AS ROMA NEWS – Ventimila biglietti venduti, per una proiezione di 45mila spettatori. La Roma di Spalletti torna a riempire l’Olimpico nella serata che potrebbe risultare decisiva per sbarazzarsi di una diretta concorrente e consolidare quantomeno il terzo posto. La sfida di stasera contro l’Inter è un richiamo troppo allettante per una tifoseria che con il nuovo allenatore sembra tornare a seguire con interesse e partecipazione le partite casalinghe, sperando di poter tirar fuori da una stagione così controversa anche qualcosa di più in classifica. Al netto della protesta dei gruppi della curva sud, che non ci saranno (ieri il Prefetto Gabrielli ha ribadito la possibilità di levare la barriera a patto che prima gli ultras tornino allo stadio), lo stadio si presenterà in una veste inedita per il campionato in corso, all’interno del quale la media dei tagliandi venduti si aggira intorno ai seimila. Un’attesa che non lascia indifferente Spalletti, concentrato sulla corsa della sua Roma. «Dovremo stare attenti all’Inter perché mirano alla nostra posizione in classifica – spiega il mister toscano – lo abbiamo fatto noi quando eravamo a meno cinque, è lecito che lo facciano anche loro adesso. Quindi faranno una partita per portare a casa un risultato pieno. Dobbiamo assolutamente arrivare terzi, difendendo la nostra posizione da rivali agguerrite».
Il tecnico avrà tutta la rosa a disposizione, esclusi Castan e Gyomber. I due dubbi principali riguardano l’utilizzo di Dzeko e De Rossi. Sull’impiego dell’attaccante il dubbio resta. «Diciamo che tutte e due le soluzioni sono possibili. Questa volta ci prendiamo il tempo che abbiamo a disposizione per decidere. La formazione verrà messa a punto nelle ore che mi rimangono». Su De Rossi, poi. «Lo si può valutare sia centrocampista sia difensore, ha le qualità dei giocatori importanti, quelli che completano l’atteggiamento in campo in base all’esperienza. Quello che diventa fondamentale è la disponibilità del ragazzo, tenendo conto del resto della squadra». La partita con l’Inter, ma anche la necessità di cominciare a fare i conti con il mercato, in casa Roma. Dall’Inghilterra, infatti, arriva la voce diffusa dal Sun di un’offerta del Chelsea di 33 milioni per Manolas. Sembrerebbe che il club giallorosso abbia rifiutato, provando un rilancio che porterebbe il prezzo del difensore, richiesto da Conte, intorno ai 45 milioni. Il giocatore avrebbe espresso la sua volontà di provare altre esperienze in qualche grande club europeo, ma da Trigoria sono disposti ad accontentarlo solamente a certe condizioni economiche.
(La Repubblica, F. Ferrazza)


alleluia..tutti uniti,forza roma!
Mecojoni!! 45 mila. Un’apoteosi di massa!!!! I tempi sono cambiati, certamente, il costo dei biglietti, la tv, il sabato sera, l’assuefazione, la protesta, lo stadio scomodo da raggiungere (comunque pure nel 1953, quando l’Olimpico fu inaugurato, era così, però si andava lo stesso a piedi o in tram), la scarsa visibilità (ogni tiro sull’esterno della rete sembra un gol, se visto dalla curva opposta) e così, via..
Oggi per la Roma basterebbe il Flaminio, e bene farà Pallotta a costruire il suo fantascientifico ministadio, appannaggio di una tifoseria esclusiva, qualificata, educata, pettinata, improfumata, in divisa. Niente caffè Borghetti e gelato, solo hamburger e patatine, sushi al ristorante, bagni con lo sciacquone digitale, opportunamente profumati, fil di Indiana Jones nell’intervallo e, magari, peró, il nuovo Cristiano Ronaldo in campo con la nostra maglia.
Un dubbio: ma all’ingresso, quando si entrerà con l’impronta digitale, opportunamente filtrati dal metal detector, il panino con la frittata, vestigia di un tempo che fu – ma sempre bbono!! – incautamente infilato a tua insaputa da tua madre nello zaino, verrà sequestrato??
V’avemo arzato ‘a vetrata ‘n faccia…..
C’è solo la AS Roma…..
Io ci sarò
Ciao Amedeo,come va? Stasera ci saranno anche i miei affiliati in Distinti-Sud: noterai lo striscione “Diaspora Giallorossa”,ahahahah!!!! Verranno allo Stadio attraversando Roma scalzi coi muli da soma. Vorrei esserci anch’io per aprire le acque del Tevere,ma tant’e’….sai che ho ripensato a quel che hai scritto di Catalani? Ti credo,ma allo stesso tempo leggo su On-Air le schifezze che dice e rimango basito,sono in pieno CortoCircuito. e’Romanista ma ragiona da Nemico: va oltre la mia soglia di comprensione. Che ne pensi? Un’abbraccio
Quando andare allo stadio sarà umanamente possibile , cioè quando per vedere una partita non devi dedicare tutta la giornata per i soli problemi logistici , io ci tornerò e penso che non sarò il solo.
Pensa che vanno a vedere la Roma… Che schifezza eh irriducibile?
Ciao Step (mi piacerebbe conoscere il tuo nome), Maurizio Catalani ho smesso di ascoltarlo da tempo, proprio per non rovinarmi il bel ricordo che sebo di lui. Sulla sua fede, ripeto, ci metto la mano sul fuoco. Poi non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto conoscere la musica di Bruce Springsteen. Tuttavia, ho imparato che un microfono trasmette un potere tale che, spesso, si tramuta in delirio. Mario Corsi, David Rossi e Catalani erano tutti amici. Poi, ognuno ha seguito la propria strada entrando in concorrenza con gli altri. Quindi un conflitto dietro l’altro, con la Roma in mezzo. Bene ha fatto Pallotta a creare una sua comunicazione di “regime” e, ancor meglio, secondo me, a scegliere proprio Rossi come direttore, uno che unisce passione popolare e cultura, non solo giallorossa anche musicale (il padre era Stefano Rosso, cantautore impegnato, celebre degli anni 70).
La conclusione è che PASSIONE e PROFESSIONE non possono andar d’accordo (solo Totti c’è riuscito – per qual motivo credi mi stia inimicando molti qua dentro, a causa della difesa a oltranza del Capitano)?
45 mila,ok,poi però ci sono i soliti irriducibili Lazio, che come al solito, abbandoneranno la Roma lasciando, la curva vuota,spero che molta gente in curva,inizii a ragionare, con la propria capoccia,lasciando perdere il pensiero dei capoccioni capo ultras, che stanno facendo una guerra spietata a Pallotta, forse perché vorrebbero anche loro un lotite alla Roma.
Ok Amedeo…mi chiamo Tore(Salvatore). Piacere.
Ubrr laziale ce sarai te e tutto il condominio tuo.
Siete solo capaci a scrivere da dietro un pc.
Infatti stasera nei soliti distinti nord, insieme ai tifosi interisti, ci saranno i laziali, che, come sai,
sò gemellati co’ gli interisti!!!! Mancini lo spera tanto perchè ha sempre la Lazio nel cuore!!!!
Stasera non verrò allo stadio. No, no. Io ho dato. E tanto. Adesso la Roma per me è soltanto un momento intimo, vitale, in cui, il ragazzo che non vorrebbe esser cresciuto MAI, esprime tutta la sua voglia di libertà, persa con le responsabilità e le maledette convenzioni, a cui tutti siamo irrimediabilmente sottoposti, e che ci legano a morte. La Roma è stata la parte più bella della mia vita più bella. Un amore primordiale e non inquinato, immortale, puro, come quello per mamma.
Ho lasciato la gioventù sul marmo della Curva Sud (e anche un po’ di sangue). Ho trascorso l’età più adulta discutendo nella Tevere, mai troppo piena di chiacchieroni, tutti gran esperti di calcio. La Monte Mario non fa per me, troppo affollata di papponi e magnafregna vari (ci sono tornato ultimamente con la Samp, ma l’aria è sempre quella. Ci fosse uno che non venisse a fare il presenzialista, lì).
Freddo, vento, acqua, botte, cinghiate, manganellate, lacrimogeni, sassate, risse, spesso, molto spesso anche fra noi romanisti, sciarpe avversarie sottratte, soldi spesi a valanga, abbonamenti, trasferte ovunque – pure a Udine – bugie continue ai genitori, notti insonni sui treni, una pesante atmosfera d’odio (reciproco) respirata in ogni città del Nord, compagnie inquietanti, amici psicopatici, sbandati d’ogni tipo, scorte delle forze dell’ordine, lunghi fermi alle stazioni, un allucinante bivacco notturno fuori dell’Olimpico (sarebbe da raccontarlo, eravamo in migliaia, coi sacchi a pelo, sotto la curva, tutti presi di mira dalle continue cariche dei celerini a cavallo, le botte si sprecavano), soltanto per un sospirato biglietto di finale di Coppa dei Campioni (divenuto poi possibile oggetto di rapina con tanto di coltello, da parte di delinquenti in agguato fuori della biglietteria), viaggi interminabili in macchina, e ritorno, da pazzi, nella notte. E una bocciatura al liceo (mai perdonata a casa) per un centinaio di assenze, causa continui pellegrinaggi al Tre Fontane e Trigoria.
Poi Roma, Roma, Roma, solo Roma nella testa e nel cuore. Nessun altro interesse (preferivo andar a vedere Falcao e Pruzzo, le ragazze arrivavano sempre dopo). Non rimpiango nulla, di quei giorni, rifarei tutto, anche ciò di cui vergognarsi. Una piccola parte dei miei amici è “sopravvissuta” con me, e adesso, vergognosamente imborghesito, ognuno si vede la partita, a casa propria, commentandola al cellulare.
Io ho dato. Ora tocca a voi, stasera ragazzi fatemi sentire la vostra voce. Rispetto la protesta dei curvaroli, ma non capisco come fate a quell’età a fare a meno della Roma (io sarei sbroccato).
FORZA ROMA!!! Stasera c’è SOLO ROMA-INTER!!!
(Scusatemi, ho parlato di me, ma, son certo, anche di voi, e molti, tanti di voi..).
Un ultima cosa. Anni fa uscì il film “Ultrà”, di Tognazzi, oggetto di feroci critiche da parte di noi tifosi. Quel film svelò a tutte le nostre ignare mamme, e anche alle altrettanto inconsapevoli nostre sorelle e fidanzate, tutto quello che accadeva quando si andava in trasferta in treno (e vi assicuro che Tognazzi descrisse solo una minima parte della verità). Oggi rivedendolo con le mie figlie, sconvolte, mi faccio delle sane, crasse risate.
Ciao Amedeo, sono un romano e romanista (anche negli atomi facenti parte degli aminoacidi che compongono la catena del DNA) che vive in Toscana e che molto spesso legge e ogni tanto scrive qui. Non posso fare a meno di complimentarmi (anche se sembra banale) con ciò che scrivi (e non mi riferisco solamente a quello che ho appena letto qui sopra). Oltre la proprietà di linguaggio (notevole tra l’altro) è la sostanza che mi colpisce, l’equilibrio… ma soprattutto la VERA PASSIONE per i NOSTRI colori. Sono fermamente convinto che non usi la penna (o meglio, la tastiera) bensì direttamente il cuore.
Un saluto sincero da parte di chi condivide in toto ogni tuo pensiero legato all’amore viscerale per la nostra ROMA.
me ricordano tanto quel giapponese che era rimasto per tanti anni in un isola convinto ancora distare i guerra quando la medesima era finita da un pezzo ,poi la sorpresa di saper che era finita ,daje rega’ non fate come er giapponese tornate la curva è vostra vi siete abbonati ,allora almeno sfruttatela , nondate ragione a chi non vi vuole ,c’è ROMA -Inter daje tornate e fate senti la vostra voce ROMA ;ROMA ROMA daje
Caro ubrr, secondo la mia idea, il prossimo campionato si dovrebbe impedire agli attuali “capoccioni” dell’amatissima Curva Sud di rinnovare l’abbonamento, perché sono sicuro che è tutta colpa loro l’attuale situazione che stiamo vivendo. Ma io dico…come si fà ad abbandonare la Roma in modo così ottuso. Avrei capito un modo diverso di esprimere le proprie idee, ma accanirsi così fà pensare che il fine sia diverso. Comunque, peggio per loro, io penso solo alla partita di stasera, e che vinca il migliore, cioè La Roma !!!
Sono al lavoro e penso solo a Roma inter.
Florenzi ma difatti e’ così e finirà così.
Il prossimo anno vendita libera,nelle due curve,barriere o non barriere,chi vuole entrare fa il biglietto ? e entra,non possiamo continuare ad avere le curve piene in abbonamento e vuote di fatto.
Il discorso che fanno questi,ma a Napoli a Milano a Bologna,fanno come gli pare,accendono pure i fuochi d’artificio ?
E allora?
Che significa,a Roma purtroppo e’ così,ci sono queste disposizioni bisogna adeguarsi,se loro non si vogliono adeguare ,ci saranno altre persone disponibili a farlo.
L’importante è riempire quella curva.
Bluoson se io avevo l’abbonamento in curva entravo mi mettevo al posto mio e nessuno si doveva azzardare a dirmi niente.
Invece ho letto e sentito,che ci sono anche pressioni,per non fare entrare la gente in curva.
E questa è veramente una cosa incivile,da terzo,anzi da quarto mondo.
Grazie Amedeo…. un pezzo di STORIA !
Il mio applauso ai 45.000 TIFOSI. Faremo la fila (per ore?), i tornelli, saremo perquisiti, non potremo entrare striscioni e vessilli ma, armati solo di voce e passione, sosterremo i nostri ragazzi. Non c’è barriera, prefetto e fucking idiots che tenga e argini l’immenso amore per questi colori. Forza roma sempre
Tifosi 2.0
Amadeo hai scritto magnificamente,un pezzo di storia ultrà,degli anni 70,80,90,che poi si è trascinata con evoluzioni differenti,fino ai giorni nostri.
Ovviamente per te e per tanti,che hanno vissuto,quel periodo e quei momenti,si parla di emozioni forti forse uniche.
Per poi,dietro queste emozioni,viene a galla la mondezza,storie di violenza becera e insensata e sopraffazione.
Non credi che,a Roma,magari anche,andando contro il buon senso civile,sia in atto un tentativo,di debellare,una volta per tutte,tutta la mondezza,che gira intorno allo stadio ?
ubrr intanto non hai l’abbonamento di curva, ed è già un dato di fatto molto rilevante
secondo poi puoi fare quello che cavolo ti pare, ma non devi permetterti MAI, dico MAI, di dare del laziale a chi sta lottando per una propria battaglia.
terzo nessuno ha mai impedito a nessuno di entrare, e la prova è che in Sud ci sono sempre circa 1.500 – 2.000 persone
quarto spero di essere stato chiaro, se non lo sono stato ti faccio un disegno o ti faccio fare uno schizzo da Mark Pannes.
Non permetterti mai più di dare del laziale a chi era presente in TUTTE le partite fuori casa.
Ecco bravo Santi in Banchi, vai allo stadio tifa e non ce rompe er cavolo.
Un altro saputello col biberon gocciolante di latte.
Sono un romanista di 55 anni abito a Trento da sempre pur essendo nato a Roma da genitori romani.Da piccolo sognavo di varcare lo stadio Olimpico ogni volta che sentivo tutto il calcio minuto per minuto e soffrivo nel non poter vedere la Roma. Da grandicello qualche soddisfazione me la sono tolta ma sempre nulla rispetto alla possibilità di fare un abbonamento e di recarmi allo stadio per sostenere la mia innamorata che avrei avuto
Se fossi stato a Roma. Da grande la TV mi ha permesso di non perdermi una partita e di sentire le vene gonfiarsi di orgoglio all’inno oltre che di vantarmi essendo al nord del grande tifo giallorosso verso i tanti milanisti interisti che si replicano più facilmente dove abito. Quindi voi che siete dei privilegiati tornate allo stadio e tifate anche per me!
Ciao ubrr, ti scrivo ciò che penso. Non so quale sia la situazione odierna in curva, ma credo di essermene fatto un’idea. Sono d’accordo con ciò che dici. Il calcio contemporaneo non può più sopportare uno stadio senza legge. Quell’epoca è finita. Una cosa è certa, se Gabrielli e Pallotta fossero venuti all’Olimpico 30 anni fa, sarebbero fuggiti inorriditi, altro che vetrate, neanche il muro di Berlino, piuttosto la muraglia cinese.
Negli anni 70 e 80 il tifo della Roma era il più violento d’Italia. Le tensioni sociali all’epoca erano forti, la politica era ovunque, anche se non entrava in curva, e la droga aveva iniziato a far danni fra i giovani, soprattutto in borgata, ma anche al centro, nelle zone all’epoca popolari, come Campo de’ Fiori. Non dimentichiamoci che il primo omicidio in uno stadio lo commise un romanista, Zigano, nel 79, con quel maledetto razzo che colpì il povero Paparelli. Tempo dopo altri due ragazzi ci rimisero la vita sui treni che riportavano i tifosi della Roma da una trasferta (Andrea Vitone e Paolo Siroli). Fuori casa venivano dei pazzi, sciarpa al collo, mai visti all’Olimpico, che s’infiltravano in mezzo agli ultrá solo per spacciare e far casino con la polizia. Personalmente temevo più loro che i tifosi avversari. Ogni sconfitta della Roma era un pretesto per spaccare le panchine della curva e dar fuoco a tutto. Non rare erano le invasioni di campo. Spesso sembrava di stare a Beirut (non a caso il gruppo più estremista era quello dei Fedayn, cani sciolti, mai venduti alla Roma, come invece parte del Commando, per ciò che attiene finanziamenti per striscioni e coreografie). Proprio la nascita del Commando, nel 77, era stata un’esigenza per dar ordine al tifo della Sud, diviso in decine di gruppetti. Poi, sul finire degli anni 80 ci fu la violenta spaccatura provocata da Viola con l’imposizione di Manfredonia, icona laziale, che sancì la scissione e il declino del CUCS. Negli anni 90 le cose non cambiarono, se non il colore della politica, dal rosso al nero dei Boys. A Brescia nel 1994, se non ricordo male, vi fu l’episodio più cruento. Io non frequentavo più la curva ma, mi dicono che l’atmosfera non fosse certo serena, dominata da gente che adesso parla per radio. Un altro cambio di potere in curva avvenne, se non sbaglio, nel 1999, nel pieno di un Roma-Inter.
Certo il tifo non era solo quello, anzi. Se c’era una curva famosa nel mondo, quella era la Sud. Tutto il resto d’Italia ne mutuava, nome, cori, striscioni, coreografie. Ogni domenica era uno spettacolo di tifo e di colori. Ci vorrebbero più post per raccontare tutto.
(grazie a SPQR per le belle parole).
Ciao Blouson, tu ne fai una battaglia di libertà, che va oltre la Roma, l’ho capito perfettamente. Non la condivido ma la rispetto. Probabilmente avessi la tua età la penserei così. Poi però c’è l’UNICO motivo per cui tu e i tuoi amici ESISTETE IN QUANTO GRUPPO, la Roma. E la Roma è qualcosa che va OLTRE (ULTRÀ oppure ULTRAS, se vuoi), e la Roma senza la Sud è come un cuore senza sangue. La Società non c’entra nulla con le restrizioni. Tuttavia cerca di capire che è finita un’epoca. Fra un po’ si andrà allo stadio come a teatro, e non ci sarà più posto per quelli come te, o come eravamo noi 30/35 anni fa. Fattene una ragione e torna a vedere almeno la partita, se vuoi. Altrimenti continua ad andare in trasferta, se ti senti più libero.
Amedeo,
ho una immensa stima e immenso rispetto per te, in quanto persona più grande e grande romanista.
Siamo su posizioni molto distanti, ma il tuo spessore di uomo mi offre rispetto, e questo lo apprezzo tantissimo.
Tu dici che la Roma ci offre la possibilità di essere ciò che siamo e di esistere. E’ vero.
Ma è vero anche il contrario, la Roma non sarebbe mai esistita senza tutte le migliaia di ragazzi che hanno calpestato quei muretti, a partire da Dante, per passare da Geppo, Tzigano, Josa, i Fedayn, il Commando, i Boys, Opposta Fazione, ASR Ultras…
E’ stato ed è un do ut des. E’ simbiotico. Anzi forse lo era. Siamo antistorici, ultimi dei romantici, anche un pò ridicoli.
Ma almeno rispettateci e fateci morire in pace.
Amedeo nel 94 in quel famoso Brescia Roma,iniziò,una specie di gemellaggio nero,tra il tifo estremo della Roma e quello della Lazio.
Senza che si offenda nessuno,ma e’ riportato sulla cronaca di allora,a Brescia insieme agli ultras romanisti cerano,anche molti delinquenti esponenti del tifo della nord laziale.
E’ questo filo nero che unisce le due curve a Roma,va avanti fino ad adesso.
Non è un caso che all’unisono,non entrino,nessun ultras delle due tifoserie.
Amedeo dimmi una cosa,ma ai tempi tuoi,avreste mai fatto una protesta insieme a quelli della altra sponda ?
Non credo perché sei i laziali facevano una cosa,i romanisti facevano sempre l’opposto e viceversa.
Invece oggi questi,ragionano allo stesso modo e filano,d’amore e d’accordo,poi se la prendono tanto,se qualcuno li chiama,irriducibili Lazio,curva sud Roma ??.
Caro ubrr, con l’arrivo di Manfredonia dalla Juve (ex bandiera della Lazio) noi ci spaccammo drammaticamente, al Flaminio, Roma-Genoa di Coppitalia, sangue fraterno versato in curva, come in una guerra civile. QUINDI MAI COI LAZIALI.
Oggi sono tutti amici, e gli scontri li fanno i ragazzini (i capi vanno a cena insieme).
Mi spiegate come fate a fare commenti così lunghi ? Io come ci provo, mi azzera tutto e sono costretto a rinunciare. Penso solo alla partita di stasera, forza ROMA !!!!
Amedeo io penso solo a Roma inter. Senza offesa.
Caro Blouson, tifoso dela Roma, ho scritto che la Roma oggi, nel mio intimo, è l’unico spazio di libertà rimastomi, anche se trattasi di libertà interiore (che può tuttavia essere sconfinata, basta volerlo). In curva mi sentivo libero come in nessun altro posto, e ne ho anche abusato, inquinando quel nobile principio. Quindi non ero del tutto innocente come credevo. Tu sai benissimo che le nostre libertà finiscono dove iniziano quelle degli altri e viceversa. Non vorrei che in curva stia accadendo proprio questo, nei confronti di chi si è dissociato. Tu ritieni la vetrata e le barriere un abuso alla tua libertà, e lo comprendo, ma far pressioni su chi non è d’accordo – sempre che ci siano state, attenzione, io manco da secoli dalla curva – è lo stesso. Cerca di esser realista, lo so che è difficile. Il calcio europeo sta andando tutto in quella direzione. Ci vogliono irregimentate e limitare in ogni manifestazione di passione. Hai citato Geppo, giustamente. Lui si sarebbe incatenato in curva, ma era un’altra epoca. Noi avevamo la Roma, e nient’altro. Per voi non è così. Cerca una via d’uscita perché, ne son certo, stasera non esser al tuo posto ti fa più male di quanto vuoi farci sembrare.
Porta pazienza, dillo ai tuoi amici. Ancora qualche mese e poi, con Tor di Valle, non ci sarà più spazio per il tradizionale modo di tifare Roma. È il passo dei tempi..
Un abbraccio, e quando vuoi, basta chiamarmi qui. La tua è una battaglia non condivisa da quasi tutti qui, perché tutti vorremmo che la nostra curva tornasse a tuonare.
Per zanna, fai bene ma la Roma non è solo un fatto sportivo. È molto di più e tu lo sai meglio di me.. Forza Roma!
Comunque anche ieri sera con una buona affluenza….tifo vicinissimo allo zero e non ditemi che con la vendita libera e curva piena..quindi con 7 10 mila persone in più sarebbe cambiato.
la sud non è un luogo
ha un anima …trasformata nel tempo e piaccia o no è quella.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.