ULTIMISSIME AS ROMA – Arriva la Fiorentina all’Olimpico. Il pensiero non può non volare a Davide Astori. Trenta partite in giallorosso, centonove in viola, più che sufficienti perché rimanesse nel cuore di tutti. Non solo a Roma e Firenze. Anche se da queste parti, nella sua unica stagione da romanista, 2014-15, tutto era stato meno che apprezzato calcisticamente, nonostante il suo arrivo fosse stato accolto con brindisi e sfottò perché era stato scippato alla Lazio. «Un ragazzo meraviglioso» ci racconta Walter Sabatini che lo portò a Trigoria con una delle sue spericolate quanto efficaci operazioni di mercato. In quei giorni, siamo tra il venti e il venticinque luglio di quattro anni fa, tutta la stampa, specializzata e non, lo aveva già sistemato alla Lazio. Il ragazzo bergamasco era di proprietà del Cagliari. Si era fatto notare, al club sardo erano arrivate offerte da società che potevano garantirgli palcoscenici più prestigiosi. Il ds di Lotito, lo stava trattando da settimane, la fumata bianca, si diceva, era soltanto questione di tempo. In realtà era una questione di soldi e, si sa, quando ci sono i quattrini di mezzo Lotito è capace di andare avanti all’infinito pur di risparmiare qualche cosa. Quella volta gli andò male anche se risparmiò i cinque milioni (più uno di bonus) per il cartellino di Astori a fronte, comunque, di una brutta figura.
Il problema è che si materializzò la Roma. Nella figura di Walter Sabatini che stava cercando un difensore centrale e, in quel momento, aveva una libertà d’azione sul mercato che lo portò ad alcuni colpi che gli permisero di toccare il suo zenit di popolarità e consensi nei suoi cinque anni in giallorosso. «Quando Astori seppe che lo voleva la Roma, non ebbe dubbi, scelse in un attimo il giallorosso e la cosa si concluse in un attimo» ricorda Sabatini con l’emozione di chi vive di sentimenti. Fu un’operazione lampo. Secondo le cronache dell’epoca, la Roma chiuse l’affare in meno di ventiquattro ore, due milioni per il prestito, cinque per il riscatto non obbligatorio fissato dodici mesi dopo. «Era felicissimo Davide quel giorno del sì alla Roma dove tra l’altro avrebbe ritrovato il suo amico e compagno Nainggolan», prosegue l’ex ds giallorosso, ora di nuovo disoccupato dopo aver rescisso con l’Inter per incompatibilità di carattere, diciamo così, lasciando sul tavolo i tanti soldi garantiti dal suo contratto con Suning. La Lazio, quell’operazione di mercato, non la prese bene. Il ds laziale Igli Tare era imbufalito, convinto che quel sì detto dal giocatore alla Roma, non fosse vero, ma solo un tentativo per chiedere più soldi. Era tempo di ritiri, Tare nella notte tra il ventitrè e il ventiquattro luglio di quel 2014 piombò in quello del Cagliari per chiedere spiegazioni. Le ebbe. «Astori è un giocatore della Roma» gli spiegarono. Era convinto, Sabatini, che Astori alla Roma sarebbe stato un affare per tutti. Le premesse c’erano come, peraltro, la carriera del giocatore ha poi confermato: «È stato un buonissimo calciatore, certo non un campione ma quelli sono pochi, è stato un difensore importante come dimostrato anche dalla sua carriera con la maglia della Nazionale. Soltanto che a Roma finì subito nel mirino della critica che lo bocciò in un attimo come purtroppo succede un po’ troppo spesso nella capitale».
Una bocciatura a prescindere. E che, alla fine di quella stagione, portò la società giallorossa a non esercitare il diritto di riscatto a cinque milioni come da contratto firmato meno di dodici mesi prima. Astori non la prese bene. Con la Roma era stato alla grande, nello spogliatoio si era inserito alla perfezione costruendo alcune amicizie, come quella con Daniele De Rossi, che poi sono rimaste anche nel momento in cui fece le valigie per trasferirsi alla Fiorentina dove, poi, è stato altrettanto bene. Ma quel mancato riscatto non gli era andato giù: «Non me l’ha mai perdonato il fatto che non lo avevo riscattato per la Roma. Quando glielo dissi ci rimase malissimo. Gli spiegai anche che avevo provato a trattare con il Cagliari per il rinnovo del prestito, ma che non c’era stato niente da fare, il club sardo voleva solo la cessione e non ci fu modo di convincerlo per fare un nuovo prestito. Lui voleva rimanere in giallorosso e vide in me la causa della mancata conferma. Ce l’aveva con me. L’ho anche detto alla sua meravigliosa famiglia in occasione dei suoi funerali. Gli ho spiegato che in quel mondo del calcio che tutto amava il loro figlio, l’unico con cui ce l’aveva era il sottoscritto, Walter Sabatini. Non gliene ho mai fatto una colpa, ci mancherebbe, io tra l’altro Davide me lo sarei tenuto. Perché oltre che un ottimo giocatore, era un ragazzo per bene. Fosse rimasto, sono sicuro che avrebbe avuto il tempo e il modo per far ricredere anche una piazza esigente come quella giallorossa».
(Il Romanista, P. Torri)


Grande Sabatini
Quando gli piace passare per il cavaliere oscuro.
Infatti, buon talent-scout, ma innamorato solo di sé stesso.
Astori alla Roma giocò una stagione senza infamia e senza lode. Probabilmente, non fu riscattato perché si confidava nel pieno recupero di Castan. Errore. Poi, se pensiamo che in panchina quell’anno avemmo Zukanovic e Gyomber… doppio errore. Altro che la “piazza”…
Grande Walter..da con le palle e per bene E grande Piero torri..Ino dei pochi giornalisti cronisti co gli attributi..buon viaggio astpri..
Sono stato il primo a non apprezzarlo come giocatore della Rona … ma questo adesso non conta più. Lo ricorderò sempre con grande affetto
Quel mancato riscatto fu del tutto assurdo.
Solo qualche anno dopo, la Roma spese la bellezza di 14 mln per riscattare i cartellini di Zukanovic e Juan Jesus.
Insieme non valgono un piede del compianto Davide.
Sarà vero? A Roma va molto di moda dire e pensare che la colpa è della piazza, della tifoseria, delle radio. Dei dirigenti mai
Se è vero che ha cercato di ottenere un rinnovo del prestito il problema era evidentemente di bilancio o di poca convinzione sulla stagione del giocatore, ma,penso vera la prima ipotesi, Ruediger arrivò in prestito con obbligo di riscatto.
Astori fece una stagione in chiaro-scuro con noi. In estate non venne riscattato e arrivarono Rudiger e Yanga.
A posteriori il fumante si sarebbe potuto risparmiare il francese confermando Davide.
assolutamente no, yanga e astori giocarono insieme la stagione. Dovevano essere le due riserve ma poi per l’infortunio a castan fecero titolare e prima riserva. Anche yanga fu venduto quell’estate
Coma ha ragione quando dice: “Soltanto che a Roma finì subito nel mirino della critica che lo bocciò in un attimo come purtroppo succede un po’ troppo spesso nella capitale”… Ci sono giocatori come Jesus che sono sempre colpevoli quando non si vince… poi ci sono quelli che diventano super fenomeni solo dopo che sono andati via (vedi Rudiger o Paredes autori di diverse sottoprestazioni, criticati e poi rimpianati come fenomeni SOLO DOPO essere partiti)
Storia più che nota, che continua con giocatori e allenatori.
Piazza di isterici.
Yanga, che segnò il goal vottoria nello spareggio Champions contro i cugini, fece parte della stessa Roma di Astori.
Davide fece male come tutta la squadra, miracolosamente seconda (con 72 punti) dopo un girone di ritorno da incubo.
In confronto a Zukanovic e J. Jesus, per me Astori era un Top Player.
Hai ragione Lando, la memoria inganna.
Ma mi fa piacere che concordi sul fatto che Astori era più forte di Yanga.
Peraltro ero a Udine quando Davide col suo goal ci portò a 1 punto dalla Juve.
Era più forte di Yanga, Jesus e Zukanovic.
A Udine fummo fortunatissimi, ma proprio da quella partita, si capì che la Roma sarebbe crollata.
Milone
Jesus è arrivato a Roma bollato e deriso come un pippone.
Si diceva “co’sta sola Sabatini ha restituito li sordi pe’Dodo’ ”
…..ovviamente Sabatini aveva ragione,e questa Piazza di incompetenti totali torto marcio.
Jesus si è disimpegnato quasi sempre bene,a parte il naufragio collettivo di Lione.
Mi sorprende che lo sottostimi tu,che hai dimostrato a più riprese di essere un vero osservatore.
Perlomeno ai nostri livelli.
Sabatini appena arrivato doveva rifondare totalmente la rosa (fallimento societario, il nostro fatturato era di 120 milioni ossia di 20 superiore a quello della lazio, quindi senza na lira). Fatto mercato quasi totalmente grazie alle sue plusvalenze: De Santis, scesni allison manolas fazio marquinos benatia skoruski emerson radja pianic bradley strootman perrotti elsha dzeko salah gervino lamela digne balzaretti keita rudiger castan paredes maicon giocatori presi a DUE LIRE.
Altri discreti comprati a poco (x budget limitatissimo) e cmq rivenduti allo stesso prezzo d acquisto: vainquer falque grenier liaic astori yanga mbwiva toloi burdisso jedvai marquino rui
Ha venduto a 45 mil romagnoli e bertolacci, Dalle giovanili pellegrini marchizza viviani tumminiello capradossi…
– salah, strootman naingolan non son stati presi per due lire
-burdisso giocava già con la precedente gestione
– perché non parli pure dei suoi impicci: ad esempio quelli col catania che portarono a roma gyomber e spolli?
– o Quelli con i procuratori vedi ashley cole e rinnovo di maicon?
– per non parlare poi dei tanti acquisti sbagliati, ma quelli capitano a tutti i ds
Per carità ci ha portato grandi giocatori, ma era davvero un impicciarolo. Mi tengo monchi tutta la vita!!
1) Comprare Salah a circa 18 mil, strootman 18mil e naingolan a 20 per me significa che sono stati presi a due lire, il loro valore si è dimostrato essere rispettivamente di 120 mil, 40 e almeno 60 x radja. Quindi per me sono stati veri affari rispetto al reale valore.
2) Scusa per burdisso ma capisci che non è lui che fa la differenza sul discorso.
3) Giomber e spolli li ha pagati 4 mil in due e, ripeto, siccome stava sempre senza una lira, provare a prendere dei giocatori per fargli fare il 5° difensore è più che legittimo, li hai cmq rivenduti allo stesso prezzo di acquisto. Se vuoi criticarlo per questo o per maicon, che ti devo dire. Allora valuta pure allison preso a 8 e adesso ne vale 120, giusto?
4) gli impicci PRESUNTI delle radio fanno solo capire che ambiente di .. c è a…
Astori non lo consideravo un centrale forte e considerando che veniva a sostituire Benatia in quell’anno dimostrò diversi limiti.
Certo quell’anno la Roma scontò anche il problema di Castan, cosicché Mapou diventò un titolare, nonché l’assenza di Strootman e un lungo infortunio di Totti.
Manolas veniva per sostituire benatia, astori e yanga dovevano essere le riserve ma si giocarono il posto per l’infortunio di castan
Bravo monchi ma cmq rispetto per saba, romantico del calcio, che ha innalzato, e molto, il livello della rosa che aveva trovato
Punti di vista, caro Step.
Per me J. Jesus è un giocatore modesto, più forte di Yanga, ma inferiore ad Astori. Non ha fatto disastri (lo riconosco), ma nemmeno grandi prestazioni. Con 10 mln, a mio avviso, si poteva trovare di meglio.
In ogni caso, come per Mario Rui, il brasiliano fu voluto da Spalletti ed avallato da Sabatini.
Lo preferisco a Monchi mille volte. Il campioni walter lo tira fuori sempre, Monchi lo fa arrivare agli altri
E Under…quel ragazzetto turco di 20 anni….chi l’ha portato alla Roma,Bambolo…
Dire che non è stato riscattato per l’ambiente mi sembra ina baggianata, è come se un cuoco non riuscisse a scegliere gli ingredienti per colpa dei commensali nell’altra stanza.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.