Se in Coppa avesse perso capitan Di Bartolomei

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NOTIZIE AS ROMA – IL ko della Roma era previsto. Questo il titolo, ieri su Libero, della rubrica di Luciano Moggi. Previsto da lui, forse. Da molti, me compreso, no. L’1-1 dell’andata sembrava sufficiente garanzia. Sappiamo com’è andata: Roma fuori dalla Champions e gravi colpe dell’arbitro («disgusting») secondo il presidente Pallotta. L’avevo già scritto per Garcia: italianizzarsi sul versante sbagliato, piagnone e scaricabarile, non è un bella cosa. Non escludo che tra gli assidui informatori del presidente qualcuno abbia una visione tutta propria dei regolamenti. Voto a Pallotta: 3,5. Dia una sveglia alla squadra, non l’ammorbidente dell’attenuante. Ho seguito e approvato molte sue iniziative, dall’impegno nel sociale alla durezza contro i «fucking idiots», frase che parte della tifoseria gli sta ancora facendo scontare. Questa volta seguire e e approvare non è possibile. Pallotta lasci stare Marciniak, che ha fatto solo il suo dovere, e se la prenda con chi, dei suoi giocatori, non l’ha fatto, anzi ha dato una spinta negativa alla squadra facendola finire in 9 una partita nata male ma ancora raddrizzabile sullo 0-1, se tutti avessero mantenuto la calma.




De Rossi, più di Emerson, è chiamato in causa. Perché il primo a farsi cacciare è lui e perché è il capitano. Non lievi le colpe di Emerson, dopo 10’ e con l’intervallo di mezzo: la squadra era in 10, usare la testa non significa solo intervenire sui palloni alti. Nessuno dei due ha ancora capito che in campo europeo gli arbitri sono meno permissivi di quelli del nostro campionato che estraggono un cartellino giallo, quando lo estraggono, anche per entrate da rosso diretto. Ho letto che negli spogliatoi De Rossi è andato a scusarsi con Maxi Pereira, uscito in barella. E ci mancava pure che non lo facesse. Forse si è scusato anche con i compagni: è solo un’ipotesi ma propendo per il sì. C’è però molto silenzio da quella sera a oggi. Non risulta che De Rossi si sia scusato con i tifosi della Roma. Se l’ha fatto e mi è sfuggito, gli tolgo automaticamente il 3 che secondo me si merita e lo giro a me stesso. Si noti che non accenno a tutti gli episodi di campo in cui De Rossi non ha saputo frenarsi. Mi basta l’ultimo: un calciatore famoso ha diritti e doveri. De Rossi, per carisma, parla da capitano anche quando non lo è, per esempio durante il ritiro degli Europei, quando difese Thiago Motta dall’accusa di essere lento e poco tecnico: «Chi non ha mai palleggiato con lui si sciacqui la bocca prima di criticarlo ». L’inebriante, forse mistica esperienza di palleggiare con Thiago Motta temo di averla persa per sempre ma non me ne cruccio, avendo palleggiato con Rivera e Rocco Pagano.

Agostino Di Bartolomei, ecco chi mi viene in mente se penso a un capitano. Nessun paragone con De Rossi. Altre teste, altri tempi. Di questi tempi un calciatore ha molte più possibilità di comunicazione. Indipendente, non mediata. Molti, in generale, la usano per farci vedere cosa mangiano, o dove passano le vacanze, o quant’è bella la loro compagna, o simpatico il loro cane. Ma io credo che, dopo l’eliminazione della Roma e per com’era maturata, Di Bartolomei qualche parola per la sua gente l’avrebbe trovata spontaneamente. Perché non è vero, citando Love story, che amare significa non dover mai dire “mi dispiace”. A volte bisogna dirlo: per non schivare responsabilità, per non acquattarsi in una piega di silenzio, perché sì. Certo, si può anche non dirlo, almeno finché presidenti come Pallotta continuano a pensare che la festa sia stata rovinata da quel cattivone di arbitro polacco. Bella all’Olimpico, ma ieri, la maglia della Lazio: “Noi con voi” la scritta sul petto , e un orologio bloccato sulle 3.36, il tempo fermo nel tempo che va avanti.

Lo sport fa la sua parte, sia per i paesi cancellati dal terremoto sia per casi individuali. Piotr Malachowski, discobolo polacco argento a Rio, ha messo all’asta la sua medaglia per contribuire a raggiungere la somma di 126mila dollari. Tanto costerebbero viaggio, soggiorno e cure di un bambino di 4 anni, Olek Szymanski, colpito da retinoblastoma. In Polonia non ha speranze di guarigione, forse sì a New York nella clinica oftalmico- oncologica del dottor David Abramson. Per ora è stato raggiunto un terzo della somma necessaria. Per la medaglia finora sono stati offerti 6mila dollari. Malachowski aspetterà ancora qualche giorno per vedere se la quotazione sale, poi se ne separerà. Infine, i controlli. Certo, meglio farli su scuole, ospedali, case, con strutture portanti fatte di sabbia e aria. Non si può cercare il guadagno sulla pelle del prossimo tuo. Ma, nel nostro piccolo mondo pallonaro, due anni fa cori unanimi: mai più un altro caso-Parma, vigilanza stretta sui bilanci. Mica tanto stretta, com’è arrivato a dimostrare il caso-Pisa.

(La Repubblica, G. Mura)

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23 Commenti

    • Mi dispiace Gaetano, ma stavolta ti “spollicio” contro per la prima volta, l’articolo ben fatto non c’entra nulla con il personaggio e di cosa ha combinato lo scrittore. Lo scarsone 16 avrebbe dovuto chiedere scusa ai tifosi e chiedere il trasferimento. Troppe volte ha sbagliato centinaia tra espulsioni, ammonizioni e giornate di squalifica. Pascutti e Montero gli avrebbero fatto il solletico.

  1. Agostino avrebbe preso a calci in c… il barbetta e imposto che uno come lui non avrebbe più messo piede in campo a tempo indeterminato. Che tristezza il raffronto…due capitani, uno con la C maiuscola e l’altro senza nome ne vergogna

  2. Strano ma stavolta approvo questo articolo .derossi ha beccato una di quelle sere dove era meglio se rimaneva a casa a dormire …invece ha voluto giocare e ha fatto il patatrac. Solo che ormai queste serate gli capitano un po troppo spesso …medita Spalletti ..medita! !!!!

  3. 1) Finalmente un articolo grammaticalmente ben scritto.

    2) Non meniamoci per il naso, la Roma doveva e POTEVA vincere quella partita. Niente scusanti per nessuno.

    3) Ha stra-ragione sia su Pallotta che su De Rossi. Non entrerò nel partito degli anti-Pallotta (nemmeno dei pro) o anti-De Rossi, ma condivido il giudizio su questi bruttissimi episodi. Che un presidente si scusi con i tifosi non lo vedremo mai nella vita, ma un Capitano con la c maiuscola dovrebbe. Non per prostrarsi, non ci sentiamo superiori, ma mostrare che almeno condivide, con la squadra, la nostra sofferenza, e che faranno di tutto per riscattarsi. Questo sì, D’Agostino l’avrebbe fatto, e con l’orgoglio che lo contraddistingueva.

    10!) Ciao, grande Capitano! T’hanno tolto la Roma, ma non ti toglieranno mai la…

  4. Se ricordi quello striscione…..ricorderai anche il successivo Roma Milan. …..
    parlo solo dei tifosi giallorossi…tutto il resto non m interessa

    • Purtroppo sì, caro spadroma. Quella rabbia, quell’esultanza ci ferirono tutti…ma col senno di poi, sappiamo bene quali assurdi mostri già gli tormentassimo l’animo.

  5. Un articolo bellissimo trnne che per due cose , 1° Agostino con qualsiasi altro capitano lo paragoni vince a mani basse , come dicono a Parigi “è come confonne la mxxxa con la cioccolata”, 2° questo presidente da buon americano pensa solo al businnes e non alla Roma come deve essere , i fucking idiots come ci ha chiamati ( dico “ci” anche se io non rientro nel suo target ) ma sono sempre stato al fianco di coloro che passano la settimana a organizzare il tifo domenicale , (fino a qualche bell’anno fa anche fisicamente ) !!!!!

  6. Solo chi non ha mai visto il comportamento dei capitani Losi e Di Bartolomei può dire che c’è un solo capitano o c’è un capitan futuro. Questi di adesso sono piccoli piccoli per carisma, personalità e saggezza ed anche come attaccamento alla squadra. Loro non guardavano prima all’ingaggio e poi decidere se rimanere attaccati alla maglia.

  7. Losi e Di Bartolomeri. I Capitani.
    Frequentavo lo stadio con mio padre – Roma Milan 2 a 3 doppietta di Manfredini nel primo tempo e rimonta del Milan nella ripresa.
    In situazioni simili sono convinto che entrambi avrebbero assunto su di loro le responsabilità della squadra esattamente come veri capitani.

    Il capitano in campo non ha sentito nessun bisogno di una minima parola nei riguardi dei tifosi che – lo sottolineo ancora una volta – hanno continuato ad incitare la squadra anche in 9 contro 11 e fino alla fine della partita.

    Mi dispiace ma volevo un intervento anche da parte di Totti, vero capitano per la tifoseria, ma non ricordo ci sia stato.
    Da lui un intervento di incoraggiamento verso la squadra ed i tifosi.
    Bastava poco.

  8. Dimenticavo.

    Articolo bellissimo e commenti centrati ed autorevoli.
    Quando i tifosi leggono cose serie e ben scritte commentano di conseguenza.
    Ovviamente i corsisti e i giornalisti giornalisti si estinguerebbero.

  9. Signori un entrata con piede a martello così come ha fatto Derossi la fai perché ci pensi non ti viene spontanea
    Ma avete mai giocato a calcio?
    ci deve chiedere scusa per tutti gli anni passati a Roma a non vincere un caxxo
    Ma di cosa stiamo parlando?
    Non abbiamo bisogno di giocatori del genere via da Roma
    abbiamo il ningia e strotman
    Non ci serve una testa matta
    via via via via

  10. Articolo disgustoso, si tira in ballo Agostino per sfondare de rossi e per quale motivo?? Perché Daniele agli europei critico i giornalisti ignoranti del pallone. Gran brutta categoria quella dei giornalisti, settaria e vendicativa. Ributtante

  11. Bellissimo articolo soprattutto la parte che riguarda il sociale vedo che nessuno se ne accorto ormai pensiamo solo a noi stessi e sti mercienari e milionari calciatori.Per quello che riguarda la roma io darei la fascia di capitano o a strootman o al ninja gli unici due che hanno lottato in campo e messo la faccia dopo la partita col porto

  12. grande ago … a suo tempoa i tifosi della roma ti voltarono le spalle ..
    come stanno facendo ora con un altro capitano …con molta meno testa di te ma con il tuo stesso
    amore.
    ipocriti…

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