Salah scatta per lo Stadium. E ora chiede una maglia

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NOTIZIE AS ROMA – Non serviranno anni di studio come per Nefertari, ma mettetevi nei panni di Luciano Spalletti: non ve la prendereste una giornata di riflessione su Mohamed Salah? Questione di elementi, di compatibilità fisiche e tattiche. In ogni caso, piccola avvertenza per grandi e per piccini: il Museo Egizio di Torino, per chiunque abbia voglia di visitarlo, non chiude stasera alle 18.30. Si sposta solamente un po’ più in là, direzione Juventus Stadium.

Non avrà il fascino né il mistero di Nefertari, ma 14 elementi su 16 – gli stessi che portano a credere che la moglie di Ramses II sia davvero custodita nel museo egizio di Torino – fanno pensare che Salah possa essere protagonista stasera contro la Juventus, 17 giorni dopo l’infortunio alla caviglia destra pre derby, quattro in meno della prognosi iniziale di 21. Ma questa è la Partita, mica favole. E allora i ragionamenti vanno oltre la logica più spicciola, che pure vorrebbe El Shaarawy titolare in fascia e stop. Banale, forse troppo per uno come Spalletti che il jolly ama giocarselo.

ALTERNATIVA FARAONE Salah dal primo minuto sarebbe una sorpresa fino a un certo punto. Perché quando Spalletti davanti ai microfoni dice «Momò è a disposizione, è un tipo di giocatore che ha nelle sue qualità l’accelerazione. E quella non diminuisce mica», forse sta facendo capire che Salah impegnerebbe anche solo con la presenza la difesa bianconera, preoccupata come sarebbe dai suoi strappi. Preoccupata come lo fu in passato, perché il bianconero è un’accoppiata di colori che Salah conosce bene: l’egiziano ha affrontato solo quattro squadre per più volte nella sua carriera. Stasera sarebbe la presenza numero 6 contro la Juve. La prima non si scorda mai, 5 marzo 2015, doppietta in Coppa Italia e vittoria alla Fiorentina, roba davvero da museo egizio. Che poi, strana storia, il piano B si chiama El Shaarawy, soprannome Faraone, che però in quel gioco degli elementi di cui si diceva prima non convince fino in fondo Spalletti: «Negli ultimi allenamenti ha lavorato bene, la condizione fisica è buona. Ogni tanto lo stimolo chiedendogli un po’ di continuità e di fisicità, un po’ di lavoro sporco, perché poi per gli equilibri di squadra diventa fondamentale».

TOTTI A CASA – Equilibri di cui non farà parte Totti, che con un solo allenamento – neppure completo – nelle gambe dopo l’influenza non è stato inserito tra i convocati. Tra i 21 che ieri pomeriggio si sono imbarcati per Torino, incoraggiati alla partenza a Fiumicino da diversi tifosi, ci sono invece Vermaelen (influenza smaltita, andrà in panchina) e Bruno Peres: il brasiliano s’è infilato nello spiraglio che s’era aperto mercoledì, ieri si è allenato in gruppo e Spalletti l’ha portato a Torino. Allo Juventus Stadium, due anni fa di questi tempi, segnò un gol coast to coast. C’è anche lui in corsa per quel posticino in fascia destra, pur se in una posizione defilata rispetto a Salah ed El Shaarawy. E non solo perché lui con il museo egizio ha poco a che fare.

(Gazzetta dello Sport, D. Stoppini)

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