Stadio, la Roma prepara il ricorso

15
601

ULTIME NOTIZIE ASROMA – Il parere «non favorevole» al progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle potrebbe trasformarsi in un enorme boomerang sia tecnico che politico per l’assessore grillino all’Urbanistica della Capitale, Paolo Berdini. Al di là dei possibili accordi politici da trovare in Campidoglio nella riunione di oggi – e ai quali i tifosi credono sempre meno vista la doppia faccia dello stesso Berdini testimoniata dalle sue ormai reiterate e incontenibili sortite mediatiche – la questione potrebbe anche approdare rapidamente in un’aula di tribunale. Per l’esattezza al Tar. Andiamo per ordine. Il problema è sottile e giuridicamente complesso. In primo luogo, la norma che regola il funzionamento della conferenza di servizi (legge 241/90 modificata con la riforma Madia del luglio 2016) prevede che esistano solo due tipi di parere: di assenso o di dissenso. E già la semplice indicazione di «non idoneo» e «non favorevole» viola la legge. In seconda battuta, la legge stabilisce che le determinazioni delle Amministrazioni siano «congruamente motivate», vale a dire «espresse in modo chiaro e analitico» e con la specifica se il vincolo deriva «da una disposizione normativa o da un atto amministrativo generale ovvero discrezionalmente apposte per la migliore tutela dell’interesse pubblico». E il parere unico espresso dal Campidoglio di fatto non riporta nessuna di queste specifiche. Anzi: si tratta di un parere espresso in forma vaga e generica e, in alcuni casi, come quello della valorizzazione della tribuna dell’Ippodromo, anche in violazione della stessa delibera di Pubblico interesse che esclude l’ippodromo dalle opere da tutelare.

Va, poi, aggiunto che il rilievo di maggior peso contenuto nel parere unico del Comune, quello relativo alla tenuta idraulica dell’area, potrebbe (e dovrebbe, secondo quanto trapela) essere superato proprio dalla lettera dell’Autorità di Bacino che, di fatto, smonta pezzo per pezzo questa opposizione indicando nell’intero progetto dello Stadio con tutte le sue opere di mitigazione idraulica un elemento risolutivo del problema in modo definitivo. Insomma, lo Stadio e le sue opere risolverebbero definitivamente qualunque rischio idraulico della zona, compreso il Fosso del Vallerano, tutte opere che il Comune avrebbe dovuto fare da decenni, che non ha mai fatto e che invece si completerebbero con la costruzione della casa giallorossa. Tanto che, nei giorni scorsi, secondo quanto trapelato, il Comune avrebbe indirizzato una lettera all’Autorità di Bacino proprio per chiedere di rivedere questo parere positivo e trasformarlo in negativo al fine di poter procedere alla bocciatura dell’opera. Inattesa, quindi, che l’Autorità depositi formalmente il suo parere, rimarrebbero aperte due strade. La prima, che prende le mosse proprio dalla legge sulla Conferenza di Servizi. La seconda, che porta dritti al Tar. Per semplificare: la Conferenza potrebbe sia correggere d’ufficio il parere comunale ritenendolo di assenso con prescrizioni (come in realtà è nei fatti) e, quindi, con una definizione sbagliata frutto di un errore materiale, oppure potrebbe addirittura arrivare a considerarlo formato contro la legge e quindi, trasformarlo in assenso incondizionato.

Ovviamente questi sono passaggi che determinerebbero ripercussioni politiche serissime nei rapporti fra Regione e Comune ma che porterebbero Zingaretti e Civita nell’Olimpo dei tifosi giallorossi. La seconda possibilità, invece, è che la Conferenza si concluda accogliendo la negatività del parere comunale e quindi esprimendo un «no» al progetto. No che potrebbe essere impugnato al Tar dai proponenti (voci di corridoio parlano di avvocati già all’opera) che punterebbero sia sull’incongruenza logica di pareri favorevoli con prescrizioni trasformati in un «no», sulla tempistica sbagliata e sulla violazione del principio della leale collaborazione, visto il palese «sgarbo» fatto dal Comune in questa vicenda. E anche le parole di Berdini («l’hanno preso sui denti») potrebbero essere usate per dimostrare la doppia faccia del Campidoglio che di giorno, come Penelope, tesse la tela del sì e di notte la smonta. E se il Tar accogliesse il ricorso, si aprirebbe di nuovo la voragine del risarcimento danni. Oltre che le responsabilità «dell’amministrazione, nonché quelle dei singoli dipendenti».

(Il Tempo, F. Magliaro)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteStadio Roma, Berdini: “Si deve fare, ma all’interno del piano regolatore”
Articolo successivoGomez: “Kessie sarà giallorosso”

15 Commenti

    • Infatti per la gerarchia delle fonti una legge statale prevale quella provinciale. Questi st’hanno a fa come don chisciotte. C’è solo l’AS ROMA.

    • Sindaco arrenditi e presenta dimissioni irrevocabili immediatamente.
      Corruzione, omissioni d’atti d’ufficio……
      Forza Roma!!

  1. Magliaro come sempre ci da lo status preciso.

    Quando è uscito il parere non favorevole con prescrizioni, ho parlato di ricorso al TAR, ma qui esce fuori che tale parere è scritto male e forse manco vale, e si potrebbe quindi risolvere in un’altra maniera, cioè ritenere tale parere un assenso.

    Speriamo che la Regione li prenda a calci così da non perdere tempo, ma lì i grullini griderebbero al complotto.

    Una bocciatura del TAR e magari anche qualche sanzione al comune sarebbe la botta sulla schiena che si meritano, provassero poi a parlare di complotto ordito da un tribunale amministrativo.

    Dimostrerebbero per l’ennesima volta a Roma e all’Italia di essere solo degli incompetenti e disonesti che parlano di onestà e di rispetto delle regole, senza rispettarle.

    • fantastico vedere tutti sti pollici versi, oramai i grullini sono dappertutto. Affonderete col vostro schettino, cari grullini, non vi dirà c*ulo ad averci uno scoglio sotto, stavolta ci sono 3000 metri d’acqua 😀

      Ma il blog del sacro verbo non vi basta più? mo pure nei siti della Roma andate a fare proselitismo?

      leggetevi le 43 fregnacce della raggi smontate uno ad uno, visto che siete bravi su internet le troverete.

    • Ma la Regione non farà mai una cosa simile, primo perché politicamente non gli conviene (molto meglio far vedere che i grillini sono incompetenti) e poi anche a livello logico è impensabile che “obblighino” a procedere alla costruzione di una cosa simile contro il parere del Comune. Sarebbe una situazione nefasta, immagina solo come procederebbero i lavori…

    • in realtà no, agli occhi dei romanisti se Zingaretti chiude con un no la conferenza dei servizi, fa la figura del ponzio pilato, e non avrà un boost in caso di elezioni.

      Viceversa se bolla il parere del comune come non a norma, e quindi considera l’assenso implicito della delibera Marino (e credimi, può anzi è logico che lo faccia) allora risulterebbe come il salvatore della patria, e lo spenderebbe nelle elezioni.

      Di contro i grullini delusi perché sti incompetenti non sono manco capaci a mettersi di traverso, avrebbero un aumento delle astensioni alle prossime elezioni.

      Il calcolo politico è questo, sicuramente.

      Il ricorso al TAR invece sarebbe devastante per il movimento anche al di fuori di Roma, ma ne subiremmo i tempi.

    • Adelmo, l’articolo di Magliaro non mi sembra affatto preciso; anzi, contiene diverse inesattezze ed alcune ricostruzioni improbabili. Non sto a tediarvi con dissertazioni amministrative, ma il parere del Comune, definito “non favorevole”, indica le condizioni per il superamento del diniego, così come vuole la norma. Adesso sta al proponente, la Roma, controdedurre, eventualmente apportando modifiche ed integrazioni al progetto, in modo tale che il Comune debba esprimersi, in via definitiva, in senso favorevole. Solo se ciò non dovesse accadere, e se la Regione dovesse chiudere la Conferenza con un atto di diniego, ricorrerebbe l’ipotesi del ricorso al TAR. Quanto al fatto che il Comune scriva all’Autorità di bacino chiedendo di rivedere il parere positivo, lo ritengo poco verosimile…

  2. “Oltre che le responsabilità «dell’amministrazione, nonché quelle dei singoli dipendenti»”
    Capito Berdini? quali denti Berdì, dicce dicce.. quali denti?

  3. La lagna di Berdini sul piano regolatore non ha senso. Il Comune deve solo esplicitare con un atto formale quello che è implicito nella delibera di pubblica utilità della giunta precedente. Ovvero la deroga del piano regolatore in quanto opera di interesse pubblico.
    Ma non vogliono assumersi la responsabilità di ritirare la delibera, perché in nome della continuità amministrativa, questo si che aprirebbe un’autostrada a una causa risarcitoria.
    Allora nelle interviste parlano di piano regolatore, negli atti fanno prescrizioni, confermando di fatto l’impianto generale dell’opera.
    Sono veramente dei peracottari. Vederli all’opera è deprimente.
    Irritante.
    Lo Stadio della Roma sarà la vostra tomba come forza politica.

  4. VADA COME VADA IL TIFOSO ROMANISTA NON È COSÌ CO..@@@E COME PENSANO QUESTI SIGNORI E NON SCORDA. QUESTI DEL M5S A ROMA CI TORNERANNO FORSE FORSE FRA 50 ANNI. UN SALUTO A TUTTI I ROMANISTI, DIVISI A VOLTE SU TANTE WUESTIONI, MA STAVOLTA TUTTI UNITI E SOLIDALI

  5. Sono d’accordo con tutti voi e in particolare con Amun.Tutti uniti e solidali alle prossime elezioni, tifosi, veri romani, amici e parenti. Votiamogli contro (qualsiasi altro partito.Mandiamoli a casa a raddoppiarsi e triplicarsi gli stipendi, a promuoversi e intestarsi polizze fra di loro, capaci solo di mentire spudoratamente e di nulla fare. Con questi, che provano a invadere anche il nostro sito senza mai proporre nulla o a esempio un piano alternativo all’area di Tor di Valle in pieno degrado. Io abito nei pressi, è una vergogna. Venite a Tor di Valle grillini a fare proseliitismo alle pantegane che forse loro vi capiscono.

  6. #famostostadio,altro tempo non c’è , si vada avanti la prima buona notizia è che vengono tolte le barriere , la seconda togliere le barriere allo stadio della ROMA ,anche perchè altre città italiane ci guardano ,e si prono scenari interessanti , la battaglia condotta a ROMA darà forza anche ad altre città italiane e lavoro ,

  7. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome