Squadra di narcisi, serve un grande tecnico e un leader

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AS ROMA NEWS – La Roma ha due problemi reali. Il primo, il più importante, non è la difesa intesa come individui che formano un reparto, ma l’intera fase difensiva, intesa cioè come squadra che copre il proprio territorio quando gli altri hanno il pallone. La qualità di alcuni difensori (Ruediger su tutti, ma anche Digne, Torosidis, lo stesso Florenzi in quel ruolo) è poco più che normale, ma la squadra lascia spesso solo il suo reparto, non è adatta a sorreggerlo. Il centrocampo è perfetto sulla carta, quasi mai sul campo. È ottimo per fare pressione in avanti e tenere il pallone, ma è sbagliato quando l’azione si rovescia. De Rossi ha tutto per il calcio fuorché il movimento. È statico, copre poco campo, ha bisogno di avere altri compagni accanto. Pjanic è un campione che sta perfino crescendo, giocasse nel Barcellona diventerebbe il migliore. In una squadra che deve anche difendere, perde mentalità, non ha contrasto e lascia facilmente la posizione.

C’è un dato molto interessante nel cammino della Roma. Le uniche due giornate in cui non ha preso gol in campionato Pjanic non c’era. Non è lui il problema, ma la sua parte unica nel gioco si aggiunge alla staticità di De Rossi e raddoppia il disagio. L’unica mezzala completa è Nainggolan, il solo che sappia giocare negli spazi aperti e abbia un concetto largo del dover recuperare il pallone. Questo limite pesa anche in Italia. L’Inter non ha subito gol 9 volte su 13, il Napoli 8. La Roma 2. In Italia ha tanta qualità da poter spesso dimenticare il suo limite. Segna molto. Questo però porta direttamente al secondo problema della squadra, la sua mentalità ballerina. La Roma ha un’alta concezione di sé, allargata dalle voglie dell’ambiente e dal dovere di vincere in fretta. Questo la mette spiritualmente in vantaggio su tutti tranne quelli che giocano altrettanto bene.

La qualità degli altri, i tempi stretti di quelle partite, non esaltano la Roma. Prima la sorprendono, poi la perdono. Non sono un caso i punteggi tennistici, anche improvvisi e non definitivi come a Borisov: rappresentano l’abbandono normale dei narcisisti. Qui ci vorrebbe un grande allenatore, ma Garcia è narcisista almeno quanto la squadra. È cosciente dei limiti, altrimenti non cercherebbe sempre nuovi mediani, ma non li sa curare. Ha esaurito la sua differenza, mi sembra che anche la squadra avverta questa mancanza. Servono leader, serve certamente Strootman. Servirebbe però anche un allenatore o molto riflessivo o molto duro. Garcia è nel mezzo. Ed è là che la Roma, tra i suoi incredibili eccessi, per adesso resta.

(Corriere della Sera, M. Sconcerti)

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9 Commenti

    • Solo un grande allenatore? No amico, quello che serve è anche e soprattutto un Presidente che sia vicino alla squadra e alla società cosa che a noi manca, un Presidente con i coglioni e con i controcoglioni e non parlo solo di soldi!!!!! Chiaro il concetto?

    • Solo un grande allenatore? No amico, quello che serve è anche e soprattutto un Presidente che sia vicino alla squadra e alla società cosa che a noi manca, un Presidente con i coglioni e con i controcoglioni e non parlo solo di soldi!!!!! Chiaro il concetto?

  1. no sconcerti non servono il tecnico e il leader(poi si dirà che ne siamo dipendenti ) servo innanzitutto un cambio di mentalità che a ROMA non c’è o è latente ci hanno provato prima allenatori come Nils ,eriksson capello ,spalletti , ma poi se sono andati via nils e fabio hanno vinto lo scudetto l’anno successivo non si sono ripetuti , a ROMA la coppa Italia è disprezzata , ma nei hai vinte ) ora neanche quelle vinci più , è la mentalità che è latente , inoltre non esiste una stampa che supporta o radio la squadra l’ambiente ,se si nota tutti gli aspetti negativi vengono evidenziati per annullare anche quel poco di positivo c’è ,questo non aiuta a uscirn fuori sempre a mordersi la coda , c vuole un taglio , un cambio una mentalità che deve uscire fuori è latente , ma c’è

  2. Un grande tecnico,un grande leader e per me servirebbe anche
    un grande portiere.
    Invece noi sul portiere abbiamo sempre tervigersato,andiamo
    a spendere 20 milioni e prendiamo il Perin della situazione.

  3. …e anche un ds attento alla prima squadra e non sempre alle plusvalenze con i bambini per la Roma del 2020 in poi.
    Sic. è un ordine anche della società ma lui su questa cosa ci sguazza a meraviglia soprattutto con i sudamericani ….tralasciando poi quelle che sono le esigenze di rafforzamento della prima squadra.
    Ricordiamoci..tanto per dirne solo una…. che gervinho nonostatne garcia fosse contratrio lo aveva gia bello che venduto

  4. chiedo scusa ,nel digitare intendevo ne hai vinte 9 di coppe italia , ma non siamo ingrado di apprezzare neanche quelle ,poi non ne abbiamo vinte più dall’ultima la mentalità anche se latente c’è è necessario tirarla fuori sul campo ma anche nell’ambiente ,intanto apprezziamo quello che abbiamo ,poi parliamo di meno anche con inutili interviste che dicono e non dicono , più fatti le parole solo a fatti compiuti ,vittorie e titoli ,se no è un parlare a vanvera

  5. Bell’analisi. Sul piano tattico e psicologico, perché è così. Il problema è tattico e psicologico.

    Poi se come a Barcellona metti keita e pjanic insieme e davanti hai dei mostri del palleggio sullo stretto e una squadra che aggredisce gli spazi, allora vedi le streghe.

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