Stadio della Roma, Meis: “I servizi dell’impianto potranno aggiungere valore alla città”

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AS ROMA NEWS – Dan Meis, noto architetto che ha progettato lo Stadio della Roma, è stato intervistato dal sito cladglobal.com. Queste alcune delle sue parole sull’impianto di Tor di Valle:

I servizi secondari sono una parte molto importante dello stadio che stai progettando per l’AS Roma?
Assolutamente. Quello che sto cercando di dire è che l’approccio 24/7 a uso misto non è una panacea per ogni stadio. Dipende davvero dalla posizione, e dal fatto che ci sia abbastanza massa critica per farlo davvero vivo quando lo sport non è attivo. E’ un posto dove la gente vuole venire. E’ come qualsiasi equazione immobiliare in tal senso. Uno dei miei primi progetti è stato lo Staples Center, che è piuttosto noto per il quartiere dei divertimenti che lo circonda. Sapevamo che era una buona idea per Los Angeles, perché si tratta di un edificio con 300 eventi all’anno.

Al contrario, uno stadio di calcio ha forse 20 partite e 30 eventi all’anno, quindi è più difficile supporre che tu possa farne una destinazione di 365 giorni. Nel caso di Roma, però, abbiamo progettato tutti questi servizi intorno perché non ci sono molti esempi di luoghi di intrattenimento all’aperto in città. Abbiamo spesso detto che è difficile trovare un buon bar sportivo per guardare una partita. Quindi in questo caso l’approccio è fattibile e ha perfettamente senso. Può aggiungere valore alla città.

Fonte: cladglobal.com

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2 Commenti

  1. non basta sardo romano , guarda quello che ta succedendo a ROMA il viadotto che congiunge l’eur alla magliana raccordo per fiumicino è in una situazione critica ,chissà per quanto reggerà ancora l’urto dell traffico che è notevole ed è un esempio ROMA trattata male e scordata si estende a tutta l’ITALIA la stessa situazione i fatti parlano chiaro ,lo stadio (non solo a ROMA) obbligherebbe fare infrastrure secondarie d’importanza vitale per la città la realtà senza girarci intormno ak di la’ dei proclami dei sindaci e sindachesse è nello stare fermi (a meno che questo sia il loro vero obiettivo giustificandosi in vario modo) più passa tempo e meno giustificazioni hanno compresa quella dell’ambiente e dei quartieri ecomostri

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