ULTIME AS ROMA – Il nubifragio che nel pomeriggio si è abbattuto sulla città è terminato in tempo utile per consentire al terreno dell’Olimpico di drenare l’enorme quantità di acqua caduta. Ma non abbastanza prima per rendere agevole a tutti i tifosi il raggiungimento dello stadio. Soprattutto a quanti sono soliti andare in motorino, per evitare i disagi legati ai nuovi divieti sulle aree entro le quali parcheggiare. In tanti hanno desistito, evitando di portare i bambini, frenati dalle avverse condizioni climatiche.
Ancora più bassa, quindi, l’affluenza rispetto ai numeri già non esaltanti registrati al botteghino: intorno ai 25mila gli spettatori presenti alla gara con il Bologna, per una partita avvolta in un quasi totale silenzio. A ondate l’entusiasmo per le azioni offensive della Roma, con i cori che si alzano dallo spicchietto di Sud laterale, a regalare ogni tanto il ricordo di quello che potrebbe essere il tifo all’Olimpico. Continua infatti la protesta degli Ultras per le barriere della discordia, in attesa di capire durante la sosta cosa decideranno in merito le Istituzioni.
(La Repubblica, F. Ferrazza)


Nel frattempo vinciamo.
Amedeo si ricorderà che rumore facevano le scarpe da ginnastica quando tornavamo dallo stadio dopo essere stati sotto la pioggia per 3 o 4 ore di fila, con lo stadio scoperto ad eccezione della monte mario.
Quello significava essere romanisti.
concordo al 100 x 100 , non c’era nubifragio che mi fermasse. dovevo fare 3 km a piedi prima di prendere il 90 che mi portava allo stadio e poi un altro km sotto la pioggia. lo stadio era scoperto e l’ombrello non riparava nulla , anzi era inutile perchè oltre alla pioggia ti beccavi anche l’acqua che rimbalzava dagli ombrelli vicini. tornavi a casa inzuppato ma contento di aver visto la roma.
Buongiorno Adelmo. Tornare a casa con l’acqua stagnante nelle scarpe era normale. L’ombrello sgocciolante
dello spettatore seduto davanti era peggio di una canala di scarico. Il resto lo facevano i giornali, inutilmente messi sulla panchina (di legno) fracica e poi, successivamente, sui seggiolini. In testa buste di plastica (quelle dei panini portati da casa) o cappelletti giallorossi di lana ruvida, zuppi come stracci.
Soddisfazioni, poche (almeno fin quando non arrivò Viola): le maggiori quando dalla radiolina sapevamo del gol subìto dalla Lazio. Un boato!
(Ricordo un Roma-Foggia con l’acqua anche nelle mutande e i jeans fradici, di infima qualità, che mi avevano tinto le gambe di blu! Ancora ho in testa le lamentele a casa di “pora mamma”).
Ero il soprascritto, ovviamente.
FORZA ROMA!!!!!
Tranquilli ora che non ci sono più gli ultras brutti cattivi lo stadio è sempre pieno di tifosi passionali, di veri romanisti e di famglie.
Campo Testaccio, gli ultras di oggi sono delle educande uscite dalle orsoline, tutto selfie e qualche coretto sgolato (e stonato). Non reggono il confronto con i genovesi, i veronesi e, ti dirò, neanche i fiorentini e gli stessi juventini (una tifoseria completamente trasformata dallo Stadium). Poi se li paragoniamo alle bande di psicopatici con cui dovevamo condividere la Sud, e soprattutto le trasferte, negli anni 70 e 80, gli ultras “barrierati” (non barricati) ricorderebbero più un’allegra squadra di Boy Scout comandati da qualche bambacione adulto, che un gruppo di tifosi organizzati.
Arrogarsi il titolo di ultrá perché si ha un’età in cui il vissuto in curva risale agli anni 70 – 80 e dare dei defic…. a chi oggi si fa il mazzo non è corretto e anche di poca mentalità. Prima non c’erano telecamere, non c’erano diffide pluriannuali, biglietti nominali ecc ecc. I circa 2.500 diffidati totali della Roma dovrebbero suggerire qualcosa. Oppure si rischiano brutte figure. Tipo che la M.Mario era altresì scoperta ma c’era solo una fila di cabine per la polizia la rai e poc’altro. Ma voi siete veri ultrá…e la sapete lunga, vero? Bla bla bla… come il vs presidente
E non fate lo stesso con chi si affaccia adesso al mondo ultrà e vuole entrare comunque allo stadio? Quando diventa più importante l’antagonismo che essere ultras della Roma?
Qui nessuno dovrebbe arrogarsi nessuno scettro ed etichettare per primi, se non si vuole essere etichettati a sua volta. Personalmente il “Bla bla bla…” me lo scrivo in cima allo specchio, e tutte le mattine provo a vedere se, in quel che dico e faccio, non sia il primo ad esserci riflesso. Penso sia una salubre riflessione.
Saluti, e FORZA ROMA, FORZA LUPI
E non fate lo stesso con chi si affaccia adesso al mondo ultrà e vuole entrare comunque allo stadio? Quando diventa più importante l’antagonismo che essere ultras della Roma?
Qui nessuno dovrebbe arrogarsi nessuno scettro ed etichettare per primi, se non si vuole essere etichettati a sua volta. Personalmente il “Bla bla bla…” me lo scrivo in cima allo specchio, e tutte le mattine provo a vedere se, in quel che dico e faccio, non sia il primo ad esserci riflesso. Penso sia una salubre riflessione.
Saluti, e FORZA ROMA, FORZA LUPI
Ho vissuto la stessa Curva Sud di Adelmo, Amedeo, SPQR e tanti altri di questo forum. Posso dire che non eravamo secondi a nessuno? O s’offende qualcuno? Sull’attuale situazione della Curva ho già espresso il mio pensiero in altri post. Le istituzioni stanno sbagliando e non di poco. Sto con la Curva, nella speranza che torni presto più bella che mai! FORZA ROMA
Perchè la curva sud degli anni 99/03 era seconda a qualcuno?
E vedi un po’ !?
La Roma era campione d’Italia, ci mancherebbe che la curva non fosse all’altezza. In quel periodo era ancora una gran curva, dominata, però, come non mai, dagli interessi personali dei caporioni. La curva raggiunse il suo massimo, mai più superato, nel 1986, anno di Eriksson, quando c’era l’abitudine di iniziare a cantare ininterrottamente l’Aida di Verdi, fino a quando la Roma avesse segnato. Niente bandiere e striscioni, solo sciarpe e cori. Poi, se vogliamo dirla tutta, uno striscione come il “TI AMO” del 1983 non è mai più apparso in nessun altra curva del mondo. E non ti parlo della curva spettacolare di quando la Roma si giocava la permanenza in A. Oggi tremo al pensiero di un’eventualità del genere. Andremmo in B con tutte le sc(i)arpe.
Ciao Manuel, un tempo la tifoseria estrema (ultrà) della Roma, specchio della parte meno fortunata della città (cui appartenevo a gran titolo), era la più calda, spettacolare ma anche
più aggressiva d’Italia. Una cosa è certa: eravamo comunque una Curva leggendaria.
Oggi non è così. Meno violenza – grazie a Dio – ma anche meno tifo (e la cosa non dev’essere necessariamente consequenziale), tanto che ormai anche i nordisti e gli sbiaditi ci superano in passione. Detesto anch’io le barriere imposte arbitrariamente. Non condivido tuttavia l’atteggiamento di coloro che osteggiano i tifosi che comunque vogliono entrare per vedere la partita. Ciò perché, a mio parere, il tifo per la Roma dovrebbe essere la ragione principale per cui esiste un gruppo ultras (o ultrà).
però ieri sera ci sono stati 5 minuti incredibili, bellissimi. grandi!
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.