0, in quel preciso momento l’impossibile è diventato possibile e la partita è diventata un fiume giallorosso di correnti forti, irresistibili. Di Francesco ha azzeccato i cambi, con gli innesti di Under ed El Shaarawy. Il 3-0 di Manolas, su corner, ha provocato l’effetto Tardelli ’82. Tutti a urlare, pazzi dalla gioia. Quel che restava è finito in corrida: la rabbia del Barcellona, gli assalti della disperazione, come se parlassimo di una squadra qualunque e non del grande Barça capolista della Liga col suo dio Leo Messi. E poiché il calcio ha una sua esattezza di fondo va registrato che i due «autogollisti» del Camp Nou, De Rossi e Manolas, hanno segnato due dei tre gol di ieri. Il terzo l’ha realizzato Dzeko, la torre bosniaca, il Pruzzo dei nostri giorni. Perché sì, la Roma ritorna nelle semifinali di Champions 34 anni dopo la prima volta, stagione 1983-84, quando il numero 9 era “er Bomber” e la Magica perse la finale, ai rigori col Liverpool, che è entrato nel quartetto top anche stavolta. Sta per arrivare il tempo della rivincita?

(Gazzetta dello Sport, S. Vernazza)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteEdin Dzeko il castiga Barça: «Tenetevi i soldi, vivere serate così a Roma è magia»
Articolo successivoValverde: «Serata storta ed è tutta colpa mia»

35 Commenti

  1. Il Barcellona si è presentato in campo indossando la divisa della Lazio. Ma si può? all’olimpico, con 60mila tifosi…non poteva finire diversamente.

  2. Sarà che quando vediamo biancoceleste diventiamo assassini……Passa la Roma Metteteve in ginocchio! ???❤️

  3. Proprio in questo sito, quando scrivevo che la Roma aveva tutte le carte per poter dire la sua contro un Barcellona che in difesa non era affatto irresistibile, ricevevo risposte pessimistiche del tipo: “è impossibile, i numeri sono contro di noi”! Proprio loro che ora festeggiano, e scrivono post sostenendo invece di averci sempre creduto.
    Chiaramente, avevano torto marcio! Ma va bene così,stamani è tempo di rilassarsi e godersela per noi tifosi che abbiamo ancora negli occhi una partita leggendaria; una partita che (ammetto) stanotte non m’ha fatto dormire.
    Detto ciò, buona giornata a tutti e naturalmente…Forza Roma!

    • basta rileggere tutti i commenti di ieri proprio su questo sito, gente che a fine stagione è pronta a vendere tutti senza eccezioni, da de rossi a manolas, a strotman a florenzi a dezko, a definire il mister un “inadeguato” per una roma ambiziosa. A quei tifosi dico solamente che non meritano di essere tifosi di una roma cosi e come dimostrato ieri, per avere una grande societa e squadra bisogna avere anche dei grandi tifosi come abbiamo dimostrato ieri sera con un olimpico immenso.

  4. Si Dennis,ammetto che non credevo nel miracolo, ma non piangevo,ero forse prudente per non rimanerci male. Mettevo le mani avanti. Ed è per questo che ieri sera ho goduto come un riccio e,pieno di adrenalina, sono andato a dormire alle 2. Chi aveva sonno? Grazie Roma di questa emozione!

  5. Non vedo i commenti dei vari Bastamonchi, Nome del caxxo, Avanti Curva qua e curva là….I diversamente romanisti.
    Ieri ore 20.35 un patetico tentativo di coretti contro Pallotta, azzittito dei fischi del resto dello stadio e di parte della stessa Sud.
    Ridicoli.

  6. Mamma mia che serata… ancora sto a festeggia!!!
    Queste sono le partite per cui vale la pena esse un tifoso, un’esplosione di gioia e goduria indescrivibile… si è cantato, festeggiato e messaggiato come hai vecchi tempi!!!
    Senza scordarsi che anche ieri c’era un rigore su Dzeko e un Piquet che non doveva finire la partita… con l’ultimo 10 minuti con il tempo che sembrava rallentare!!!
    Tutto il mondo calcistico ieri si è inviato alla ASRoma!!! E adesso che siamo tra le prima 4 d’Europa tocca crederci fino alla fine!!!
    DajeRomaDaje!!!

  7. Grazie Grazie Grazie Presidente PALLOTTA che ci hai fatto vivere una serata UNICA PAZZESCA che vale una VITA, che tutti i tfosi di tutte le città d’Europa avrebbero voluto vivere e NOI ROMANISTI abbiamo vissuto per davvero. Grazie grazie grazie,,,

  8. Una serata indimenticabile.
    2 ore per arrivare allo stadio e 2 ore per tornare a casa.
    4 ore di sonno.
    Zero voce.

    Grazie a tutti e grazie ai fratelli romanisti con cui ho condiviso il seggiolino della Nord.

    10 a tutti, e ieri sera 10 anche a Pallotta. Finalmente una serata da Romanista.

    • Senza polemica, questa tua convinzione potevi esprimerla di persona al sottoscritto ieri sera allo stadio…

      Quando vuoi ti aspetto per ripetermelo face to face.

      Buona giornata !!!

  9. Tre ore di sonno…biascico sulla scrivania dell’ufficio…per oggi più internet che lavoro. Sono andato a spulcià pure sui siti spagnoli. Per fortuna ieri sera sono riuscito ad impormi una calma apparente e rassegnazione fino al rigore del 2-0. Stamattina altrimenti non sarei qui a scrivere. Ho messo in pratica tutte le tecniche di rilassamento possibili, anche per non spaventare i miei figli con urla sovrumane. La partita di ieri è andata contro ogni tradizione possibile, la Roma è quella delle grandi imprese…non raggiunte per un pelo, quella delle rimonte incompiute, quella del che sarà, sarà. Devo ancora abituarmi a questa nuova dimensione…

    • Non cambia la mia opinione su Pallotta. Ciò non mi impedisce di esultare come ho fatto ieri fino alle lacrime. Di non dormire stanotte e di godere come un pazzo anche ora. Ma poi la razionalità resta, il pensiero pure. Quello cambierà quando vedrò cambiare il modus operandi della società, non per una serata da eroi fatta anche da elementi che non dovevano essere più qui (Manolas, Dzeko…). Ho letto commenti del tipo “sciacquatevi la bocca su DDR”. Segno che in questi momenti di enfasi si è portati a dimenticare tutto. Comunque oggi nessuno di voi è in grado di scalfire la mia gioia. FORZA ROMA

  10. Ieri sera al 3-0 ho pianto….non ci credevo…..sembrava di vivere un sogno…..solo serate come questa valgono la pena di essere tifoso della Roma…..una volta tanto il dio del pallone ci ha reso giustizia delle tante fregature prese in questa e nelle passate stagioni.
    Abbiamo meritato e siamo passati. Spesso questo non è accaduto.
    Ora non abbiamo vinto nulla, ancora una volta, e bravo Di Francesco ieri sera a volare basso nonostante tutto, guardando avanti.
    Giusto festeggiare…..ma la famosa mentalità vincente è proprio questa….non accontentarsi…..a cominciare da domenica prossima nel derby e poi nella semifinale, da affrontare senza pensare che sia un traguardo.
    Un’ultima notazione……per vincere servono i campioni…..come Dzeko…..

  11. una lezione pesante per tutti quelli che stanno sempre a criticare (spesso e volentieri senza capire niente di calcio, ma solo per principio..) e soprattutto per i detrattori di DDR (e per fortuna che era finito..), un grande uomo prima che un grande giocatore e sicuramente la nostra attuale bandiera dopo il ritiro dolorosissimo di quello che rimarrà sempre il “nostro Capitano”

  12. Quando ieri dicevo che la Champions per il prossimo anno ormai era andata è anche perché ora fino al 6 maggio si dovrebbe giocare ogni 3 giorni, purtroppo soprattutto nei centrali la Roma non ha una rosa per giocare così spesso.

    Ma io me la prendo con quei maiali della Federcalcio italiana che mette un infrasettimanale alla fine del campionato quando si fa clou la corsa alle coppe??? Ma quanto siete incompetenti!!!!

    Mi auguro che si possa rinviare Spal Roma come ha fatto il Real Madrid per non giocare ogni 3 giorni.

    Federazione maledetta di incompetenti, invece di aiutare le proprie squadre le affossano.

    • Idiot 1.0, non è vero…la Rubentus tra le partite contro il Real ha dovuto giocare contro il temibilissimo Benevento e gli hanno regalato anche 2 rigori.

  13. Ma almeno per oggi si puo’ esultare e basta? Ma qualcuno deve sempre avere una qualche forma di retropensiero, da una parte o dall’altra? Tutti romanisti, felici e basta. La Gazzetta e’ PIENA di complimenti di interisti, juventini, persino laziali… e qui c’e’ chi porta rancore in un giorno come questo. Fatevi visitare

  14. Sarà bellissimo viaggiare insieme girar l’europa e cantare per te senza diffide senza barriere tu sei più forte sei sta qui con me, andiamo a vincere in ogni stadio ci vedrai

    Sotto a chi tocca

  15. Oggi siamo in tanti ad esultare, troppi, dobbiamo ricordarli questi squallidi individui. Ci hanno infangato , denigrato, schifato, deriso, dai tifosi ai giornalisti, Trani, Renga, Valdiserri e tanti altri, da Radio Radio a Radio panza minchia a Rete sport, e infine i giornali con il Cds su tutti fino al Messaggero e la Gazzetta. Oggi sono li ad incensare la Roma senza pudore, senza vergogna , sono sul carro ad elogiare tutti, toglietevi dai c@@ni la Roma è la nostra.

  16. La ASR ha già disputato una finale di Coppa dei Campioni (persa sanguinosamente ai rigori) ma quella era una Roma al vertice europeo reduce da uno scudetto, questa è una cosa enorme. Una Roma in forte difficoltà in campionato che strapazza il Barcellona alla ricerca del triplete. Il capolavoro di EDF e dei giocatori che lo hanno seguito. La faccia attonita e incredula di Messi al termine della partita non ha prezzo. Adesso il Derby. Forza Roma!

  17. Avere opinioni, anche critiche, è legittimo. Anzi, è un modo per migliorare.
    Tifare contro la Roma per dire “l’avevo detto” è triste.
    Gufare la Roma per poter sentire lagne di Marione più aggressive contro Pallotta è meschino.
    Ciò detto, il tifo difficilmente si ricompatterà, forse solo con una vittoria clamorosa.
    Ma alla fine anche sti cavoli. Ovvio che milioni di persone, con milioni di caratteri, motivazioni, percezioni differenti non potranno mai agire in unità.

    Io mi godo la serata di ieri, conscio che ogni mia critica – quando c’è stata – è stata sempre educata, in buona fede e nell’interesse della Roma.
    Poi se c’è qualcuno verde di invidia o livido di rabbia per questa nostra vittoria epocale, tanto meglio.

    Forza Roma!

  18. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome